Applicando per un Lavoro che potrebbe portarmi lontana da Te

Applicando per un Lavoro che potrebbe portarmi lontana da Te

 

L'attesa di chi è il volo puo' capirla solo chi ha qualcuno dal quale ha voglia di tornare.
L’inquietudine e l’impazienza di chi sta volando per tornare da qualcuno è una emozione che non tutti conoscono e che io non posso spiegare.

Abbiamo litigato un giorno intero ma una volta abbassate le difese ci siamo ritrovati abbracciati sul letto. Lui voleva tornare in Europa per studiare Informatica, io avevo il cuore a pezzi.

Parlai e scrissi per far chiarezza, anche io non volevo accontentarmi dell’uovo oggi se potevo veramente avere una gallina domani.

Quella riflessione mi servì, e presi presto la mia decisione: avremmo lasciato l’Australia per farlo studiare in Europa ma non sarei stata a mantenerlo mentre tornava sui libri, sebbene quella fosse la cosa più ovvia e facile da fare per entrambi.

Mi sarei rimessa a studiare anche io per inseguire e acciuffare il cambiamento anche con le mie, di mani.

Che poi se mi dai un calcio in culo, tu sei l’ingegnere ed io quella che era sposata con un ingegnere“.
Mi ha presa mentre cercavo di scappare dal suo abbraccio, ci siamo pizzicati, rotolati e abbiamo riso di quell’ipotesi.

No, non penso che mio marito mi darà un calcio in culo ma quel pensiero da qualche parte l’ho trovato perché è basato su una realtà che conosco e malgrado io sappia e riconosca la solidità del mio matrimonio, il mio futuro economico non poteva essere solo nelle mani di lui. Come non poteva esser su di lui tutto il peso di noi.

Volevo il mio pezzo di potere, merito e fatica.
La mia indipendenza.

E amarci ancora e di nuovo, da persone libere, senza legacci e disequilibri a tenerci assieme e stretti.

Io non posso immaginare la mia vita senza di lui, non perché non potrei camminare da sola ma perché siamo noi.

È la persona che voglio trovare quando torno a casa, la mia cuccia, il mio uomo ed il mio amico, quello che voglio ancora, che scelgo ancora.
Sogno ad occhi aperti la casa che avremo presto ad Edimburgo dove i nostri lavori ci aspettano, immagino la scrivania, il letto comodo, le vetrate e la città che conosciamo a riderci attorno. Immagino i momenti a letto, stanchi e le chiacchiere dopo una giornata.

Insieme, io e lui, abbiamo costruito tutte queste possibilità che abbiamo oggi e per questo io non posso fermarmi e neanche lui.

Per questo ho preso una decisione e mentre la mia mano cliccava sul form sentivo freddo, avevo paura, ma anche il cuore a mille, come quando capitano le cose belle, quelle che emozionano. Lui era accanto a me, spronandomi a fare la cosa giusta.

Mi sono candidata per una azienda grande e grossa, una che mi piace. L’ho fatto perché il lavoro che vorrei fare non esiste ovunque, potrei non trovarlo ad Edimburgo e di aziende che cercano nuove leve non ce ne sono tante. lo devo provare questa strada, lo devo a me stessa e a noi, che abbiamo lottato tanto per arrivare qui e mai vorrei che ci trovassimo a maledire una scelta fatta per comodo.

Quella mia di cercare lavoro solo dove il lavoro particolarmente buono lo ha già lui.

Una grande azienda di videogiochi ha pubblicato una offerta per un lavoro a due ore da Edimburgo e no, non mi prenderanno, così come non mi prenderà la Pixar in California e altre aziende importanti che non vi direbbero nulla, se ve le nominassi.

Io intanto ci ho provato però, io intanto ci devo provare – e questo me lo porto con me, a definizione di chi sono.

Ho immaginato il dormire sola, separati e mi sono chiesta se ne potrebbe mai valere la pena. Non penso, davvero non lo penso ma devo potermi autorizzare a provare ad avere la carriera che vorrei, a provarci per me.

Non succederà, non mi chiameranno ma gli ho accarezzato la guancia come pensassi che potesse sparire. Lui mi ha preso la testa e detto che come sempre in qualche modo faremo.

Perché così siamo noi.

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IL MIO NATALE CON TE

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Fortunata

 

Qualche Natale fa io ero distrutta e mi son ritrovata a cercare di rimettere in piedi ciò che avevo, senza tutti quei pezzi. Con mio marito siamo andati al cinema e abbiamo cucinato una grande cena ma non fu facile.

Negli anni successivi le cose sono andate bene, ero all’estero ed ho avuto la mia prima festa di Natale tra stranieri che si consideravano un po’ orfani, ho cucinato la lasagna nel microonde della nostra minuscola casa di Melbourne e sono stata da Dio.
L’anno dopo ho festeggiato il Natale all’estero, in Scozia, con le mie nuove tradizioni.

Ancora, sono tornata in Italia ed ho riabbracciato pezzi e tradizioni, piano piano, seppure troppe cose sono ancora diverse.

Sono tornata a Roma per Natale negli ultimi due anni ma il ricordo di quei Natali con mio marito lo porto nel cuore come qualcosa di bello e nostro, così al 24 Gennaio noi festeggiamo come fosse la vigilia, solo noi.
Ci scambiamo i regali, ci vestiamo da scemi e siamo noi, la nostra famiglia che si vuole tanto bene.

Non abbiamo avuto l’albero quest’anno, eravamo troppo presi da un semestre universitario da incubo ma ieri mattina ha suonato la fattorina e sono arrivati dei fiori per me, spediti da lui, che abbiamo usato loro a mo’ di abete, i regali in terra, tutti attorno al vaso.
Abbiamo cucinato la pasta al forno ed i fritti romani seguendo la ricetta storica della mia famiglia, una tradizione che tengo nel cuore, stravolgendola però che uova in casa non entrano più ed il marsala è stato sostituito dalla birra.

Abbiamo stappato il chianti e messo un film Disney, accocolati sul divano, sotto le coperte e ci siamo baciati tanto.

La maggior parte dei regali erano solo dei pensierini ma quest’anno mio marito mi ha stupito regalandomi un libro che in passato non mi ero autorizzata a comprare, sempre presa dall’ansia del prossimo trasloco da 30 scatoloni che presto ci aspetterà.
Quel libro, Adulthood is a Myth, non ricordavo neppure io di averlo voluto tanto e accorgermi, per l’ennesima volta, di esser stata ascoltata, mi ha scaldato il cuore e fatta innamorare un po’ di più.

Abbiamo deciso di essere solo io e lui ma la nostra famiglia è proprio bella e non delude mai.

Pensavamo di perdere tradizioni e radici andando via, ma ne sono spuntate di nuove.
Di belle e di nostre.

 

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I bigliettini di mio marito sono sempre speciali.
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Il nostro “albero” di Natale.
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La ricetta di famiglia.