Perché visitare la Cambogia?

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Durante una benedizione a base di acqua, preghiere e fiori

Quando il nostro viaggio nel sud est asiatico era ancora solo un sogno, abbiamo iniziato a sentire i pareri di chi già aveva affrontato quelle tappe e tutti erano concordi nel dire che la Cambogia fosse una meta particolare. A digiuno di storia e senza una particolare conoscenza dei fatti accaduti in quella terra così lontana, i motivi li avrei capiti solo lì e forse così sarà anche per voi.

Siamo arrivati in Cambogia (visto necessario, acquistabile anche questo online al prezzo di 36 dollari americani) dalla Thailandia con un volo Asia Airline e subito questo paese ci è entrato nel cuore, come una freccia ma senza fare male, ci ha infilzati nel petto per rimanerci dentro e cambiarci un poco. In un modo bello. La storia recente della Cambogia è stata invece una coltellata di puro dolore.

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Angkor Wat Temple e tutte quelle scale salite

Cosa vedere a Siem Reap, Cambogia? I templi più famosi.

Il primo impatto con Siem Reap è stato umanamente meraviglioso ma arrivando dall’aeroporto, la città ci è sembrata un enorme parco gioco per i turisti, con hotel mega galattici alla Sharm el-Sheikh. La mattina dopo ci saremmo ricreduti perché la prima visita è stata quella all’Angkor Wat Temple, il tempio famoso per essere stato rappresentato nel film di Indiana Jones ed esempio di una bellezza che toglie il fiato. Il nostro driver (consigliatissimo e anche se non potevamo saperlo, dai prezzi assolutamente concorrenziali) era un uomo meraviglioso, gentile e con gli occhi buoni che avevamo incontrato la prima notte, dormendo da V&A Villa dove per 26 euro in due per tre notti avremmo avuto colazione e pick-up dall’aeroporto compresi. Una struttura gestita da una famiglia gentile e attenta, prendetela in considerazione per alloggiare a Siem Reap (recensione onesta qui).

Per visitare il complesso archeologico di Angkor (la capitale dell’impero Khmer), bisogna mettere in conto il costo del biglietto per almeno un giorno (37 dollari americani) ma vi assicuro che la spesa merita ogni centesimo. Il pass consente di visitare diversi siti archeologici e di interesse e parte di questo denaro viene investito per il benessere dei locali. Senza non potrete entrare nel tempio principale né visitare quelli minori ma soprattutto renderete l’esperienza monca, priva di qualcosa di unico. Lungo la strada preparatevi a fotografare le scimmie, che troverete un po’ ovunque a Siem Reap e se il caldo dovesse sorprendervi, e lo farà, avrete l’imbarazzo della scelta per un drink proprio attorno al tempio e avrete anche l’occasione di vedere da vicino i cambogiani lavorare nei vari stand con accanto i bambini che giocano. Per una vista pazzesca, fate tutte le scale e salite tutte le cime di Angkor Wat.

Sia che siate con il driver, sia che stiate guidando voi, con il biglietto giornaliero vi consiglio di approfittarne per vedere tutti i templi e le zone archeologiche che sono comprese nel prezzo. A me è piaciuto molto Angkor Thom, che abbiamo visitato quasi da soli grazie alla carenza di turisti dovuta alla stagione monsonica. Neanche a dirlo, preparatevi per le scale. Menzione merita anche il più grande puzzle al mondo, Baphuon Temple, ed una volta lì scoprirete il motivo di questa particolare nomea. Larghi mattoni numerati sono disposti nel mezzo della jungla, con la speranza di ricreare un giorno, pezzo per pezzo, parte delle facciate crollate. Ogni mattone un dettaglio, il racconto di ciò che fu e parte di quello che andò distrutto per mano dei Khmer Rossi.

Siate pronti a lasciarvi andare agli incontri inaspettati, potrebbero essere animali selvatici, monaci pronti a benedirvi in cambio di una offerta (una esperienza bagnata!) o gruppi che sensibilizzano sul tema delle mine antiuomo. Chiedetevi anche, chi le avrà messe qui? In un paese neutrale?

Cosa vedere a Siem Reap, Cambogia? I night market ed i mercati all’aperto

Il mercato Siem Reap night Market merita una menzione positiva perche’ pur essendo turistico è anche pieno di cose interessanti ed è anche il luogo perfetto per farvi un massaggioo cambogiano che vi assicuro essere meno violento di quello thailandese spezza ossa. Che in Cambogia hanno cuore, appunto. Finche’ non vi fanno la ceretta.

Per mangiare, se siete vegetariani o vegani, a Siem Reap vi consiglierei Madame Butterfly, un ottimo ristorante con specialità Khmer. Prezzi superiori alla media ma piatti eccezionali, 18.50 dollari americani a persona per due pasti vegetariani che ricorderete.

Cosa vedere a Siem Reap, Cambogia? I musei

Un grande rimorso di questa meta? Non aver avuto il tempo di poter andare al Museo delle Mine Anti-Uomo. Un luogo che serve perché in pochi sanno cosa è stato fatto a questa terra ed io per prima l’ho ignorato per troppo tempo. Altro rimpianto non aver visitato l’Angkor Butterfly Centre, dove le farfalle la fanno da padrona. In compenso siamo sopravvissuti ai tuk-tuk locali che sono forse i più instabili incontrati durante il viaggio nel sud est asiatico.

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Scimmie golose ad Angkor Wat. Nella foto con un bel mango!

Phnom Penh, la capitale della Cambogia

Phnom Penh è stato amore ed è forse il luogo che più mi ha consentito di riflettere su come l’occidente sia all’oscuro – quando non ne è parte attiva – di troppe mattanze ed ingiustizie che accadono nel mondo. Per noi è stata l’occasione per capire meglio una storia che ignoravamo, quella del genocidio cambogiano avvenuto per mano di Pol Pot (vero nome Saloth Sar), il dittatore fanatico comunista che non fu mai punito. Per mano sua persero la vita, in modi orribili, 1.500.000 milioni di cambogiani ma i numeri potrebbero raggiungere tranquillamente i 3 milioni di morti. Pol Pot annientò la cultura del suo popolo: spaventato dall’intelligenza dei suoi cittadini mandò a morte tutti coloro con una laurea, i dottori, gli uomini di scienza, i bilingue e persino chi aveva le mani troppo curate o gli occhiali. Le generazioni successive dovettero ricominciare da capo, incapaci a quel punto di – per esempio – parlare inglese o francese come facevano invece prima della dittatura.

In generale, di Phnom Penh ho amato tutto e per dormire consiglierei The Artist Residence per la posizione perfettamente strategica, penso che non ve ne pentirete.  

Cosa vedere a Phnom Penh? S21 il museo del genocidio cambogiano ed i Killing Fields

Di cuore, di pancia e di testa non posso che dirvi che dovrete – dovete! – visitare S21, il museo dedicato al genocidio cambogiano. L’edificio era nato come scuola ma ha visto passare e torturare 20.000 persone. Si salvarono solo quattro bambini e la storia di uno di questi, Norng Chan Phal, la raccontai su Facebook, dopo aver letto il suo libro, prelevandolo proprio dalle sue mani gentili. S21 è un incubo che scende sulla terra, mura e pavimenti che ancora trattengono le grida e mostrano il sangue dei condannati a morte. Innocenti che abbiamo lasciato trucidare senza neanche il bisogno di una giustificazione, nel disinteresse di tutto il mondo. Sul posto noi abbiamo avuto la fortuna (o sfortuna) di avere come guida una persona che sopravvisse a quel genocidio perdendo tutto, ad iniziare da sua sorella e da suo padre. E se ci pensate così è stato per qualsiasi cambogiano con più di 40 anni che incontrerete durante il vostro soggiorno perché il genocidio infatti ebbe luogo tra il 1975 e il 1979. Praticamente ieri. Il genocidio dei cambogiani fu supportato da Cina e America ma l’Europa non fece meglio.

Un altro terribile ma necessario pezzo di Cambogia sono i Killing fields, lì vi mostreranno dove i prigionieri venivano portati ed uccisi. Vi racconteranno della metodologia riservata a bambini e neonati e di come le guardie godessero nel far soffrire le madri, strappandone i figli dalle braccia per finirli di fronte a loro. Il terreno sputa ancora oggi denti, ossa e vestiti lacerati e nella parte finale del museo vedrete una piccola parte dei teschi ritrovati e vi sentirete sommergere dal dolore. Servirà ad evitare che succeda di nuovo? Purtroppo no perché cose simili continuano ad accadere, ancora oggi nel disinteresse dell’occidente. Nel prezzo del biglietto per i Killing Fields abbiamo avuto compresa l’audio guida ma vi consiglierei di averne una umana, farà la differenza se riuscirete a trovare la forza di ascoltare.

Cosa vedere a Phnom Penh, capitale della Cambogia? Templi e Mercati

Phnom Penh Night Market, il mercato notturno, è da visitare e certamente a terra, tra i banchetti di cibo buono, vedrete i soliti topi e scarafaggi ma secondo me a questo punto del viaggio non ci farete neanche più caso. Per noi uno dei ristoranti raccomandati è David’s noodles and dumplings. Pulito e genuino, come il nome suggerisce vedrete fare i noodles da zero e potrete acquistare una birra fresca per 50 centesimi di dollaro americano. Sempre con la possibilità di avere il wi-fi e godervi i ventilatori del soffitto!

Il mercato centrale diurno di Phom Phen è splendido ma, come in diverse parti dell’Asia, vedrete tanti animali venduti vivi e dovrete farci i conti. Da lì potrete raggiungere svariati templi che saranno tutti segnalati in abbondanza sulle vostre guide e per questo non mi dilungherò. All’interno dei templi noterete l’onestà cambogiana, con le offerte lasciate sui piattini senza che nessuno le tocchi.

Come tempio vi consiglierei il Golden Temple, il tempio dorato. Un pochino fuori mano ma assolutamente bellissimo e con all’interno statue dagli effetti psichedelici, con aureole scintillanti e roteanti.

Cosa vedere a Phnom Penh, capitale della Cambogia? Il fiume Mekong, il casinò Nagaworld e l’escursione all’Isola della Seta

Il fiume Mekong è splendido al tramonto e pieno di localini e baracchini con il cibo locale, in più potrete rilassarvi anche solo sedendovi sulle numerose panchine (la sera arriveranno anche gli scarafaggi, che romantici!). A Phnom Penh, se avete piacere di vivere una esperienza diversa potete fare un salto al casinò Nagaworld per una cena a buffet (molto buona). Noi abbiamo deciso di andarci in memoria dei tempi passati a Las Vegas e Melbourne, quando mangiare a buffet nei casinò voleva dire essere gggiovani!

L’isola della seta è una escursione consigliata ed è anche l’occasione perfetta per fare due passi sulla riva del fiume Mekong. Prendendo il largo con la barca vi imbatterete nel villaggio dei pescatori che vivono su imbarcazioni dipinte di blu che vi ricorderanno quelle di Malta. Il villaggio è formato perlopiù da cambogiani di fede musulmana e solitamente ogni barchetta ha l’elettricità grazie ai pannelli solari.

Sull’isola della seta scoprirete che le pagode vengono usate dai senzatetto come riparo e che qui verranno accolti. Pochi passi e vi imbatterete nella Scuola Internazionale che è stata costruita con le donazioni dei turisti internazionali. Non hanno purtroppo una High School sull’isola, non ancora.

Le case sull’isola della seta sono spesso a palafitta per proteggersi dagli animali selvatici e come in tutta la Cambogia vedrete galli da combattimento tenuti dentro a delle ceste, mucche magrissime, bufali d’acqua (water buffalo), cani scodinzolosi e gechi enormi. Come mostly vegan per me l’Asia è stata una esperienza complicata ma credo che ognuno debba poter ragionare con quello che ha e persino gli allevamenti di bachi da seta mi sono sembrati necessari per il mantenimento delle famiglie del luogo. La base del loro sostentamento.

La gita all’isola della seta ci è costata 30 dollari a testa ed ha coinvolto 2 drivers, il capitano della barchetta con due mozzi e la nostra guida dall’inglese perfetto. Io straconsiglio il tour Memorable Cambodia Cruise organizzato da studenti cambogiani che cercano di mantenersi agli studi. Come ci ha detto la nostra guida, altrimenti solo i ricchi avranno quella possibilità e per i poveri non ci sarà scampo. Con l’escursione avrete anche birre, frutta e soft drink illimitati.

Cose da evitare in Cambogia?

Bottiglie con serpenti e altri animali sotto alcol, coccodrilli impagliati e come sempre, il turismo sessuale. Neanche a dirlo, anche quello con i minori. Ma soprattutto aprite bene le orecchie ed evitate di giudicare con i vostri occhi occidentali, vittime dell’etnocentrismo piu’ inutile.

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Primo giorno in Cambogia

Consigli, pareri e curiosità sulla Cambogia

Ragionate in base al vostro budget, io non ho fatto mistero di quanto speso (non molto) perché era giusto così e non ci è mancato nulla ma davvero questo viaggio potrebbe andare bene per tutte le tasche. Mettete in borsa una buona guida, la presa universale e leggete tutti i consigli del post sull’organizzare un viaggio nel sud est asiatico.

Godetevi il cibo, assaggiate il curry ed i piatti tipici e siate grati, grati di tutto quello che avete in mano e delle possibilità che vi sono state concesse.

Se avete i dollari americani portateli, sono largamente accettati e spesso preferiti al riel cambogiano, la moneta locale. Attenzione a non distrarvi troppo con il cellulare in mano, più di un locale ci ha detto che è prassi rubarli e dentro ai tuk tuk ci hanno chiuso la tenda ogni volta che qualcuno si stata avvicinando troppo. Secondo me è una regola che vale ovunque e non ho percepito particolari pericoli ma ho vissuto la Cambogia solo da turista e lascio la parola ai locali.

L’abbonamento ad internet potrete farlo appena atterrati in Cambogia. Noi per 33giga e 7 giorni di connessione abbiamo pagato 3 dollari americani con Metfone (il loro negozio rimane aperto in aeroporto dalle 8am alle 10:30 pm). La SIM ha avuto ricezione ovunque tranne che da qualche parte nella jungla di Siem Reap.

A livello di curiosità sulla Cambogia vi segnalo che:

– i gatti hanno la coda mozza e non perché siano vittime di una qualche violenza: nascono proprio con la coda mozzata.
– forse come noi avrete bisogno dell’Imodium ed una volta in farmacia scoprirete che vendono Cialis e Viagra come fossero mentine.
– grazie ad un tizio americano che si fa chiamare Dr Oz, la Garcinia cambogiana (una sorta di droga) è diventata famosa come cura dimagrante.
– nelle piazze e con il bel tempo troverete i cambogiani a ballare, soprattutto nel centro di Phnom Penh. Non siate timidi e unitevi a loro!
– durante determinati periodi li vedrete bruciare delle banconote di fronte a negozi e case. E anche cellulari e altri oggetti (macchine, rossetti, vasche da bagno… la qualsiasi!) che, avvicinandovi, scoprirete essere repliche in carta degli stessi. Un modo per offrire onore e rispetto ai morti dei cambogiani.

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Codine mozze per i gatti nati in quel di Cambogia

Perché visitare la Cambogia?

Dalla Cambogia tornerete diversi e forse, odioso e banale da scrivere ma vero, anche migliori. È un paese buono che ti cambia, vi piaceranno le persone, il cibo e rimarrete a bocca aperta in più di una occasione. Il vostro turismo aiuterà una popolazione valorosa che ha subito ogni tipo di ingiustizia e ancora è pronta ad accogliere l’altro.

Se vuoi saperne di più sul mio viaggio in Cambogia puoi seguire le storie in evidenza su Instagram, dal nostro nostro arrivo a Siem Reap alle avventure vissute a Phnom Penh.

Se stai organizzando un viaggio nel sud est asiatico ricordati del post generale dove ho parlato dei vaccini necessari, degli abbonamenti telefonici per internet a basso prezzo, degli Uber locali (Grab) e delle malattie. Fino ad ora ho già raccontato l’Asia tramite i miei post su Giappone, Myanar e Thailandia ma per informazioni e consigli sai dove trovarmi!

Buon viaggio e salutami la Cambogia!

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10 Comments

  1. Lisa Trevaligie-Travelblog

    Sto leggendo propio adesso un libro che para delle meraviglie della Cambogia, Il tuo articolo ne conferma senza ombra di dubbio ogni parola. Non sono mai stata amante del Sud est asiatico, ma in queste settimane mi sto ricredendo.

  2. Cristina

    Non farmici pensare…sarebbe stata una delle ns mete estive insieme alla thai! Faremo prossimo anno!

    1. trentazero

      Mi dispiace un sacco, avete perso caparre e voli o vi hanno restituito quanto versato?

  3. Gabriella - Sas bellas Mariposas

    Non so bene dove iniziare, questo articolo davvero regala una visione a 360°. E il cuore mi si è un po’ fermato a metà lettura. A volte credo davvero che si debba conoscere anche il dolore dei luoghi che si visitano. Per avere un passo più lieve.
    Grazie.

  4. Helene

    La Cambogia è indubbiamente un paese affascinante sia per i templi che per la sua storia. Mi piacerebbe prima o poi visitarla, chissà se ci riuscirò.

  5. Valentina

    Devo dire che il tuo racconto di viaggio mi è piaciuto molto, ho letto tutto fino in fondo, anzi son andata a leggermi anche il post sulla Thailandia e su alcune cose non concordiamo. Siamo molto diverse io e te. Io ho fatto il massaggio a Bangkok al tempio nella scuola di massaggi ed è stato delicato. Nulla di come hai detto tu. Sulla Cambogia ho sentito pareri discordanti, perciò dovrò farti alcune domande. Premetto che sono attenta e schizzinosa, non ho mai dovuto usare l’imodium in Thailandia, ma non avrei mai mangiato lo street food. Capisco che perdo cose particolari ma lo star bene, viaggiando da sola, è importante. Belli i templi, niente turismo sessuale, ok, ma la sera? Io di solito scelgo questi viaggi nel periodo Natale-Capodanno, quindi la sera cose offre la Cambogia? Perché a Phuket ho passato il capodanno in un elegante beach club sulla spiaggia ma qui? Dopo aver visto quanto offre il luogo, doccia e cena voglio uscire. E se possibile fare anche buone conoscenze se capita. Hai info?

    1. trentazero

      Penso che la vita notturna non manchi ma non l’ho provata in prima persona. E’ sempre giorno però, hai la sensazione che le attività non chiudano mai. 🙂

  6. robertadream

    Io sono stata in Myanmar, ma ti assicuro che questo post della Cambogia mi ha invitato a partire per visitarla assolutamente.

    1. trentazero

      Si puo’ sempre tornare in Asia. <3

  7. […] avuto il tempo di sentire nello stomaco quello che avrei dovuto sentire, non come era stato per la Cambogia. Vedere i turisti litigare per una foto in un luogo che ha visto morire tanta gente. Mah! Da […]

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