Torniamo sul blog con la rubrica dedicata alle donne che sono emigrate nel Regno Unito per ricominciare e l’ospite di oggi è Stella, una talentuosa grafica che vive a Londra.
Ciao Stella, come sei arrivata a Londra e cosa hai trovato una volta lì?
Sono arrivata a Londra nel gennaio di nove anni fa: era il 2012, l’anno delle Olimpiadi. Ricordo che scesa dalla corriera a Stratford, rimasi colpita dalla frenesia della città. L’eccitazione per un evento di tale portata era palpabile. Il giorno seguente mi iscrissi a un corso di tre mesi basato sul metodo Callan, in una scuola di Covent Garden. Ero entusiasta. Ripensarci ora mi fa sorridere: sembra una vita fa.
La decisione di partire è arrivata dopo l’ennesima delusione lavorativa, ho lavorato per undici anni come grafica pubblicitaria in Italia. Avevo un buon contratto ma lo stipendio arrivava in ritardo. Lo stress era troppo, mi sono licenziata a ottobre con l’idea di partire a gennaio. Poi è arrivato un colloquio in un posto vicino a casa, sotto invito di un ex collega e la speranza che forse sarei rimasta in Italia si è riaccesa.
Ricordo le parole del titolare durante la nostra chiacchierata: “Hai un curriculum invidiabile ma hai un problema: sei troppo vecchia.”
Vecchia. Ha davvero usato la parola vecchia. Avevo trentatré anni.
Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso anche se al momento mi era sembrato più un calcio nel sedere. A distanza di dieci anni lo ringrazio ancora, mi ha dato la spinta per andarmene senza rimpianti. Chissà se ricorda la conversazione che mi ha cambiato la vita. Ne dubito.
Quando hai capito che i pochi mesi previsti si sarebbero trasformati in una esperienza a lungo termine?
Mi sono innamorata della città, dei suoi quartieri eterogenei, dei mercatini, della gente, dell’arte… e di tutte le possibilità che una metropoli come Londra può offrire.
Come ti sei mantenuta i primi anni a Londra?
La mia conoscenza della lingua era davvero base e dopo tre mesi di immersione nella cultura inglese (il mio landlord madrelingua inglese e piuttosto anziano è stato un ottimo insegnante visto che ripeteva sempre le stesse storie) mi sono resa conto che la comprensione era ancora scarsa e che, se anche fossi tornata in Italia, non avrebbe fatto una grande differenza dal punto di vista lavorativo. Dopo una chiacchierata con il mio ragazzo ho deciso di cercare un lavoro e di restare. Lui mi ha seguita un anno e mezzo dopo. Mi sono dovuta reinventare, ricominciare dal basso. Ho trovato lavoro come Room Attendant in un hotel di lusso. Al principio è stata molto dura e sono andata avanti grazie alla forte motivazione di imparare l’inglese e alle amicizie con le colleghe, tutte straniere. Sono stata promossa a Supervisor dopo poco più di un anno, passando da un mini hotel da trentotto stanze a un edificio di cinque piani con oltre un centinaio di camere e appartamenti, tre sale per eventi, un cinema e una pista da bowling con sala da ballo. Dopo quattro anni in hotel ne ho lavorati due come Receptionist di appartamenti di lusso.
Di cosa ti occupi ora? Sei riuscita a lavorare nel campo della grafica a Londra?
A quanto pare dopo sette anni arriva la crisi. Per me è arrivata dopo sei. Ho lasciato il lavoro e sono tornata in Italia per più di un mese. Avevo tutte le intenzioni di cambiare settore lavorativo e rientrare nel mondo della grafica, ma una volta rientrata a Londra mi sono dovuta adattare e ricominciare come Room Attendant.
Volevo a tutti i costi che fosse una situazione temporanea e così è stato. Ho avuto la fortuna di trovare lavoro come freelancer e di lavorare alla post-produzione del film The Grinch, della Illumination. Anche se breve, questa esperienza mi ha dato la possibilità di investire dei soldi in un corso di Motion Graphics che mi aiutato a rendere il mio curriculum più appetibile e a trovare il mio attuale lavoro come Senior Creative Artworker.
Come consiglieresti a chi vuole mettersi in proprio e aprire la partita iva nel Regno Unito?
Non sono la persona migliore per parlarne visto il mio brevissimo excursus come freelancer. Quello che mi sento di consigliare è di lavorare molto bene al proprio curriculum facendosi aiutare da recruiter esperti. Online si trovano dei piccoli corsi non troppo costosi. Un altro consiglio è lavorare al proprio profilo LinkedIn, guardare quello che scrivono gli altri, creare un network con colleghi. LinkedIn è molto usato dai recruiter, non come in Italia: Cercare lavoro è un vero e proprio lavoro e può essere davvero frustrante ma l’importante è non mollare, tenere ben a mente l’obiettivo finale.
Hai cambiato la tua vita partendo per l’estero e sei stata ripagata, di cosa vai più fiera?
Per me è una grande soddisfazione, dopo anni di gavetta, portare avanti progetti, anche molto consistenti, da sola. Ho notato che c’è una grande fiducia da parte dei managers e se da un lato i rapporti umani scarseggiano un po’, dall’altro non mancano le gratificazioni.
Quale è stata la sfida più grande?
Far capire ai recruiter che gli anni di gap in cui ho lavorato in hospitality non sono stati una perdita di tempo ma che sono serviti moltissimo per imparare bene l’inglese, il customer service, come gestire e organizzare un team, etc. Competenze che non avrebbero potuto che essere dei punti di forza in qualsiasi lavoro.
Tutto questo sarebbe stato possibile in Italia?
In UK c’è una flessibilità del lavoro di cui faccio molta fatica a trovare riscontro in Italia. Questo non significa che le cose siano più semplici qui, anzi. Ci vuole tanta forza di volontà e perché no, anche una dose di fortuna: Dalla crisi nasce l’opportunità.
Durante il primo lockdown ho iniziato a lavorare al mio primo romanzo: Memento Mori, un paranormal romance, che pubblicherò per il mercato italiano a fine aprile.
È un progetto che reputo il mio salvavita, il mio rifugio dopo otto ore di lavoro in solitudine. Lo sto autofinanziando e sto curando il design dell’interno e la maggior parte delle illustrazioni che vi compariranno. Accanto a me ho diversi preziosissimi collaboratori: un editor, un’illustratrice per la copertina, una grafica per l’impaginazione, un’agenzia che mi aiuterà a curarne la promozione. Al momento ho pubblicato un racconto breve, una sorta di capitolo extra, un piccolo regalo ai miei lettori che metto a disposizione anche dei tuoi su wattpad. Buona lettura ed in bocca al lupo a tutti!
Stella come tanti emigrati che si sono presi e portati via ha vissuto più di una vita, trasformandosi più e più volte senza mai perdere di vista l’obiettivo. Se vuoi supportarla dai un’occhiata al suo negozietto Etsy StellaPrettyCraft oppure segui la sua arte su Instagram.
Se invece sei una italiana che ha ricominciato all’estero, sai dove trovarmi per fare due chiacchiere qui, nella rubrica dedicata agli Italiani dal Mondo su YouTube e poi su Instagram, Facebook e sulla Newsletter mensile.
