Arrivato il 3 davanti allo 0, ecco che YouTube ha iniziato a bombardarmi con la pubblicità di Clearblue. Non l’ho presa benissimo ma era luglio, così ho indossato il mio costume da bagno di Wonder Woman e me ne sono andata al mare. Tolto il sale di dosso, ho ricominciato a studiare il mio espatrio: in meno di un anno avrei iniziato la mia nuova vita in Australia.
Perché ti racconto questo? Perché a trent’anni io mi sentivo vecchia, arrivata e quindi anche finita. Il mondo del lavoro mal sopportava il mio essermi appena sposata e così come le pubblicità Clearblue, anche gli HR durante i colloqui improvvisamente vedevano in me una futura mamma e non più una lavoratrice. Men che meno una persona con un potenziale.
Mi sentivo vecchia per ricominciare eppure mi sono presa e portata via: avrei voluto farlo prima con il senno di poi ma a trent’anni lo volevo fare e l’ho fatto. L’età ha influito? Sì ma forse ad emigrare meglio, con la consapevolezza giusta e delle carte nella manica. Non ero finita, non si finisce mai finché non si muore e lì allora – per carità – alzo le mani!
Perché ti parlo di morte? Perché la vita ha una scadenza sola ed è quella lì. Quindi perché auto-imporsi dei limiti e mettersi in gabbia da soli? È vero, per qualcuno saremo, ed era il caso di certi HR, meno interessanti di coloro che puoi ancora assumere come apprendisti ma sai cosa? Sta a te smentirli tutti. Avevo mille motivi a darmi forza prima della partenza ma vinceva il mio avere fame, volevo esperienze, volevo vita. Volevo di più. Con quella consapevolezza ho dato il massimo e della vita australiana mi sono goduta tutto, dalla A alla Z.
In quell’estero ho trovato pane per i miei denti, ma nel frattempo di anni ne compivo 31 anni e quasi andavo per 32. Perché rimettersi a studiare a quel punto? Io? Proprio io che dopo la laurea italiana mi ero detta mai più? Proprio io. Con le mani ho contato più e più volte, sperando di sbagliarmi, eppure era proprio così: se in Scozia avessi ricominciato a studiare mi sarei laureata a 37 anni! Ne avrei avuti quasi quaranta. Quaranta! Come si ferma questa giostra? Ho respirato e deciso che me lo dovevo, il tentativo.
Non c’è una età giusta quando hai la motivazione.
È la tua vita, ne hai una sola. Vuoi partire? Vuoi studiare ancora? Vuoi ricominciare? Vuoi cambiare le cose? Fallo ora. O tra cinque anni sarai sempre tu, cinque anni più vecchio – è vero – ma nella stessa situazione in cui eri prima.
Se ci avrai provato, invece, sarai sempre cinque anni più vecchio ma, magari, con le esperienze che volevi in tasca. Che tu abbia venti, trenta, quaranta, cinquant’anni o più: se senti un motorino nella pancia, quello è il rumore della motivazione quando brucia. È il caso di ascoltarla.
Se nel 2014 non fossi partita, dove sarei oggi, mi chiedo ogni tanto? Sarebbe comunque stata vita ma la risposta che mi do non mi piace, non sarebbe stata la mia prima scelta, non sarebbe stata roba mia.
Ecco, spero non debba mai trovarti neanche tu con di fronte al rimpianto di non aver provato perché qualcun altro – HR, società o la tua voce interiore – diceva che eri troppo vecchio. Se sei ancora qui, in questo mondo, allora vuol dire che lo puoi ancora fare.
In bocca al lupo!
Originariamente apparso sulla guida "Mollo Tutto e Ricomincio da Me", scritta in collaborazione con Francesca di JapanStoryTeller, Giada di SamsaraRoads e Giada di Nodo_No_Do.
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