L’incapacità di dare feedback dei britannici

L’incapacità di dare feedback dei britannici

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“Anche un maiale puo’ arrampicarsi su un albero quando viene adulato”?

In tema di feedback, ho detto al mio capo che non avrei potuto lavorare uno straordinario e lui ha risposto, con un entusiasmo esagerato: “Sei una star“!

Lasciate in tasca i fazzoletti, una risposta così in Gran Bretagna non vuol dire necessariamente qualcosa di buono ma più probabilmente “stella mia, se fosse per me saresti già a chiede l’elemosina a Campo dei Fiori“.

Volete qualche prova che io non stia esagerando?

IN UNIVERSITA’, i feeback mancanti dei british

Vi presento una insegnante che mi sembrava pura luce e che al secondo anno mi comunica che i miei lavori sono “amazing, oh wow”!

Poi a quei miei lavori mette i voti e non sono mica tanto “amazing”, se mi avesse detto dove stavo sbagliando forse avrei imparato qualcosa e non mi sarebbe partito un “malimortaccitua” dalla difficile traduzione.

Ma niente, i feedback che mi sarebbero serviti sono arrivati solo una volta registrati i voti, elettronicamente.

Ho chiesto di poterne parlare per capire meglio per il futuro ma “quanto mi dispiace, ormai i voti sono effettivi”.

E già, se solo avessimo avuto tempo di parlarne durante i tre mesi che hai visto i miei lavori!

SUL LAVORO, l’incapacità di dare un feedback in UK

Vi presento il Maiale, ex collega estremamente capace di essere negligente con i disabili gravi che seguivamo assieme quando facevo la carer, anni fa.

Collega che mangiava tutto il loro cibo, metteva sulla nota spese le sue patatine fritte e la coca cola per fare i mega ruttini, dando ai disabili per cena scatolette della Heinz con una bella spruzzata di Ketchup per dare l’effetto gourmet. Il Maiale si faceva pagare 10 ore di lavoro ma arrivava sempre con sessanta minuti di ritardo al mattino e andava via un’ora prima perché “ho il cane da pisciare“.

Brava persona, poi vabbè, si scordava di dare le medicine agli epilettici ma nessuno è perfetto, dai.

Segnalato alla manager, una appena-appena meglio del Maiale, non successe nulla. Mi disse solo “grazie di avermi informata” aggiungendo mille moine, che è la traduzione britannica di “ma i cazzi tua mai? Gli occhi ce li ho, bella de casa, se volevo far qualcosa l’avevo fatta“.

Poi un giorno la Manager si congratulò con il Maiale per una banalità ma abbastanza forte da farlo scodinzolare per 20 minuti buoni, elargendo milioni di “well done, you are doing great!“.

Il giorno dopo il Maiale stava a casa dal lavoro.

Cioè era senza un lavoro, licenziata.

Se la manager avesse usato la bocca per riprendere questo personaggio o se fosse stata giusta come il suo ruolo prevedeva, forse il Maiale avrebbe imparato la sua lezione, rinunciando alla sua indole parassitaria per diventare un membro utile di questa società.

Ma siamo in UK ed è difficile che le cose te le dicano sul muso.

E’ vero che rispetto all’Italia vivi più serenamente, senza essere continuamente pungolato da consigli non richiesti e critiche continue ma saper dare (e ricevere) feedback è importante.

I feedback, le cosiddette critiche costruttive, concorrono a creare chi sei, nel mondo di lavoro, indicandoti direzione e strade da evitare.

Ricentrandoti e migliorandoti.

A mio avviso, decisamente più formativo di dire “brilliant” quando si sta pensando di licenziare qualcuno.

Quell’attenzione nel parlare tutta britannica che noi italiani prendiamo per gentilezza ed educazione, mi sa che spesso è noncuranza per i risultati ed un bel po’ di ipocrisia.

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