VIVERE AD ABERDEEN, TERZA CITTA’ DI SCOZIA

VIVERE AD ABERDEEN, TERZA CITTA’ DI SCOZIA

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La street art e’ arrivata ad Aberdeen nel 2017, grazie a Nuart

Questo è uno di quei post che ad un certo punto senti di dover scrivere, soprattutto se tanti Italiani continuano ad arrivare qui, in una città che è ben poco conosciuta fuori.

Iniziamo dalle basi.

Aberdeen è la terza città di Scozia per popolosità, il che non vuol dire nulla perche’ dipende sempre da dove vieni e da come sei abituato. Sappi però che i numeri non sono enormi, Edimburgo fa 495.360 abitanti, Glasgow 598.830 ed Aberdeen 220.420.

Originariamente cittadina di pescatori, con la scoperta del petrolio nel mare del Nord, ha iniziato ad arricchirsi fino a diventare la capitale europea dell’oil & gas. Lo sviluppo è avvenuto a partire dagli anni settanta, portando fin qui su’ lavoratori stranieri, ingegneri, manager e manodopera varia.

Non solo, per i locali iniziava una nuova era, fatta di lavori ben pagati sulle piattaforme e per tutti quei lavori che giravano attorno al mondo dell’oil&gas.

Caduto il prezzo al barile del petrolio, ad oggi la città vive una profonda crisi dalla quale fa fatica a rialzarsi. Negli UK, i lavoratori del settore erano 460.000 3 anni fa, ora 300.000 e nella città di Aberdeen sono previsti altri 5.500 licenziamenti nei prossimi 10 anni (1). A partire dal 2014 il numero di persone che sta richiedendo benefits (aiuti finanziari per disoccupati o famiglie meno abbienti) è raddoppiato (2) ed il valore delle case caduto a picchio. Una bella batosta se si pensa che nel 2012 lo stipendio settimanale medio era di £574.90 e quello del resto della Scozia di appena £497.60 (3).

Perchè venire ad Aberdeen, quindi?

Immagino che due grosse categorie di persone che possano decidere di salire qui su’ siano (*):

  • Gli expat con lavori legati al petrolio, perché sì, le estrazioni sono crollate ma c’è ancora molto da mandare avanti per mantenere tutto in piedi.
  • Gli studenti Europei, quelli che ad _oggi_ possono ancora contare su una istruzione universitaria gratuita (Leggi come studiare gratuitamente in Scozia).

Le esigenze di queste due categorie non potrebbero essere più diverse, i primi forse guarderanno alle scuole, i secondi alla vita notturna e alla possibilità di fare lavoretti.

Iniziamo quindi dal lavoro.
Se ne trova qui, malgrado la crisi?

La mia esperienza mi dice che sì, di lavoro mi sembra che se ne trovi ancora molto ma nuovamente dipende da dove vieni e da cosa sei disposto a fare.
Siti come Gumtree e Indeed hanno decine di nuovi annunci di lavoro ogni giorno.
La paga minima è di 7.83 pound l’ora per i maggiori di 25 anni ed era 7.50 sono l’anno scorso, segno che ci provino ad andare un minimo avanti con l’inflazione.
Personalmente non ho mai visto nessuno pagare in nero, diversamente da quello che accadeva in Italia o in Australia.

E la qualità della vita?

Il centro può essere riassunto nella strada principale, Union Street, quattro corsie da meno di un kilometro e mezzo con attorno negozi di vario tipo. Nel sono anno 2017, 40 negozi su questa via hanno chiuso e appena 24 hanno provato ad alzare di nuovo le serrande. Se a questi numeri aggiungiamo i negozi che hanno chiuso prima del 2017 e che sono ancora sfitti (4), è facile capire che le cose non stiano proprio andando benissimo. Le stradine laterali invece sono piuttosto graziose.

Forse proprio a causa della crescita veloce avvenuta per l’oil&gas e per il fatto che la città abbia solo ospitato il via vai di gente che veniva da fuori, Aberdeen non è una città con un centro o anche solo una piazza principale attorno alla quale possa ruotare la vita della gente, è piuttosto una specie di strada statale con (pochi) negozi tutti uguali a destra e sinistra.

Per la vita notturna le teorie sono varie, abbiamo i casinò, abbiamo i pub, ci sono tante orride catene ma anche squisiti ristoranti con la cucina che chiude molto prima delle 22.
Dipende dalla persona che sei e dalle cose che ti piace fare.

A proposito di vita, anche qui come nel resto della Scozia, la sanità è gratuita, si è quindi esonerati dal pagamento di qualsiasi visita medica o medicinale prescritto. Fa eccezione il dentista che però costa veramente poco come raccontai sulla mia pagina Facebook.

Quanto costa vivere ad Aberdeen?

Quando torno in Italia mi sembra tutto molto più economico ma in effetti direi che gli stipendi qui siano ben bilanciati con il costo della vita stessa.

CASA

Come forse avrai capito, i prezzi qui possono variare in un attimo, quando arrivammo nel 2014 le case costavano molto più di oggi, che un bilocale a 30 minuti dalla città puoi pagarlo 450-550 pound o vivere in centro con qualcosa in più.
Per una stanza tutta inclusa in centro si parla di 400-500 pound al mese.

Se non sei uno studente alla casa devi aggiungere il costo della council tax, una sorta di IMU che varia a seconda della categoria dell’abitazione e può costare fino ad un massimo di 1136,47£, da saldare in 10 rate.

La tassa sulla televisione esiste anche qui ma se non hai l’apparecchio puoi chiedere l’esenzione e basta compilare un form su internet. Semplicissimo!

ELETTRICITA’

Mi viene da dire che l’elettricità qui sia cara ma è pur vero che l’abitazione va riscaldata per molti mesi, solitamente da settembre ad aprile e questo ha un costo.
Un bilocale con due persone può costare, a trimestre, 200 pound in estate e più di 400 in inverno se il riscaldamento è elettrico.

TELEFONO

Gli abbonamenti per il telefono di casa hanno spesso l’opzione per chiamare in Italia compresa nel prezzo o acquistabile per un piccolo costo aggiuntivo (5 pound).
Si passa dai prezzi assolutamente competitivi di Talk Talk alla stabilità di BT, sta a voi, le cifre sono attorno ai 15 pound per la prima compagnia e attorno ai 25 per la seconda.

Per il cellulare si parla di altri 20 pound al mese ma le offerte cambiano di continuo.

RISTORANTE

Mangiare fuori costa non costa poco ma nulla da strapparsi i capelli, diciamo che è difficile mangiare e bere _bene_ con meno di 40 pound ma qui si aprirebbe un mondo: dipende da te e da quello che ti piace fare. Street food ne vedrai molto ma molto poco e fino a poco tempo fa non avevamo neanche una pizzeria degna di questo nome, ne ha aperto una molto buona e con prezzi competitivi altrimenti i prezzi sono quelli che sono ed una margherita poco digeribile la puoi pagare anche 14 pound.

Non posso dire che la pulizia delle cucine e la qualità delle materie prime siano sempre eccezionali qui ad Aberdeen, se hai un amico che lavora in un ristorante ti consiglio di chiedere. Ma questo è un altro discorso.

SUPERMERCATO

Aberdeen, lo scoprirai vivendoci, non ha un vero e proprio mercato. Si’, un mercato ci sarebbe ma non ha gli stands per frutta e verdura, solo il macellaio e dei ristoranti e negozi etnici.
Per questo motivo per avere verdure di qualità potrai rivolgerti alle varie farm (ti posso consigliare questa, per dirne una) o per forza di cose dovrai comprare tutto cio’ che ti serve nei vari supermercati, i classici Asda, Tesco, Sainsbury’s e Aldi.

La qualità delle verdure è scarsa ma al di là delle considerazioni personali, questi sono i prezzi di alcuni alimenti base:

  • pane bianco in cassetta: £1.00
  • pane tipo baguette: £1.20
  • 2 litri di latte: £1.75
  • 12 uova free range: £1.85
  • 6 bottiglie da 1 litro acqua San Pellegrino: £5.00
  • 6 bottiglie da 1 litro e mezzo di acqua locale: £2.00
  • 220gr pomodorini: £1.35
  • melanzane:  £0.70 cadauna
  • 2 chili e mezzo di patate: £1.65
  • 400gr carne manzo: £3.70

Un servizio da non perdere è la consegna a casa della spesa, se non hai la macchina è veramente una salvezza. Il prezzo varia a seconda della fascia oraria, io la pago 1 pound.

RAPPORTI UMANI

Gli Aberdonians che ho incontrato mi sono sembrate per lo più brave persone, calorose ed umane. L’accento li fa sembrare tutti dei gran caciaroni ma in realtà non tutti parlano in modo così incomprensibile e rumoroso. In ogni caso, ti abituerai in fretta.

I drivers dei bus sono gentili, sono gentili gli addetti della banca così come i cassieri del supermercato. Un saluto ed una calda accoglienza ti aspetterà quasi sempre, indipendentemente da come sei vestito o da quanti anni hai.

In una città piccola come Aberdeen e con non troppi stimoli, c’è chiaramente un altro lato della medaglia. Ho visto ragazzi molto giovani perdersi completamente tra alcool e droghe e senza bere rimangono, ai miei occhi perlomeno, un po’ assopiti.

IL CLIMA

Non ti far convincere da chi dice che il clima non è importante, è vero che per tutti è diverso ma la mancanza di sole incide moltissimo e qui la temperatura media è di poco sotto ai 10 gradi per quasi tutto l’anno.
Non esiste estate, non come quella che pensi tu, esistono giornate a volte non fredde con picchi sotto i 20 gradi. Lo scorso anno la massima, in estate, è stata di 18 gradi, 14 la media.

In una città costruita, nel suo centro, quasi interamente da grigio granito, non è proprio una festa svegliarsi la mattina quando è buio o piove a catinelle. Aberdeen la chiamano la grey city, non a caso, anche se diranno che è per il granito. 😉

Se gli inverni ci si sveglia con il buio e si esce dal lavoro che è di nuovo buio, in estate le giornate sono molto lunghe e c’è luce fino a tarda notte. La cosa ha i suoi pro sull’umore!

Aberdeen è piuttosto ventosa e piove parecchio ma in compenso nevica poco se pensiamo al resto del paese.

La città ha la fortuna di avere una spiaggia poco lontana dal centro ma ho visto ben poche persone provare a farsi il bagno.

COLLEGAMENTI

L’aeroporto di Aberdeen al momento non ha un collegamento diretto verso alcuna città Italiana. Per questo motivo tornare in Italia, per esempio a Roma, vuol dire affrontare un viaggio di circa 10 ore e prepararsi a pagare tariffe che hanno poco a che vedere con i viaggi low cost.

I taxi sono facili da acciuffare, eccetto al venerdì e sabato sera e durante alcuni giorni dell’anno in particolare. Non c’è ancora Uber.

I bus sono costosi, un biglietto giornaliero costa 4 pound (3.50 per gli studenti) ma il particolare peggiore è che a mezzanotte le corse si interrompono. C’è qualche bus notturno ma non collega tutta la città.


Vivere ad Aberdeen?

Detto tutto ciò, pensi che potrebbe essere la città che fa per te? Con me la Scozia è stata generosa, mi ha dato la possibilità di studiare gratuitamente e di trovare un buon lavoro ad Edimburgo. Se non fosse stato per l’università però non sarei durata qui ad Aberdeen, non è il mio posto nel mondo ed ho trovato monotone tante delle mie giornate in questa città: trovo triste avere poche cose da fare dopo il lavoro, specie in inverno quando è sempre buio.
Per me cerco una città più grande e più viva ma siamo tutti diversi, so per certo che molte famiglie qui si trovano molto bene, soprattutto i bambini a scuola.

Come detto consiglierei a qualcuno di venire qui se avesse in mano una buona offerta di lavoro o per l’università, altrimenti raccomanderei un week end per dare un’occhiata e fidati del tuo istinto. Mi sembra il minimo.

In bocca al lupo!

(*) Mi aspetto di essere smentita, ho conosciuto personalmente due ragazzi che son venuti a vivere 
qui per lavorare come camerieri ed uno di questi si è trovato anche molto bene. Non reputando 
la città particolarmente attraente vi consiglierei di guardarvi anche altrove, se non avete un 
lavoro ben pagato o l'Università che vi aspetta vi direi che la Gran Bretagna è grande: non 
esiste solo Londra e men che meno solo Aberdeen.

Note: 
(1) Scotsman.com
(2) Financial Times
(3) Scotjobsnet
(4) Evening Express
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IL MIO TERZO ANNO DI UNIVERSITA’

IL MIO TERZO ANNO DI UNIVERSITA’

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Nuart 2018, Aberdeen

Era il nostro primo giorno di Università, la classe si svuotava velocemente e sembrava che tutti avessero finito in pochi minuti il laboratorio di JavaScript.

Mi sentivo una povera scema.
Ad averci anche solo voluto provare, ad averci creduto alla mia età e ad aver lasciato l’Australia per quel suicidio assistito.

Arrivò alle nostre spalle un professore, uno di quelli che fecero la differenza, e ci chiese di noi.
Gli risposi che mi sentivo stupida, se ne erano andati tutti e noi due eravamo ancora lì, come due vecchi salami.

“The harder you practice, the luckier you get”, disse lui.

Poche settimane dopo scoprimmo che la maggior parte dei nostri colleghi i laboratori non li finiva in pochi minuti, bensì li saltava a piè pari e senza più guardare gli altri decidemmo di metterci il nostro.

Stasera ho consegnato il penultimo coursework di questo terzo anno, ho le lacrime agli occhi per la felicità, il cuore che scoppia per l’emozione.
Ce l’abbiamo fatta, ce l’abbiamo fatta!

E’ la fine del terzo anno, il degree year, questo vuol dire che tecnicamente la terza laurea ce la siamo già presa, che ce l’abbiamo garantita.
Resteremo ancora un anno per conseguire il nostro honours e scalpito, perché tutto questo si realizzi presto e proprio così come avevamo tanto sperato.

Intanto però ora lo so.

La scommessa è stata vinta.

10 MOTIVI PER STUDIARE (GRATIS) ALL’UNIVERSITA’, IN SCOZIA

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Studiare in Scozia.

L’altra sera sono andata per la quarta ed ultima volta sul sito della SAAS a chiedere che pagassero per i miei studi universitari, ancora due settimane e questo terzo anno sarà finito, un anno e sarò libera di decidere dove andare a vivere, per sempre o per un po’.
Non avrei mai pensato, alla mia età, di rimettermi a studiare e invece è successo ed è filato tutto liscio quasi fosse il destino, l’anno prossimo avrò il mio degree in informatica sotto il braccio e questa volta non scherzerò sopra la pergamena come feci con la prima, proponendo di appenderla in bagno. E’ stata una gran fatica ma ne sta valendo la pena dall’inizio alla fine: non mi sono pentita un solo giorno di tornare a studiare e di farlo qui in Scozia!

Per questo motivo ho deciso di scrivere una lista di ragioni per studiare qui, ricordandovi che posso basarmi sulla mia sola esperienza di studentessa in quel di Aberdeen.

Questi i miei dieci motivi per studiare in Scozia:

1 Gli Insegnanti.

I professori universitari non diventano tali grazie ad un concorso ma dopo una serie di colloqui. Il loro posto non è garantito a vita e questo evita un certo tipo di baronato.

Ricordo la paura di mettere una parola fuori posto quando vivevo in Italia, bastava poco per far saltare la mosca al naso al professore universitario di turno ed io non mi sentivo che un numero.
Durante la seconda settimana di Università, in Scozia, mi trovai a ringraziare di cuore un professore che mi chiamò per nome. Sapeva chi ero! Mi sembrava un onore incredibile!
Scoprii dopo che loro devono imparare i nomi dei loro studenti, non importa che siano 10 o 100 e più. Lo fanno perché non siamo numeri.

Ho avuto insegnanti più e meno competenti ma la media è molto, molto alta. Tutti erano gentili, generosi e alla mano, disponibili a rispondere ad una mail anche in piena notte! Al primo anno hanno creato per noi un gruppo Facebook e per tutti questi anni hanno continuato a spingerci a comunicare, a fare, a tirare fuori il meglio. Hanno organizzato per noi eventi su eventi, persino i balli di fine anno, nei quali sono anche venuti come ospiti e animatori. Durante alcuni eventi si sono fermati in Università a dormire assieme a noi. Non credo tutto questo fosse dovuto, affatto.

A molti, moltissimi, di loro non posso che dire grazie e non sarebbe comunque abbastanza.
Non ci dovevano nulla ma ci hanno dato tutto quello che potevano.

2 Le Attrezzature

Quando entrai per la prima volta nella mia Università mi sembrava di sognare ad occhi aperti, c’era un numero indecente di sedie e di tavoli, c’erano enormi televisori appesi alle pareti e computer a disposizione di tutti. Ed eravamo solo al primo livello, quello della foto qua sotto.
Salendo al terzo piano, il mio!, i computer aumentavamo così come le loro caratteristiche tecniche. Non solo pc ma anche mac! Mac, ci credereste?

Per entrare in alcuni laboratori è necessario essere in possesso di una chiave che viene fornita dal primo giorno, qui e lì enormi stampanti sono messe a disposizione con tanto di risme e risme di carta.

Per esami più specifici è possibile prendere in prestito di tutto, dalle telecamere ai microfoni telescopici, all’affittare l’intera green room, la stanza nella quale girare filmati con effetti speciali.

3 La Metodologia

Il primo giorno di Università una mia professoressa, non giovanissima, ci spiegò alcune tecniche del cartone animato Frozen, uscito solo due anni prima.
L’informatica è una scienza che evolve alla velocità della luce ma i moduli dei corsi vengono aggiornati di conseguenza, cercando di fare veri e propri miracoli.

Non insegnano inutili linguaggi datati (es. visual basic) soltanto perché quelli hanno imparato e quelli conoscono, no, i professori sono i primi ad impegnarsi, aggiornandosi.

Al primo anno ci hanno accolto decisi a farci imparare ma anche socializzare e quale migliore occasione se non quella di pagare migliaia di pound per 30 set di Lego Mindstorms da montare e programmare tutti assieme?
Funzionò, si crearono gruppi di lavoro che ancora ad oggi resistono.

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Giocando con i Lego al primo anno

 

4 Lavorare

In Italia non conosco molte altre persone che si siano laureate dopo aver studiato e lavorato. Per diversi genitori Italiani far lavorare i propri ragazzi è quasi un’onta e così tanti giovani arrivano a trenta anni con nulla sul curriculum.

Ricordo quando una mia coetanea di me diceva schifata che facevo la cassiera, come se fosse una terribile macchia. Non era neanche il mio ruolo, peraltro, stavo muovendo i miei primi passi come arredatrice. Il fatto che lavorassi e studiassi, al di là dei commenti di quella persona, era considerato strano.

Qui in Scozia, allo studente viene suggerito di lavorare fino ad un massimo di 20 ore e così fanno quasi tutti i miei colleghi, nessuno si vergogna di dire che la sera fa il cameriere o nei week end il commesso e nemmeno viene additato per questo. Lavorare al Mc Donald’s? Normalissimo.
E ci mancherebbe altro!

Lavorare quando si è ancora ragazzi favorisce, senza dubbio, un certo grado di indipendenza.

Non per nulla molti dei miei colleghi vivono qui da soli già da giovanissimi, in case condivise e non con i proprio genitori e men che meno rimarranno in casa con loro fino a quarant’anni suonati.

5 I Placement

A seconda della vostra facoltà, avrete la possibilità o meno di accedere a placement pagati. E’ una opportunità che non vorrete farvi scappare perché vi consentirà di lavorare ed essere pagati per quello che state ancora studiando, creando il vostro curriculum da subito!

Ho avuto la fortuna di ottenere due placements ed uno di questi si è tramutato nel mio lavoro part-time che ancora mi accompagna durante questi ultimi mesi di studio. Lavorare nel proprio settore è una gioia indescrivibile.

6 Gli Eventi

Ogni giorno nella mia facoltà c’è un evento da non perdere, una conferenza, una fiera. Di tutto! Le aziende vengono spesso da fuori per pubblicizzarsi, cercando nuove leve o proponendosi come mete per placements e internships.

Avere eventi in facoltà vuol dire che qualcuno li sta organizzando per voi, cercando di offrirvi sempre il meglio.

Partecipare ad un evento non è solo imparare qualcosa di nuovo ed interessante ma anche cibo gratis 😀 e freebies di ogni tipo, dalla chiavetta USB agli occhiali da sole. Tutto dato via solo perché siamo studenti ed in qualche modo, il futuro!

Vogliamo poi parlare degli sconti in quanto universitari?

Non solo abbiamo tutti i software che ci servono dentro ogni computer presente in facoltà, ma grazie ad accordi tra il governo e diverse aziende, c’è anche la possibilità di scaricare gratuitamente molti di questi software sui nostri laptop o di ottenerli ad una tariffa assai minore.

Gli sconti non si fermano qui, gli studenti in UK sono coccolati e qui in Aberdeen molti sono i ristoranti ed i negozi che applicano sconti particolari tutto l’anno o in periodi precisi. Bello!

7 I Coursework

A seconda della facoltà questo punto potrà variare ma l’Università qui è molto pratica. Molti dei nostri insegnanti chiamano aziende da fuori per farci avere a che fare con un vero cliente, che chiede di creare per loro programmi, animazioni, App, video, pubblicità e tanto altro.

Non abbiamo perso tempo ad imparare a memoria 3 o 4 libri per ciascuna materia, abbiamo sempre fatto e messo in pratica quanto studiato.

8 La Biblioteca

Nella mia facoltà, inoltre, non mi è mai stato richiesto di acquistare un libro quando in Italia gli insegnanti arrivavano ad impormi di comprare anche 10 dei loro tomi per dare un misero esame da pochi crediti. Niente libri qui, le slides sono online e sono disponibili h24 così come i libri della biblioteca, che possono essere prenotati di persona o presi in prestito prendendo la copia ebook.

La biblioteca inoltre è aperta H24 quando è periodo di esami.

9 La Pulizia

Questo punto farà storcere un pochino il naso per la sua semplicità ma quando arrivai la cosa che mi colpì maggiormente, dopo i computer a disposizione, fu il numero di bagni per ogni piano! Centinaia in tutti i building!
Nella mia facoltà Italiana ne avevamo 3, uno con la porta rotta e messa appoggiata ai cardini, mancava la carta, mancava la privacy e la dignità.

Qui la pulizia non manca mai, il team degli operatori è sempre all’opera, pulendo più volte al giorno la caffetteria, i bagni ed i locali comuni.

La Caffetteria

10 Studiare in Scozia è gratuito!

Quando mi iscrissi all’Università questo punto era al primo posto, non avevo i fondi per sostenere appieno una vita all’estero né ero sicura di potercela fare a laurearmi in informatica e avevo bisogno di avere almeno una garanzia. Il Brexit all’epoca era un presagio ma non una certezza. Ad oggi nessuno sa cosa succederà dopo il 29 Marzo 2019 ma temo che revocheranno questo diritto ottenuto per il solo fatto di essere cittadini europei.
Ad oggi però, sì, la retta universitaria (corsi undergraduate only) di £1,820 e quella del college per £1,205 vengono totalmente saldate per noi studenti dalla SAAS, alla quale si fa domanda dopo aver applicato e ricevuto un’offerta dall’Università che ci interessa.

Le deadline per le iscrizioni sono, solitamente, al 15 Gennaio ma vi invito a provarci anche dopo questa data: io ho fatto una late application e sono stata presa.

Cosa ancora più assurda, non solo l’Università è gratuita ma i piu’ meritevoli  alla fine di ogni anno prendono anche premi in denaro per il solo fatto di aver studiato!

 

Questi erano i miei dieci motivi per studiare in Scozia, tempo permettendo parlerò anche del rovescio della medaglia ma per ora voglio godermi la sensazione di aver fatto tanto in un posto bello e di sapere anche chi poter ringraziare, con tutto il cuore.

Uno degli slogan della mia Università è unlimited destinations ed io penso sia proprio vero e fossi in voi, nel dubbio, ci penserei.

 

 


 

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