Viaggio in Thailandia, tra coccodrilli, svenimenti e pregiudizi

Viaggio in Thailandia, tra coccodrilli, svenimenti e pregiudizi

Bevendo acqua verde sul fiume Chao Phraya

L’arrivo in Thailandia – nome antico Siam – è stato agrodolce, sono atterrata reggendomi la pancia dopo la maledizione del viaggiatore conquistata in Myanmar ma anche con una deliziosa canzoncina che faceva “I can fly”, partita a tutto volume non appena l’aereo ad elica della Bangkok Airways ha toccato terra. Mi sono goduta l’insolita musichetta ma ancora di più l’imodium trovato al primo 7/11.

Le buone notizie non erano finite, infatti il marito aveva un imperdibile coso da catturare a Pokémon Go ed io ho approfittato del suo giretto per fare il mio primo massaggio. Ora, io sapevo che le cose le devi provare sul posto per capirne l’essenza ma non avevo ben capito che mi avrebbero fraccagnata di botte pudenda e tutto l’ambaradan durante tale pratica. Così ho capito, ma non imparato perché altrimenti non ci sarei ricascata più e più volte, che i massaggi nel sud est asiatico sono rilassanti solo quando finiscono e ti ritrovi, sorpresa e grata, ad essere ancora intera. Ciliegina sulla torta, la stessa sera del pestaggio stavamo tornando in hotel ed ho perso i sensi convinta che mi avessero messo qualcosa nel drink. Ho visto tutto nero, cieca e incapace di parlare. Una sensazione orribile ma come vedete l’erba cattiva non muore mai o non ci sarei più io ma manco i massaggiatori che riempiono di botte i turisti inconsapevoli.

In pieno Jet Lag troverò anche mio marito preso da brividi e febbre alta. L’Asia ti fa bene e cambia, evidentemente, ma solo se sopravvivi. Dopo diventa una gran figata, quindi arriviamo al sodo. Per informazioni sulle SIM per navigare su internet, sul visto, sulle prese elettriche e su tutte le altre notizie generali sulla Thailandia, vi rimando al post scritto per farvi organizzare, senza stress, un viaggio nel sud est asiatico.

Oggi si parlerà solo di lei, di come organizzare un viaggio in Thailandia!

Ho foto piu’ belle ma voi immaginavate che avessero la street art in Thailandia?

Cosa fare in Thailandia? Ma soprattutto cosa evitare in Thailandia?

Io ho deciso di non fare attrazioni al limite dello sfruttamento, no donne giraffa, no cavalcata sugli elefanti, no scimmie ammaestrate ne’ tigri sedate. Se capiti qui vorrei augurarmi che tu non sarai da meno ma purtroppo tutto questo te lo proporranno già in aeroporto, spacciandotelo per imperdibile. Per gli elefanti, esistono dei santuari dove gli animali vengono recuperati e puoi fare loro il bagno o dargli uno snack. Personalmente non sentivo l’esigenza di provare ma diverse persone hanno adorato questa esperienza e sono certa che tutti loro vi consiglierebbero di portarvi un cambio, che l’operazione non si può concludere senza un omaggio di fango. Popò, se sarete fortunati.

Poi certo, dipende da che ci vuoi fare in Thailandia, che ogni tanto vedi i cartelli di chirurgia estetica a 200 euro per il naso, 150 per il botox e allora forse il discorso si ampia un poco.

Malgrado quanto detto prima, io consiglierei a tutti anche di fare i fantomatici massaggi, valgono davvero la pena di essere provati e raccontati. Se sopravvivi, chiaro.

I templi a Bangkok, quali visitare? E a Chiang Mai?

In generale, noi abbiamo deciso di girare i templi più importanti sia a Bangkok che a Chiang Mai e anche se dopo un po’ potrebbero sembrarvi tutti simili – soprattutto se non è la vostra prima meta nel sud est asiatico – devo dire che ogni visita è valsa la pena perché all’interno di un tempio c’è un microcosmo di umanità, storie e tradizioni.

Come detto, anche i templi minori vi strapperanno una emozione ma reputo imperdibile la visita a Wat Pho dove ad aspettarvi troverete un gigantesco Buddha sdraiato, alto 15 metri e lungo quasi 50. L’intero complesso è molto grande ed è pieno di cortili e mini pagodine. Il costo, per gli stranieri, è di 6 euro. Wat Arun è invece un insieme di templi dorati e merita anche questo la visita. Noi lo abbiamo particolarmente apprezzato al tramonto e poi di notte. Meritevole anche il Buddha d’oro di Wat Traimit malgrado il mio tempio preferito penso sia Wat Ratchapradit, che è molto grande e abbiamo visitato praticamente da soli.

A Chiang Mai sono rimasta incantata dal tempio Wat Phra Singh con il suo colore oro ma personalmente la mia preferenza va a Wat Bupparam, con i Naga bianchi dagli occhi neri o colorati in oro e rosso. Conoscete Nāga? Secondo un locale incontrato non è che un serpente che voleva diventare un monaco ma Wikipedia non racconta la stessa storia quindi vai a sapere.

Come vi ho già ricordato nel post sul sud est asiatico, nei templi dovrete togliere le scarpe e coprire le vostre vergogne con i teli che troverete all’entrata. Se siete donne ovviamente che i maschi fanno quasi sempre eccezione. Molto bene!

Parchi, giardini e luoghi che vi faranno amare il vostro viaggio in Thailandia

Personalmente, abbiamo amato la Chinatown di Bangkok ma in quella città potrete letteralmente inciampare in angoli meravigliosi. Il consiglio è come sempre di guardare le guide (la Lonely Planet merita) ma anche di lasciarvi trasportare.

Saranrom Park è un parco che non vorrete perdere, è verde, ha il laghetto ed una serie di cartelli con simboli che vi faranno molto sorridere. Vi sfido a capirli tutti! In uno vedrete che è vietato rilasciare i pesci nell’acqua, cosa che sembrerebbe portare fortuna ed essere una tradizione thai. Lo stesso fanno con gli uccellini e ve ne accorgerete osservando i venditori con le gabbie in mano.

Malgrado queste tradizioni un po’ poco animaliste, in Thailandia ho percepito un grande amore per gli animali domestici. Diversi negozi hanno dei gatti all’interno e ogni baracchino un randagio accanto, che viene sfamato tra un avventore e l’altro. I monaci buddisti inoltre si prendono cura di branchi di cani, dividendo con loro il riso. Vale il buonsenso di non cercare di accarezzare gli animali randagi (rabbia, tigna, rogna…) ma nel mio piccolo ho sentito l’esigenza di girare con un po’ di croccantini e sono stati molto apprezzati.

Un pochino fuori mano troverete la statua di Re Chulalongkorn, Rama V. La visita ha coinciso con il nostro primo giro sul tuk-tuk e pensavamo che fosse anche l’ultimo visto che nulla ti separa dall’asfalto ma anche in quell’occasione siamo stati benedetti con la sopravvivenza. La statua è carina ma più che altro è tornando verso il centro che vi imbatterete in un parco che nel pieno della fioritura ci ha rubato il cuore. Nei giardini Thailandesi vi capiterà inoltre di vedere centinaia di persone fare sport assieme, chi con un istruttore a capitanare, chi in gruppo, chi da solo. I thailandesi corrono e lo fanno insieme, sapevatelo.

Non è possibile poi non segnalare il vero fiore all’occhiello quando si parla di parchi di Bangkok: il Parco Lumphini. Se vi steste chiedendo se esistano i coccodrilli in Thailandia, beh, se li mangiano e ne vendono le pelli ma in questo parco troverete una specie di rettile che i locali vi spacceranno, non so se con dolo, proprio per coccodrilli. All’entrata potrete infatti acquistare non solo la pappa per i pesci del lago ma anche quella per i varani acquatici asiatici. Con meno di due euro potrete affittare una barchetta per vederli più da vicino e l’esperienza di vederli nuotare merita tanto. In più ci saranno aironi, scoiattoli ed altri uccelli a farvi compagnia. Indimenticabile. 

Visitare i migliori mercati thailandesi

In generale, io credo che i mercati vadano visitati sempre, in qualsiasi città voi stiate poggiando i vostri piedi, perché niente ti racconta un popolo come il luogo dove gli abitanti si radunano per scegliere cosa portare in tavola.

A differenza del Myanmar, la carne non era lasciata alla merce’ delle mosche e questo grazie a semplici meccanismi roteanti che fanno svolazzare un cencio, continuamente. Vedrete, certo, topi sgattaiolare tra verdure e banchi ma anche tanti gatti ronfare, che dopotutto i topi sono grandi quasi quanto loro. E chiaramente ci sarà quello shock culturale di vedere gli animali, specie i pesci, presi dall’acquario e cucinati sul momento. Anzi, uno shock e basta. Sopratutto se avete un cuore veg.

Malgrado questo, i mercati valgono assolutamente la pena di essere visitati e dopo meno di una settimana dall’inizio del nostro viaggio, ci siamo piano piano sentiti anche pronti a mangiare come i locals e non siamo stati male, affatto.

Chatuchak è il mercato più grande ma è anche molto turistico (però ha un gelato al cocco che è la fine del mondo ed il parco vicino omonimo – Chatuchak Park – rimane molto bello) mentre se volete visitare un mercato galleggiante vi consiglierei Taling Chan Floating Market che è piccolo e secondo noi più autentico. Una volta lì non potrà mancare un giro in barca. Preparatevi a farvi una bella bevuta di acqua verdosa del fiume Chao Phraya e rischiare il colera.

Il mercato che proprio non consiglierei è il Patpong Nightmaket, che va bene per persone che amano comprare marchi contraffatti ed esseri umani. Avremmo preferito non passarci neanche eppure è su tutte le guide. Una volta lì dei buttadentro vi metteranno in mano le tariffe delle ragazze, che non chiameranno neanche come tali ma ridurranno a pussy. Pussy elettrica, pussy che fuma e così via. Deprimente, soprattutto quando vedi che tali menu sono disponibili in Italiano.

Ci sarebbe poi un mercato dove abbiamo trovato in vendita le pistole (vere, yes e no, non mi sono sentita sicura con tutti che le toccavano) che sta vicino a Chinatown ma non ricordo il nome ed ho gettato la spugna. La zona ricorda un pochino, vagamente, Akihabara e come nel quartiere giapponese troverete molte cose legate al mondo dei manga e anime. Come detto non ricordo il nome ma nelle storie instagram (ve le linko alla fine del post) potrete approfondire.

I mercati thailandesi: tra verdure colorate e animali venduti vivi.

Mangiare scorpioni, bachi da seta, vermi e scarafaggi durante un viaggio inThailandia

Devo ammettere di aver visto un baracchino che vendeva scorpioni e altri insetti solo in una zona estremamente “bianca” ed estremamente turistica. Tanto che mi sono chiesta se non lo facessero per noi più che per loro ma leggendo in giro sembra che questi snack siano effettivamente popolari e apprezzati dai locali. Personalmente, ai mercati ho visto giusto qualche bustina di bachi da seta croccanti.

Vi consiglierei, in ogni caso, di allontanarvi dalle strade troppo turistiche per arrivare nei mercatini frequentati dai locali, lì magari non troverete lo scorpione fritto ma qualcosa di molto più autentico. Come per esempio il cocco cotto alla brace e venduto da bere freddo, un sapore che ancora oggi mi manca. O un bel banana sticky rice venduto nella foglia di banano! Aprite lo stomaco, ce ne sarà per ogni gusto.

Corso di cucina a Chiang Mai, perché fare un corso di cucina durante un viaggio in Thailandia?

Abbiamo iniziato questa tradizione in Giappone, quando decidemmo di imparare a cucinare noodles e okonomiyaki e così abbiamo continuato a fare. Quando andiamo in Asia vogliamo approfittarne per imparare a cucinare i nostri amatissimi piatti tipici. Tra i corsi provati in Thailandia, non possiamo che consigliare “We love green, vegan and vegetarian market” perché avrete a che fare con una maestra dal cuore d’oro. L’insegnante vi porterà al mercato per farvi provare la frutta, spiegandovi verdure e  ingredienti e con lei mangerete quello che ricordo come il miglior red curry mai mangiato. Chilli Paste, Green Curry, Tom Yum, Pad Thai, salsa di arachidi, Yellow Curry, spring rolls, papaya salad e per finire un mango sticky rice. Queste ricette, che trovate trascritte per voi sul mio sito, una volta tornati ve le rivenderete a caro prezzo se sarete infami ma sul momento avrete una scelta più nobile: donare il cibo avanzato ai senzatetto che la maestra visita ogni sera. Inoltre, a questi corsi avrete anche l’occasione di conoscere altri viaggiatori, provenienti da tutto il mondo.

Mangiare in Thailandia. È sicuro lo street food thailandese?

A Chiang Mai i baracchini erano ovunque e lo street food la faceva da padrone, così come un contorno di immancabili scarafaggi e topi che di notte uscivano fuori per correre vicino ai piedi degli avventori. Sì, non è super piacevole quando hai le scarpe aperte ma vi giuro che vi pentirete di tutti i “no” pronunciati mentre ancora vi acclimatavate alla cultura ospitante. Allo stesso modo, come in Myanmar e nella maggior parte dei paesi del sud est asiatico, vi farà un po’ impressione vedere come lavano le ciotole. Non avendo acqua corrente in strada, solitamente insaponano e risciacquano i piatti in enormi pentoloni ma con una cura che vi scalderà il cuore, sembrano quasi coccolare ogni pezzo di posateria.

A Bangkok la situazione era meno problematica in termini di insetti ma erano comunque presenti così come i topi. Sul discorso della sicurezza di mangiare dai baracchini (e non solo) vi rimando al post principale sull’Asia ma ci tengo a dire che la voglia di provare – quasi sempre – vi verrà. Evitate passi falsi clamorosi ma non lesinate sulle esperienze che saranno spesso migliori delle aspettative.

E ricordatevi di Raan Jay Fai che a Bangkok ha vinto una stella Michelin con il suo eccezionale street food. Sembra che servano ore di fila per essere serviti e vorrà dire qualcosa, o no?

Thailandia e street food: Piatti pronti per essere puliti nella vasca di destra

Vegani e vegetariani cosa mangiare in Thailandia?

In generale, in Thailandia mangerete benissimo se siete onnivori perché i sapori sono decisamente buoni e la presentazione è spesso invitante. Malgrado il buddismo, non sempre è stato facile portare a casa un piatto senza brodo di pesce e qualche sorpresa non è mancata. Per questo se siete vegani o vegetariani e non di quelli che sgarrano, vi consiglierei la classica HappyCow App. Altrimenti, provate comunque a perdervi per le stradine della Thailandia e magari la scelta sarà ridotta ma qualcosa sono certa che troverete.

Dove alloggiare a Chiang Mai e Bangkok?

Non vi consiglio il luogo dove abbiamo pernottato a Bangkok ma era una catena, nulla di che. Grazie a booking e ad Agoda non avrete problemi a trovare un posto per dormire che vada bene per le vostre tasche. Noi con 7 euro a testa a persona siamo stati davvero bene ma probabilmente avremmo potuto star bene anche con meno e – chiaramente – anche con molto di più.

L’hotel di Chiang Mai era un pochino fuori dal centro ma questo non è necessariamente un male. Pulito, ha una lavanderia a due passi (essenziale se fai viaggi lunghi) e noi ci siamo trovati bene e lo trovate qui. Segnalo che il personale presente allora non parlava inglese, non una parola.

È sporca la Thailandia? Ci sono insetti in casa? La situazione degli scarafaggi? Malaria e Dengue sono frequenti?

Ci sono paesi, compresa la mia amata Australia, dove non potete pretendere di avere una situazione bugs free. Come sempre il mio consiglio è quello di girare con due prodotti chiave: il bio kill per evitare sorprese ed una DEET jungle formula spray che scongiuri la puntura degli insetti che potrebbero contagiarvi con malaria e dengue. Le casistiche esistono ed ho già affrontato la situazione nel post generico sul sud est asiatico, prima di partire informatevi bene.

Malgrado questo, scarafaggi in hotel non ne abbiamo mai avuti ma potremmo essere stati fortunati. Di certo, in giro per le strade c’era di tutto e questo – lo ripeto – è normale da quelle parti.

La cosa peggiore successa è stato trovarne uno dentro la barchetta / pedalò che avevamo noleggiato. Mi sarei volentieri buttata in acqua ma era verde colera e allora niente, siamo tornati per restituirla con 10 minuti di anticipo.

Poteva andare peggio, come quando mio marito è inciampato in un topo che correva per raggiungere gli amici!

Nomadi digitali in Thailandia

Abbiamo visto moltissimi nomadi digitali viaggiando tra Chiang Mai e Bangkok e sinceramente, in altri momenti della vita, avremmo vissuto in entrambe le città ma per un anno o due. Come sempre questi luoghi sono l’ideale perché il cibo costa molto poco e così il dormire. Considerate però tutti i lati negativi del vivere in un paese come la Thailandia, dove al suono delle campane ci si deve fermare per portare omaggio al Re. Questo senza neanche toccare tutto il discorso relativo alla sanità o il fatto che gli stranieri sono visti con un occhio un pochino interessato (vi ricordate la tassa sul prelievo messa dal Re? Se non ve la ricordate, ne ho parlato qui).

Personalmente io penso di aver accantonato l’idea del nomadismo digitale, il divario sociale mi arriva piuttosto intollerabile dopo un po’. Vicino alla statua equestre di Rama V non potrete che vedere il bello, un bello che urla perfezione all’occidentale (a me sembra Melbourne!) ma basterà prendere una stradina meno principale per trovare bambini scalzi e case di legno che cadono a pezzi.

Ci vivreste? Sta a voi.

Quel giorno, a Wat Ratchapradit – Chiang Mai, c’eravamo solo noi ed una manciata di galline!

Pregiudizi sulla Thailandia ne abbiamo?

Qui inizierei parlando di un pregiudizio che ad oggi forse avrete in tanti, poiche’ il settore turistico sta effettivamente crollando in termini di vendite. Sto parlando del coronavirus in Thailandia e di chi sta cancellando voli e soggiorni per paura del contagio. Per informazioni ufficiali non posso che rimandarvi sul sito di Viaggiare Sicuri ma ad oggi, Febbraio 2020, il coronavirus ha colpito solo 25 persone in Thailandia, di queste 6 sono guarite.

Parliamo ora dei miei, di pregiudizi. Non era una meta per la quale il mio cuore palpitava particolarmente e invece la Thailandia mi ha rapita, aiutandomi a superare tantissimi pregiudizi. Sì, ho visto il turismo sessuali con bianchi sessantenni con al braccio delle ragazze giovanissime, ho visto donne in reggiseno con lo sguardo più annoiato di sempre e sulle guide ho avuto modo di leggere di come gli occidentali non siano proprio ben visti grazie a personaggi simili.

Ma la Thailandia non è solo turismo sessuale, affatto. La prima sorpresa la ho avuta nel meraviglioso aeroporto di Bangkok, organizzato e pulito, dove fare una SIM per collegarsi ad internet prende un secondo e poi per la strada ho visto grattacieli enormi in costruzione, proprio dove nella mia mente immaginava solo tradizione. Vicino alla stazione di Bangkok mi sentivo a Tokyo e non è stata la sola volta che l’ho pensato. La Thailandia è in trasformazione ma non rinnega le sue tradizioni e radici.

Sebbene le moto di Bangkok siano pura follia (ma non ai livelli di Bali, dopotutto), a Chiang Mai un altro pregiudizio è stato cancellato quando ho visto con quanta calma guidassero i drivers del consigliatissimo Uber locale: Grab.

Sul fronte comunicativo, solo alla fine del viaggio ho capito che “a little bit” come risposta a “do you speak english?” voleva in realta’ dire “no”. Ma dopotutto in questo modo abbiamo vissuto avventure pazzesche, come quella volta che cercavo un bagno e la polizia mi ha risposto “sure” e messo in mano l’incenso da bruciare di fronte alla statua di Rama V. Fa ridere dai, ma non troppo che ho la vescica debole e l’ho potuta svuotare, pensa un po’, proprio in una stazione di polizia dove sono entrata tipo una disperata.

Anche in quella occasione ho potuto innamorarmi dei locali, che a volte ripagheranno forse noi occidentali con la stessa moneta con la quale noi continuiamo a depredargli dove fa più male (impossibile) ma sono anche gentili e luminosi in un modo che non avrei creduto.

Me li voglio ricordare così, mentre lavorano lunghe ore e per questo schiacciano un pisolino tra una pausa e l’altra nelle botteghe o quando mangiano il loro pasto mentre i clienti gironzolano, curiosi. I thailandesi con la loro naturalezza condividono, senza saperlo, una quotidianità che non avresti conosciuto se non avessi messo piede su quell’aereo per la Thailandia.

Questa era la mia Thailandia e come sempre vi aspetto qui, su Facebook e Instagram per i commenti. Ma soprattutto sappiate che su Instagram potrete trovare le storie in evidenza (ce ne sono tre, scorrete!) di questo bellissimo viaggio che mi ha preso il cuore.

Ricetta per il Green Curry ed il Red Curry Thailandese

Ricetta per il Green Curry ed il Red Curry Thailandese

Tom Yum Soup by Me

Siete stati al ristorante sotto casa e avete lasciato il palato sopra al red curry thailandese ma non sapreste come farlo a casa? Vi capisco e sono qui per questo!

Questa estate sono tornata in Asia per un mese perché l’Asia mi chiama da sempre ed è lì che mi sento la straniera – mai la cittadina come invece mi capita in Europa – più felice del mondo.

Di quel viaggio mi riprometto di parlare presto per raccontarne le sfumature più dolci e quelle più dolorose ma oggi torno sul blog con le ricette di due piatti Thailandesi che amo moltissimo e che ho imparato a cucinare in quel di Chiang Mai.

In questo post avrete due opzioni e ben quattro ricette Thailandesi.

Potrete infatti decidere di cucinare partendo dalla realizzazione dei pesti o prendere quelli già pronti e dedicarvi solo al brodo.

Sta a voi, ma nel dubbio qui troverete tutto quello che vi serve per cucinare una ottima cenetta thailandese.

Pronti? Iniziamo dai pesti!

Pesto rosso o red paste thailandese

Ingredienti:

8-10 peperoncini thailandesi rossi.
6-8 spicchi di aglio
80 grammi di cipolle
Un pizzico di cumino in polvere
Un cucchiaio da cucina di miso
20 gr Citronella, possibilmente fresca
60 gr Galangal
2-3 foglie di Kafir lime

Procedimento:

  1. Lasciare in acqua i peperoncini per 15-20 minuti e aspettare che si ammorbidiscano.
  2. Aggiungere tutti gli ingredienti nel mortaio e pestare per 30 minuti. Sì, 30 minuti sono tanti ma la nostra insegnante consigliava un’intera ora. Alzate la mano se non pensate di potercela fare. Ecco, a voi basterà frullare tutto per 1 minuto, il sapore non sarà perfetto ma avrete risparmiato un bel po’ di tempo.
Red Paste: Gli Ingredienti, red curry thailandese
Red Paste: Gli Ingredienti

Pesto verde o green paste thailandese

Ingredienti:

6-8 peperoncini verde thailandese
6 Foglie di basilico dolce (non il nostro! Cercate il basilico thai.)
6-8 spicchi di aglio
10 foglie di coriandolo (se non amate questo sapore, non mettetele!)
80 grammi di cipolle
Un pizzico di cumino in polvere
Un cucchiaio da cucina di miso
20 gr Citronella, possibilmente fresca
60 gr Galangal
2-3 foglie di Kafir lime

Procedimento:

Esattamente come per il red curry. Sorpresi? Io no, sono semplici pesti! Una volta che avrete trovato gli ingredienti non sarà difficile preparare questo buon pranzetto.

Green Paste: gli ingredienti, Green paste thailandese
Green Paste: gli ingredienti

 

Green curry Thailandese ricetta
Nel mortaio in attesa di essere pestati

Parliamo invece del procedimento per portare a tavola un buon curry thailandese, indipendentemente da se il pesto lo abbiate fatto voi o comprato.

Ecco qui la ricetta che aspettavate!

Red e Green Curry, la ricetta

Ingredienti:

1-2 cucchiai da tavola di olio di semi
6 cucchiai da tavola di acqua
6 cucchiai da tavola di latte di cocco
1 cucchiaio da tavola di salsa di soia
1 manciata di vegetali a vostra scelta (carote, broccoli, fagiolini…)
Foglie di basilico dolce thailandese a piacere.
1 foglia di kafir lime
1 spicchio di galangal
1 citronella a pezzi
1-2 cucchiai da cucina del vostro curry preferito (verde o rosso)
1 cucchiaino di zucchero di canna
1/2 cucchiaino di dado ai funghi se siete vegetariani o vegani, lo stesso quantitativo di pesce se mangiate tutto.
1 lime

Procedimento:

Per questa ricetta sarà necessario avere un wok (pentola popolare in Asia di forma semisferica) ma nulla vi vieta di provare con una pentola profonda.

  1. Mettete l’olio di semi nel wok.
  2. Aggiungete le foglie di kafir lim, il galangal, la lemongrass tagliuzzata e la curry paste e… friggete finche’ non uscirà un gran profumino ma senza bruciare tutto!
  3. Aggiungete 3 cucchiai di latte di cocco ed i vegetali e girate per 5-8 minuti.
  4. Aggiungete altri 3 cucchiai di latte di cocco, l’acqua ed il dado in polvere.
  5. Portate il liquido a bollire.
  6. Aggiungete la salsa di soia, lo zucchero e continuate a lasciar bollire finche’ le verdure non saranno cotte secondo il vostro gradimento. Il consiglio è di lasciarle un pochino indietro e non farle lessare.
  7. Spegnete il fuoco.
  8. Aggiungete il basilico dolce thailandese.
  9. Versate nelle ciotole.
  10. Decorate a piacere, con latte di cocco, basilico dolce thailandese e peperoncino rosso. Aggiungete il succo di lime per avere un sapore strepitoso.
Red Curry Thailandese la ricetta
Red Curry Thailandese

 

Green Curry Thailandese - La ricetta
Green Curry Thailandese

Non vi sentite pronti per vincere MasterChef Thailandia? Forse no ma spero queste ricette possano esservi utili.

Sono state pensate per essere mangiate da vegani e vegetariani ma se amate la carne potete aggiungere dei dadini di pollo nel wok al punto 4 e usare il brodo di pesce invece di quello vegetale. In quel caso, non aggiungete la salsa di soia.

Se invece avete perso l’uso delle papille gustative e amate il coriandolo, potete aggiungerlo sia nel brodo – in fase di cottura – che alla fine come guarnizione. Personalmente penso che basti il basilico e che i due sapori siano troppo forti assieme ma i gusti sono gusti!

Il curry thailandese si sposa bene accompagnato dal riso ma se lo lasciate lento andra’ bene anche come zuppa che potrete ulteriormente arricchire, in base al vostro gusto, con ginseng thailandese, curcuma o aggiungendo la buccia del kafir lime.

 

Che dire?

Taggatemi e mandate foto dei vostri esperimenti e scrivetemi per maggiori informazioni. Che non vi prometto niente ma avrei altre ricettine imparate tra Giappone, Thailandia, Cambogia, Vietnam e Cina… stay tuned!