Vivere a Sharm El Sheikh: la storia di Simona, tatuatrice italiana che ha scelto il benessere invece dei soldi
Quando si parla di trasferirsi all’estero, spesso si pensa a stipendi più alti, migliori opportunità di carriera o una vita economicamente più agiata. Ma non sempre è così. C’è chi decide di lasciare l’Italia per motivi molto più profondi.
È il caso di Simona, tatuatrice italiana che vive a Sharm El Sheikh, in Egitto. La sua non è la classica storia di emigrazione per lavoro. Al contrario, ha scelto di trasferirsi in un paese dove avrebbe probabilmente guadagnato meno, ma dove avrebbe avuto la possibilità di stare meglio con sé stessa.
In questa intervista racconta il suo percorso tra depressione, crescita personale, cambiamenti radicali e vita da expat sul Mar Rosso.
Perché lasciare l’Italia quando tutto sembra andare bene?
Simona è cresciuta in un piccolo paese del Nord Italia, in un ambiente che percepiva come limitante.
Fin da giovane ha sentito il bisogno di vedere il mondo. A 19 anni parte per Hong Kong e quell’esperienza le cambia la prospettiva.
“Paradossalmente fuori dal mio contesto, dalla mia comfort zone, ho delle risorse che invece in casa mi mancano.”
Viaggiando scopre una versione di sé più sicura e determinata. Negli anni continua a esplorare nuovi luoghi finché, quasi per caso, arriva a Sharm El Sheikh.
Inizialmente non era una destinazione che l’attraeva particolarmente. Tuttavia, il contatto con una comunità internazionale e un ambiente più rilassato rispetto a quello che conosceva in Italia la porta a considerare seriamente un trasferimento.
Trasferirsi all’estero per combattere la depressione
Uno degli aspetti più interessanti dell’intervista riguarda il rapporto tra salute mentale ed emigrazione.
Spesso si sente dire: “Cambio vita e tutti i miei problemi spariranno”.
Secondo Simona, non funziona così.
Dopo anni di terapia in Italia, ha affrontato il trasferimento con maggiore consapevolezza.
“Il bagaglio emotivo che ti porti dietro non te lo fermano in dogana.”
Una frase che riassume perfettamente il concetto.
Cambiare paese può offrire nuove opportunità, ma non cancella automaticamente ansie, paure o depressione. Per questo motivo consiglia a chi sta attraversando un periodo difficile di lavorare prima su sé stesso e di affrontare il cambiamento con gli strumenti adeguati.
Meglio guadagnare di più o stare meglio?
Molti tatuatori italiani scelgono destinazioni dove il mercato è più ricco e i clienti spendono di più.
Simona ha fatto una scelta diversa.
“Non ho la pretesa di diventare ricca, voglio semplicemente star bene.”
Per lei il benessere personale ha avuto un valore superiore rispetto al potenziale guadagno.
Questo non significa che la vita a Sharm sia semplice. L’economia egiziana attraversa periodi di forte instabilità e il settore del tatuaggio presenta sfide particolari.
Molti clienti cercano continuamente di negoziare i prezzi e spesso non comprendono gli investimenti necessari per offrire un lavoro professionale e sicuro.
Nonostante questo, Simona continua a vivere della sua professione, scegliendo uno stile di vita essenziale e sostenibile.
Quanto costa vivere a Sharm El Sheikh?
Uno dei temi più cercati online da chi sogna di trasferirsi in Egitto riguarda il costo della vita.
Secondo Simona, chi percepisce uno stipendio europeo o lavora da remoto può vivere molto bene.
Gli affitti variano, ma generalmente un appartamento può costare tra i 200 e i 300 euro al mese. Anche molte spese quotidiane risultano inferiori rispetto all’Italia.
Per questo motivo Sharm El Sheikh è diventata una meta molto popolare tra pensionati italiani e lavoratori da remoto.
Diverso il discorso per chi cerca lavoro direttamente sul posto.
Gli stipendi locali possono essere molto bassi e diversi datori di lavoro tendono ad approfittare degli stranieri appena arrivati.
Il consiglio è arrivare con un contratto già definito oppure con risparmi sufficienti per affrontare i primi mesi.
Com’è vivere in Egitto da donna?
Tra le domande più frequenti c’è sicuramente quella sulla sicurezza.
Contrariamente a molti pregiudizi, Simona racconta un’esperienza molto positiva.
Ha costruito amicizie con persone del posto, ha avuto relazioni sentimentali e si è sempre sentita sicura.
“Qua puoi girare di notte senza che nessuno sia aggressivo o ti dia fastidio.”
Secondo lei, uno dei maggiori vantaggi della vita a Sharm è proprio la tranquillità quotidiana.
Naturalmente esistono differenze culturali importanti rispetto all’Italia e chi decide di trasferirsi deve imparare a comprenderle e rispettarle.
Il consiglio per chi sogna di trasferirsi a Sharm El Sheikh
Dopo oltre dieci anni di vita in Egitto, Simona ha una raccomandazione molto chiara.
Non prendere decisioni affrettate.
Prima di trasferirsi definitivamente, suggerisce di trascorrere alcuni mesi sul posto, magari sfruttando un periodo di aspettativa dal lavoro.
In questo modo è possibile capire se la vita quotidiana, la cultura locale e il clima sociale siano davvero compatibili con le proprie aspettative.
“Entrare in punta di piedi in casa di qualcun altro.”
È questo, secondo lei, l’approccio giusto per chiunque voglia iniziare una nuova vita all’estero.
Vale la pena trasferirsi a Sharm El Sheikh?
La risposta dipende da ciò che si sta cercando.
Se l’obiettivo principale è massimizzare il reddito, probabilmente esistono destinazioni migliori.
Se invece si cerca una vita più rilassata, un clima caldo tutto l’anno, costi relativamente contenuti e una comunità internazionale ben consolidata, Sharm El Sheikh può rappresentare una scelta interessante.
La storia di Simona dimostra che trasferirsi all’estero non significa sempre inseguire il successo economico.
A volte significa semplicemente trovare un luogo dove sentirsi finalmente a casa.
L’intervista completa a Simona e i suoi contatti li trovi qui sotto:

