Che coraggio (quel vestito)!

Che coraggio (quel vestito)!

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“il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare”, Paulo Coelho

Scesa dall’aereo, a Fiumicino, ho notato una ragazza che doveva essere sul nostro volo. Era molto bella, una di quelle donne precise, quelle che anche dopo un pomeriggio in aeroporto riescono ad avere i capelli perfetti ed il viso rilassato e perfettamente dipinto.

Indossava una gonna lunga e sbarazzina che sembrava uscita da un catalogo di moda, asimmetrica ed un po’ gitana, con scacchi piccoli, bianchi e azzurri. Con un merletto di stoffa leggera.

Era una donna normale ma per me sarebbe potuta pure essere una modella, perche’ era proprio splendida da vedere.

Mi era davanti di qualche passo ed è stata notata anche da due commesse dell’aeroporto, che si parlavano da un negozio all’altro, ad alta voce.

“Hai visto che bella ragazza e che gonna?”

“Sì, certo è anche CORAGGIOSA“.

Ero senza parole.

Coraggiosa per una gonna?
Coraggioso indossare un vestito un pelo diverso?
E’ questo il coraggio?

Le due commesse non volevano dire nulla di male, forse c’era una punta di invidia, voglio pensare, ma ho provato una gran pena per tutte le persone che ragionano ancora così, e che, purtroppo, limitano gli altri aprendo bocca.

Qui negl Regno Unito ce ne sono molte poche – mi verrebbe da dire nessuna ma non sono fatta per mettere nero su bianco queste certezze – e per me è importante.

E’ essenziale, questa libertà.

Oggi sono uscita di casa con un vestito che ho messo una volta, in Italia, perche’ mi stava male. Tutto questo quando ero magra, quando ero magra come non mai, intendo.

L’ho ritrovato nell’armadio ed ho deciso di riprovare e mi stava decentemente ma si sa che il mio cervello da magra, in Italia, funzionava a scatti ed era vittima di quello che pensano “gli altri“, quelli ai quali non vai mai veramente bene perche’ loro non vanno – a loro volta – bene ad altri ancora.

Quel giorno mi beccai il commento piacione e sfrontato di un tizio al bar e dissi a me stessa che non lo avrei messo mai piu’. Indossavo le calze eppure sotto la gonna mi sentivo nuda.

Sulla via di casa incontrai per la prima volta degli amici di mio marito e volevo sprofondare per la vergogna. Il vestito era troppo, mi stava male, evidenziava le gambe e mi faceva troppo grosso il seno pur non avendo scollatura alcuna.

“Non me lo potevo permettere”.

Oggi sono andata a fare la spesa con le gambe scoperte, quel vestito ormai un po’ troppo fasciante ed i sandali dorati. Un cardigan morbido per coprirmi le spalle dal freddo.

Nell’insieme carina, io mi piacevo e mio marito mi ha fatto tanti complimenti ma in Italia non sarei uscita cosi’ e lo so bene.

Comunque, il coraggio è ben altro.

Questo, è tempo perso dietro al niente, mentre la vita passa.