TRE FILM DA VEDERE: UNO AL CINEMA, UNO SOTTOTITOLATO ED UNO DA RECUPERARE

TRE FILM DA VEDERE: UNO AL CINEMA, UNO SOTTOTITOLATO ED UNO DA RECUPERARE

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Ore 15 di un Inverno ad Aberdeen

Trasferendomi in Scozia la mia vita è cambiata. Vuoi gli impegni di lavoro ed Università, vuoi questa città da 200.000 anime e dal piccolo centro, vuoi il clima e la scarsità di eventi, ma ecco che le mie giornate libere non sono più momenti pieni di cose nuove da fare. Nei giorni troppo freddi o piovosi cerchiamo di trovare un posto che ci dia riparo e che, possibilmente, non sia l’odioso centro commerciale mangia anima.

Il cinema ci ha salvati spesso, non quello grande che trasmette i film americani e le novità, bensì il Belmont Filmhouse, un progetto più indipendente che promuove la diversità, trasmettendo film da tutto il mondo e piccole perle della cinematografia recente e lontana.
Questo cinema è un posto di ritrovo dove bere una zuppa calda e fare due chiacchiere tranquille nonché il luogo ideale per innamorarsi di film che altrimenti non vedresti facilmente.

E’ il caso di Loveless, straziante capolavoro Russo di Andrey Zvyagintsev, uscito in Italia con il medesimo titolo e qui ad Aberdeen nella versione originale con i sottotitoli.
Non posso dilungarmi sul cast di attori bravissimi ma sono rimasta paralizzata alla sedia da una regia raffinata ed inclemente, che trasporta nel pieno del dolore ed ecco che nell’insieme l’intera pellicola urla “Oscar” e non per nulla c’è in ballo una candidatura come miglior film straniero.
La storia è quella di due genitori che, come accade, ritrovano se stessi dopo il matrimonio e vivono la loro nuova vita con il sorriso sulle labbra, finalmente liberi di ricominciare, dimenticandosi del proprio figlio dodicenne che viene inquadrato solo con le lacrime agli occhi, sullo sfondo. E’ nel lettino che si fa forza per placare i singhiozzi, è nascosto nel bagno mentre i suoi genitori litigano su chi debba continuare a vivere con lui, proponendo entrambi la soluzione del collegio. Potrebbe anche essere al centro della stanza, in mezzo a loro, non cambierebbe alcunché. E’ stato lasciato indietro, è l’errore che vorrebbero non aver fatto, l’aborto che si rinfacciano, a turno, di non aver avuto il coraggio di portare a termine.
Il bambino non compare che per poche scene e poi sparisce, gli adulti lo cercano dapprima svogliatamente e ancora goffamente. I genitori non gridano il suo nome durante le ricerche, non si spezzano dal dolore, loro non lo volevano più ed è sparito. Il finale mantiene la promessa fatta con lo spettatore che sa che, sì, con un film come questo ci sarà da soffrire.
Bellissimo, sì, ma atroce perché troppo vero.

Loveless è il film sottotitolato che consiglio. 93% su Rotten Tomatoes.

 

In piena estate scozzese il sole non era che un ricordo della mia vita precedente finché non ho scelto di ritrovarlo almeno sullo schermo, andando a vedere un documentario che pensavo mi avrebbe delusa, parlo di Kedi, un film di Ceyda Torun.
Credevo che avrei avuto voglia di alzarmi a metà del primo tempo per scappare da quella scelta sbagliata perché sì amo i gatti ma non immaginavo che sarei rimasta con gli occhi fissi sullo schermo per tutti gli 80 minuti della pellicola. Così è stato, invece, e seguendo le avventure dei gatti protagonisti sembrava di far parte di una favola, una di quelle belle, di un racconto onirico realistico fatto di colori e sentimenti buoni. Di coda in coda i personaggi vengono introdotti, dolcemente, e si ride, si piange e si riflette moltissimo sull’importanza di amare e di volere bene, di dare indietro qualcosa all’universo.
Sullo sfondo una Turchia bella da far piangere, con un sole che spacca le pietre, gente dagli occhi buoni e colori che vi faranno venire voglia di prenotare il vostro prossimo viaggio.

Kedi è il mio film da recuperare. 98% per Rotten Tomatoes.

 

Non ha invece bisogno di grandi presentazioni Three Billboards Outside Ebbing, Missouri di Martin McDonagh, uscito in Italia come Tre manifesti a Ebbing, Missouri.
Questo film non è solo un brutale pugno nello stomaco, non è solo un manifesto contro le ingiustizie peggiori che la vita possa riservarci ma anche una grandiosa prova per Frances McDormand che porta sullo schermo una donna forte, disperata e agguerrita. Bello vedere che una donna possa esser rappresentata in questo modo e, sorpresa!, risultare credibile giacché, già, tutti conosciamo donne così e sono reali e sono vere. Prova magnifica anche per Woody Harrelson e Sam Rockwell che il 4 Marzo si contenderanno il premio come miglior attore non protagonista, premio che meritano in eugual modo. Per il personaggio di Woody tifi, solidarizzi e ti strappa più di una emozione, per Sam non provi che schifo e fastidio finché la trama non inizia a girare. Tre Manifesti è un film che ti ricorda che non esiste solo il bianco e nero e che le sfumature esistono sia nel bene che nel male.
Un capolavoro che non vi farà smettere di pensare e che vi consiglio di non perdere.

Three billboards outside Ebbing, Missuri è il mio film al cinema. 93% su Rotten Tomatoes.

 

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