Ottobre 2014 – La Scelta

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Melbourne By Night

Questa storia comincia con una serie di calci nel sedere, immaginati, percepiti e ricevuti in quella che era casa mia: l’Italia.

Un contratto a tempo indeterminato che diventa carta da cesso appena tornata dal viaggio di nozze.
Un concorso pubblico che hai praticamente vinto e che viene bloccato, ironia della sorte, a tempo indeterminato.
Una battaglia legale interminabile.
Problemi.
Soluzioni, toppe, giri su giri.
Ancora problemi.
Una laurea lasciata a marcire nel cassetto.
Una vita fatta di 60 ore di lavoro settimanale, il suo, di straordinari e di stanchezza.
Tantissime fregature.
Tre disgrazie una dietro all’altra: essere donna, avere 30 anni compiuti ed essere sposata.
Ritrovarsi per questi motivi tagliata fuori del mondo del lavoro, ripudiata e messa da parte.
Tanta frustrazione, la sensazione di avere sempre la testa sotto l’acqua e di non poter respirare se non per brevi momenti.
Una vita di devo, ben pochi voglio.
Tante ingiustizie.
Tanto tempo perso dietro al niente.

Ma anche una casa bellissima e nostra, un mutuo che ancora riesci a pagare ed un lavoro pubblico, il suo.
Anche la fortuna di abitare dietro ai nonni, a due passi da dove vi siete iniziati ad amare, a dove siete entrambi cresciuti.
Dove ti eri sempre immaginata.
La bellezza di veder giocare i nipotini e di trascorrere le serate in famiglia, di poter contare sugli amici di sempre per due chiacchiere davanti ad un caffè.
L’abitudine di poter essere chi sei, coccolata nel tuo mondo personale fatto di visi noti, luoghi cari e affetti.
Di marche di prodotti e supermercati sotto casa, di cassiere antipatiche, sushi e pizza al taglio.
Di assistenza sanitaria.
La meravigliosa consapevolezza di essere padrona della tua lingua, delle regole del tuo paese.
Sicura e autonoma.

Due facce della stessa vita.

Metti la tua storia su una bilancia e la razionalità ha un peso, sbilancia i tuoi desideri e rende vane le tue ambizioni.
Finché un giorno non ce la fai più e ti ritrovi contro tutti e tutto ad urlare che sarai tu il cambiamento che vuoi vedere nella tua vita.
Non vuoi sprecare altro tempo, non ne hai.
Accanto a te, accanto a me, hai la fortuna di avere un uomo speciale, ricco di spirito, amore e di intelletto.
Può bastare per buttarsi nel vuoto, stretti.

Questa storia la voglio raccontare dalla fine, da dove sono ora.

Il 2 Luglio 2014 siamo atterrati dall’altra parte del mondo.
Ad accoglierci una notte fredda, luci brillanti e silenzio.
Pensieri, tanti.

Sono passati 3 mesi ed io sono qui che scrivo dal mio micro-appartamento in Flinders Street, il cuore di Melbourne, Australia.
Mio marito dorme perché sono quasi le due di notte, mentre io scrivo dalla micro-scrivania e vorrei mostrarvi la nostra casa, una stanza con letto double, micro-armadio, micro-tavolo e micro-cucina.
In questo idillio il forno non e’ previsto così come manca la lucetta nel minuscolo frigorifero sotto-top.
Nel bagno, manco a dirlo, non c’e’ ombra di bidet.

Potrebbe sembrare un incubo se dovessimo pensare alle comodità materiali che abbiamo lasciato alle nostre spalle.
Non lo e’!

Vorrei urlarlo.
Viviamo a Melbourne!
Noi, proprio noi, stiamo vivendo questa avventura dopo averla progettata per un anno intero.
Dopo tanto tempo ci sentiamo vivi, felici di aver scelto questa strada e di averlo fatto solo per noi, solo per stare bene.
Sperando e credendo, per la prima volta, in un futuro diverso.
Tutto da scrivere, tutto nostro.

Spaventoso, incerto ma aperto ad ogni tipo di finale, ad ogni possibile percorso.

Aver scelto.
Di vivere a Melbourne, eletta come Miglior Citta’ al Mondo per il quarto anno consecutivo!
Dove le strade sono pulite, dritte e senza una buca ed i mezzi pubblici incredibilmente precisi e puntuali.
Melbourne, dove la gente sorride perché essere piacevoli che cosa costa?
Nella notte si accendono le luci che incorniciano ed esaltano il luogo in cui hai deciso di tentare l’improbabile.
Si’, ok, la frutta costa quando un bracciale da Tiffany ma dopotutto non hai sempre sognato di andare avanti a ramen e tower sushi?
Non ho piu’ dovuto fare una fila alla posta ne’ alla banca, ma soprattutto ho visto integrazione, tolleranza e rispetto.

Mi sono sentita una donna civile in un paese civile.

E’ settembre mentre scrivo, sono passati solo 3 mesi dal nostro arrivo e dopo meno di 30 giorni stavamo entrambi lavorando.
Abbiamo dovuto ricominciare da capo, non siamo cittadini ma ospiti.
Non e’ facile.
Non e’ niente scontato.
Stiamo re-imparando a parlare, a conoscere le strade, a distinguere i sapori.
Siamo così soli, così lontani da tutto.
Le nostre gambe tremano, il respiro ogni tanto si ferma, la testa non riesce a mettere in ordine la gran confusione.
Non sappiamo ancora cosa ci riserverà il futuro.
Sappiamo solo che ne sta valendo la pena.

Cosa fare allo scadere del visto?
Rimarremo qui, andremo in Canada o torneremo in Europa?

Abbiamo intenzione di scrivere la nostra vita con i nostri colori, questa volta, facendo in modo che ci calzi a pennello.

Pensavamo che il difficile fosse decidere di andar via.
Non e’ così.

E questo e’ il bello.
Serena, Melbourne

 

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