Perché visitare la Cambogia?

Perché visitare la Cambogia?

Perché visitare la Cambogia, benedizione monaco cambogia, monaci cambogia, bracciale cambogia, preghiere cambogia, buddismo cambogia, buddismo
Durante una benedizione a base di acqua, preghiere e fiori

Quando il nostro viaggio nel sud est asiatico era ancora solo un sogno, abbiamo iniziato a sentire i pareri di chi già aveva affrontato quelle tappe e tutti erano concordi nel dire che la Cambogia fosse una meta particolare. A digiuno di storia e senza una particolare conoscenza dei fatti accaduti in quella terra così lontana, i motivi li avrei capiti solo lì e forse così sarà anche per voi.

Siamo arrivati in Cambogia (visto necessario, acquistabile anche questo online al prezzo di 36 dollari americani) dalla Thailandia con un volo Asia Airline e subito questo paese ci è entrato nel cuore, come una freccia ma senza fare male, ci ha infilzati nel petto per rimanerci dentro e cambiarci un poco. In un modo bello. La storia recente della Cambogia è stata invece una coltellata di puro dolore.

Perché visitare la Cambogia, Angkor Wat il tempio, tempio indiana jones, Angkor Thom vedere, Angkor Thom, Angkor Thom elefanti, angkor wat indiana jones, angkor wat
Angkor Wat Temple e tutte quelle scale salite

Cosa vedere a Siem Reap, Cambogia? I templi più famosi.

Il primo impatto con Siem Reap è stato umanamente meraviglioso ma arrivando dall’aeroporto, la città ci è sembrata un enorme parco gioco per i turisti, con hotel mega galattici alla Sharm el-Sheikh. La mattina dopo ci saremmo ricreduti perché la prima visita è stata quella all’Angkor Wat Temple, il tempio famoso per essere stato rappresentato nel film di Indiana Jones ed esempio di una bellezza che toglie il fiato. Il nostro driver (consigliatissimo e anche se non potevamo saperlo, dai prezzi assolutamente concorrenziali) era un uomo meraviglioso, gentile e con gli occhi buoni che avevamo incontrato la prima notte, dormendo da V&A Villa dove per 26 euro in due per tre notti avremmo avuto colazione e pick-up dall’aeroporto compresi. Una struttura gestita da una famiglia gentile e attenta, prendetela in considerazione per alloggiare a Siem Reap (recensione onesta qui).

Per visitare il complesso archeologico di Angkor (la capitale dell’impero Khmer), bisogna mettere in conto il costo del biglietto per almeno un giorno (37 dollari americani) ma vi assicuro che la spesa merita ogni centesimo. Il pass consente di visitare diversi siti archeologici e di interesse e parte di questo denaro viene investito per il benessere dei locali. Senza non potrete entrare nel tempio principale né visitare quelli minori ma soprattutto renderete l’esperienza monca, priva di qualcosa di unico. Lungo la strada preparatevi a fotografare le scimmie, che troverete un po’ ovunque a Siem Reap e se il caldo dovesse sorprendervi, e lo farà, avrete l’imbarazzo della scelta per un drink proprio attorno al tempio e avrete anche l’occasione di vedere da vicino i cambogiani lavorare nei vari stand con accanto i bambini che giocano. Per una vista pazzesca, fate tutte le scale e salite tutte le cime di Angkor Wat.

Sia che siate con il driver, sia che stiate guidando voi, con il biglietto giornaliero vi consiglio di approfittarne per vedere tutti i templi e le zone archeologiche che sono comprese nel prezzo. A me è piaciuto molto Angkor Thom, che abbiamo visitato quasi da soli grazie alla carenza di turisti dovuta alla stagione monsonica. Neanche a dirlo, preparatevi per le scale. Menzione merita anche il più grande puzzle al mondo, Baphuon Temple, ed una volta lì scoprirete il motivo di questa particolare nomea. Larghi mattoni numerati sono disposti nel mezzo della jungla, con la speranza di ricreare un giorno, pezzo per pezzo, parte delle facciate crollate. Ogni mattone un dettaglio, il racconto di ciò che fu e parte di quello che andò distrutto per mano dei Khmer Rossi.

Siate pronti a lasciarvi andare agli incontri inaspettati, potrebbero essere animali selvatici, monaci pronti a benedirvi in cambio di una offerta (una esperienza bagnata!) o gruppi che sensibilizzano sul tema delle mine antiuomo. Chiedetevi anche, chi le avrà messe qui? In un paese neutrale?

Cosa vedere a Siem Reap, Cambogia? I night market ed i mercati all’aperto

Il mercato Siem Reap night Market merita una menzione positiva perche’ pur essendo turistico è anche pieno di cose interessanti ed è anche il luogo perfetto per farvi un massaggioo cambogiano che vi assicuro essere meno violento di quello thailandese spezza ossa. Che in Cambogia hanno cuore, appunto. Finche’ non vi fanno la ceretta.

Per mangiare, se siete vegetariani o vegani, a Siem Reap vi consiglierei Madame Butterfly, un ottimo ristorante con specialità Khmer. Prezzi superiori alla media ma piatti eccezionali, 18.50 dollari americani a persona per due pasti vegetariani che ricorderete.

Cosa vedere a Siem Reap, Cambogia? I musei

Un grande rimorso di questa meta? Non aver avuto il tempo di poter andare al Museo delle Mine Anti-Uomo. Un luogo che serve perché in pochi sanno cosa è stato fatto a questa terra ed io per prima l’ho ignorato per troppo tempo. Altro rimpianto non aver visitato l’Angkor Butterfly Centre, dove le farfalle la fanno da padrona. In compenso siamo sopravvissuti ai tuk-tuk locali che sono forse i più instabili incontrati durante il viaggio nel sud est asiatico.

scimmie in cambogia, scimmie asia, scimmie asiatiche, scimmie siem reap, scimmie angkor wat, scimmia cambogia, scimmia asia
Scimmie golose ad Angkor Wat. Nella foto con un bel mango!

Phnom Penh, la capitale della Cambogia

Phnom Penh è stato amore ed è forse il luogo che più mi ha consentito di riflettere su come l’occidente sia all’oscuro – quando non ne è parte attiva – di troppe mattanze ed ingiustizie che accadono nel mondo. Per noi è stata l’occasione per capire meglio una storia che ignoravamo, quella del genocidio cambogiano avvenuto per mano di Pol Pot (vero nome Saloth Sar), il dittatore fanatico comunista che non fu mai punito. Per mano sua persero la vita, in modi orribili, 1.500.000 milioni di cambogiani ma i numeri potrebbero raggiungere tranquillamente i 3 milioni di morti. Pol Pot annientò la cultura del suo popolo: spaventato dall’intelligenza dei suoi cittadini mandò a morte tutti coloro con una laurea, i dottori, gli uomini di scienza, i bilingue e persino chi aveva le mani troppo curate o gli occhiali. Le generazioni successive dovettero ricominciare da capo, incapaci a quel punto di – per esempio – parlare inglese o francese come facevano invece prima della dittatura.

In generale, di Phnom Penh ho amato tutto e per dormire consiglierei The Artist Residence per la posizione perfettamente strategica, penso che non ve ne pentirete.  

Cosa vedere a Phnom Penh? S21 il museo del genocidio cambogiano ed i Killing Fields

Di cuore, di pancia e di testa non posso che dirvi che dovrete – dovete! – visitare S21, il museo dedicato al genocidio cambogiano. L’edificio era nato come scuola ma ha visto passare e torturare 20.000 persone. Si salvarono solo quattro bambini e la storia di uno di questi, Norng Chan Phal, la raccontai su Facebook, dopo aver letto il suo libro, prelevandolo proprio dalle sue mani gentili. S21 è un incubo che scende sulla terra, mura e pavimenti che ancora trattengono le grida e mostrano il sangue dei condannati a morte. Innocenti che abbiamo lasciato trucidare senza neanche il bisogno di una giustificazione, nel disinteresse di tutto il mondo. Sul posto noi abbiamo avuto la fortuna (o sfortuna) di avere come guida una persona che sopravvisse a quel genocidio perdendo tutto, ad iniziare da sua sorella e da suo padre. E se ci pensate così è stato per qualsiasi cambogiano con più di 40 anni che incontrerete durante il vostro soggiorno perché il genocidio infatti ebbe luogo tra il 1975 e il 1979. Praticamente ieri. Il genocidio dei cambogiani fu supportato da Cina e America ma l’Europa non fece meglio.

Un altro terribile ma necessario pezzo di Cambogia sono i Killing fields, lì vi mostreranno dove i prigionieri venivano portati ed uccisi. Vi racconteranno della metodologia riservata a bambini e neonati e di come le guardie godessero nel far soffrire le madri, strappandone i figli dalle braccia per finirli di fronte a loro. Il terreno sputa ancora oggi denti, ossa e vestiti lacerati e nella parte finale del museo vedrete una piccola parte dei teschi ritrovati e vi sentirete sommergere dal dolore. Servirà ad evitare che succeda di nuovo? Purtroppo no perché cose simili continuano ad accadere, ancora oggi nel disinteresse dell’occidente. Nel prezzo del biglietto per i Killing Fields abbiamo avuto compresa l’audio guida ma vi consiglierei di averne una umana, farà la differenza se riuscirete a trovare la forza di ascoltare.

Cosa vedere a Phnom Penh, capitale della Cambogia? Templi e Mercati

Phnom Penh Night Market, il mercato notturno, è da visitare e certamente a terra, tra i banchetti di cibo buono, vedrete i soliti topi e scarafaggi ma secondo me a questo punto del viaggio non ci farete neanche più caso. Per noi uno dei ristoranti raccomandati è David’s noodles and dumplings. Pulito e genuino, come il nome suggerisce vedrete fare i noodles da zero e potrete acquistare una birra fresca per 50 centesimi di dollaro americano. Sempre con la possibilità di avere il wi-fi e godervi i ventilatori del soffitto!

Il mercato centrale diurno di Phom Phen è splendido ma, come in diverse parti dell’Asia, vedrete tanti animali venduti vivi e dovrete farci i conti. Da lì potrete raggiungere svariati templi che saranno tutti segnalati in abbondanza sulle vostre guide e per questo non mi dilungherò. All’interno dei templi noterete l’onestà cambogiana, con le offerte lasciate sui piattini senza che nessuno le tocchi.

Come tempio vi consiglierei il Golden Temple, il tempio dorato. Un pochino fuori mano ma assolutamente bellissimo e con all’interno statue dagli effetti psichedelici, con aureole scintillanti e roteanti.

Cosa vedere a Phnom Penh, capitale della Cambogia? Il fiume Mekong, il casinò Nagaworld e l’escursione all’Isola della Seta

Il fiume Mekong è splendido al tramonto e pieno di localini e baracchini con il cibo locale, in più potrete rilassarvi anche solo sedendovi sulle numerose panchine (la sera arriveranno anche gli scarafaggi, che romantici!). A Phnom Penh, se avete piacere di vivere una esperienza diversa potete fare un salto al casinò Nagaworld per una cena a buffet (molto buona). Noi abbiamo deciso di andarci in memoria dei tempi passati a Las Vegas e Melbourne, quando mangiare a buffet nei casinò voleva dire essere gggiovani!

L’isola della seta è una escursione consigliata ed è anche l’occasione perfetta per fare due passi sulla riva del fiume Mekong. Prendendo il largo con la barca vi imbatterete nel villaggio dei pescatori che vivono su imbarcazioni dipinte di blu che vi ricorderanno quelle di Malta. Il villaggio è formato perlopiù da cambogiani di fede musulmana e solitamente ogni barchetta ha l’elettricità grazie ai pannelli solari.

Sull’isola della seta scoprirete che le pagode vengono usate dai senzatetto come riparo e che qui verranno accolti. Pochi passi e vi imbatterete nella Scuola Internazionale che è stata costruita con le donazioni dei turisti internazionali. Non hanno purtroppo una High School sull’isola, non ancora.

Le case sull’isola della seta sono spesso a palafitta per proteggersi dagli animali selvatici e come in tutta la Cambogia vedrete galli da combattimento tenuti dentro a delle ceste, mucche magrissime, bufali d’acqua (water buffalo), cani scodinzolosi e gechi enormi. Come mostly vegan per me l’Asia è stata una esperienza complicata ma credo che ognuno debba poter ragionare con quello che ha e persino gli allevamenti di bachi da seta mi sono sembrati necessari per il mantenimento delle famiglie del luogo. La base del loro sostentamento.

La gita all’isola della seta ci è costata 30 dollari a testa ed ha coinvolto 2 drivers, il capitano della barchetta con due mozzi e la nostra guida dall’inglese perfetto. Io straconsiglio il tour Memorable Cambodia Cruise organizzato da studenti cambogiani che cercano di mantenersi agli studi. Come ci ha detto la nostra guida, altrimenti solo i ricchi avranno quella possibilità e per i poveri non ci sarà scampo. Con l’escursione avrete anche birre, frutta e soft drink illimitati.

Cose da evitare in Cambogia?

Bottiglie con serpenti e altri animali sotto alcol, coccodrilli impagliati e come sempre, il turismo sessuale. Neanche a dirlo, anche quello con i minori. Ma soprattutto aprite bene le orecchie ed evitate di giudicare con i vostri occhi occidentali, vittime dell’etnocentrismo piu’ inutile.

Perché visitare la Cambogia, Angkor Wat il tempio, tempio indiana jones, Angkor Thom vedere, Angkor Thom, Angkor Thom elefanti, angkor wat indiana jones, angkor wat
Primo giorno in Cambogia

Consigli, pareri e curiosità sulla Cambogia

Ragionate in base al vostro budget, io non ho fatto mistero di quanto speso (non molto) perché era giusto così e non ci è mancato nulla ma davvero questo viaggio potrebbe andare bene per tutte le tasche. Mettete in borsa una buona guida, la presa universale e leggete tutti i consigli del post sull’organizzare un viaggio nel sud est asiatico.

Godetevi il cibo, assaggiate il curry ed i piatti tipici e siate grati, grati di tutto quello che avete in mano e delle possibilità che vi sono state concesse.

Se avete i dollari americani portateli, sono largamente accettati e spesso preferiti al riel cambogiano, la moneta locale. Attenzione a non distrarvi troppo con il cellulare in mano, più di un locale ci ha detto che è prassi rubarli e dentro ai tuk tuk ci hanno chiuso la tenda ogni volta che qualcuno si stata avvicinando troppo. Secondo me è una regola che vale ovunque e non ho percepito particolari pericoli ma ho vissuto la Cambogia solo da turista e lascio la parola ai locali.

L’abbonamento ad internet potrete farlo appena atterrati in Cambogia. Noi per 33giga e 7 giorni di connessione abbiamo pagato 3 dollari americani con Metfone (il loro negozio rimane aperto in aeroporto dalle 8am alle 10:30 pm). La SIM ha avuto ricezione ovunque tranne che da qualche parte nella jungla di Siem Reap.

A livello di curiosità sulla Cambogia vi segnalo che:

– i gatti hanno la coda mozza e non perché siano vittime di una qualche violenza: nascono proprio con la coda mozzata.
– forse come noi avrete bisogno dell’Imodium ed una volta in farmacia scoprirete che vendono Cialis e Viagra come fossero mentine.
– grazie ad un tizio americano che si fa chiamare Dr Oz, la Garcinia cambogiana (una sorta di droga) è diventata famosa come cura dimagrante.
– nelle piazze e con il bel tempo troverete i cambogiani a ballare, soprattutto nel centro di Phnom Penh. Non siate timidi e unitevi a loro!
– durante determinati periodi li vedrete bruciare delle banconote di fronte a negozi e case. E anche cellulari e altri oggetti (macchine, rossetti, vasche da bagno… la qualsiasi!) che, avvicinandovi, scoprirete essere repliche in carta degli stessi. Un modo per offrire onore e rispetto ai morti dei cambogiani.

Gatti, gatti cambogiani, gatti cambogia, coda mozza gatto, gatto coda mozzata, gatti cambogia coda, coda mozza cambogia, coda mozzata cambogia
Codine mozze per i gatti nati in quel di Cambogia

Perché visitare la Cambogia?

Dalla Cambogia tornerete diversi e forse, odioso e banale da scrivere ma vero, anche migliori. È un paese buono che ti cambia, vi piaceranno le persone, il cibo e rimarrete a bocca aperta in più di una occasione. Il vostro turismo aiuterà una popolazione valorosa che ha subito ogni tipo di ingiustizia e ancora è pronta ad accogliere l’altro.

Se vuoi saperne di più sul mio viaggio in Cambogia puoi seguire le storie in evidenza su Instagram, dal nostro nostro arrivo a Siem Reap alle avventure vissute a Phnom Penh.

Se stai organizzando un viaggio nel sud est asiatico ricordati del post generale dove ho parlato dei vaccini necessari, degli abbonamenti telefonici per internet a basso prezzo, degli Uber locali (Grab) e delle malattie. Fino ad ora ho già raccontato l’Asia tramite i miei post su Giappone, Myanar e Thailandia ma per informazioni e consigli sai dove trovarmi!

Buon viaggio e salutami la Cambogia!

Come organizzare un viaggio nel sud est asiatico: itinerario, dritte e info utili

Come organizzare un viaggio nel sud est asiatico: itinerario, dritte e info utili

viaggio nel sud est asiatico, sud est asia, sud est asiatico, viaggiare in myanmar, viaggiare in thailandia, andare in cambogia, viaggio ad hong kong, viaggiare in vietnam

32 giorni, 580.000 passi, 390 kilometri a piedi, 9 città, 12 aerei ed una manciata di pullman. Questo è stato il nostro viaggio nel Sud Est Asiatico quando, freschi di laurea e con il lavoro ad aspettarci a Edimburgo, questa estate abbiamo potuto realizzare un sogno e passare un intero mese tra Myanmar (Yangon), Thailandia (Chiang Mai e Bangkok), Cambogia (Angkor Wat, Phomn Penh), Vietnam (Ho Chi Minh, Hoi An e Hanoi) e Hong Kong.

L’Asia ha da sempre un fascino incredibile su di noi ma più il viaggio si avvicinava e più ci rendevamo conto di avere anche tante paure e altrettanti pregiudizi.

In un viaggio nel Sud Est Asiatico devi mettere in conto diverse cose, dalle intossicazioni alimentari alla dengue, da qualche fregatura a qualche truffa e poi i pericoli seri e quelli atmosferici, monsoni compresi. Se poi deciderai di chiedere all’internet: apriti cielo, leggerai ogni tipo di avventura andata storta e ti chiederai se sarai in grado di farcela.

Non per nulla, durante il viaggio diverse persone mi hanno scritto per dire che avevo coraggio. Coraggio per gli scarafaggi giganti, per i topi, per la mancanza di igiene, per l’odore sempre così forte e via dicendo.

È successo però che a quel punto lì le mie paure erano a zero, ero in viaggio e stavo vivendo il mio percorso. Una volta che sei lì la percezione cambia e, a meno di imprevisti, ti accorgi che erano solo paure e che l’intera esperienza valeva le preoccupazioni del pre-partenza, quelle di chi ignora e non conosce.

Un viaggio così te lo devi godere. In silenzio, a volte in punta di piedi come quando entri nel privato di qualcuno e senza mai scordarti del tuo privilegio e delle tue possibilità.

Nel Sud Est Asiatico ho lasciato un pezzo di cuore, un pezzo grosso che non sapevo neanche di poter sentir battere così forte. Ho pianto, come una bambina, in Cambogia, sono stata smentita dai miei pregiudizi in Thailandia e sussultato in Vietnam, ho aperto gli occhi in Myanmar e compreso fino all’ultima delle mie fortune che ormai ero ad Hong Kong, nel pieno del periodo delle manifestazioni contro la polizia. 

Non c’è nulla che non rifarei ed ora vi racconto come si organizza un viaggio nel sud est asiatico senza l’aiuto di nessun tour operator e di nessuna agenzia ma limitandomi a ciò che ho vissuto in prima persona: non parlerò di paesi che non ho visitato questa volta se non per un piccolo accenno a Bali, meta di passate vacanze.

Per ogni altra informazione, scrivete una mail o ci vediamo su Instagram o Facebook.

Quanti soldi servono per un viaggio nel sud est asiatico?

Direi che questa domanda sia molta personale ma su Instagram ho cercato di dire ogni volta il costo di quello che compravo o facevo. Puoi vedere negli archivi le mie storie su Myanmar, Thailandia, Cambogia, Vietnam ed Hong Kong, per farti una idea.

In linea generale, e tolto il volo, un viaggio così può costare veramente poco ma è anche possibile viaggiare comodamente con un piccolo prezzo o esagerare, in base alle tue tasche e quanto vuoi e puoi permetterti. Per i pernottamenti potreste pagare anche solo un dollaro al giorno (già, davvero) e per mangiare tra i 5 ed i 10. Ma dipende da te, da quello che vuoi fare.

Molte attività hanno prezzi per turisti e quindi, in quel caso, meno di 50 euro difficilmente li spenderai e per visitare determinate attrazioni verrai anche tassato. Ti chiederanno qualche moneta per entrare nei templi, se sei straniero e per visitare mete turistiche come Angkor Wat (Siem Rep, Cambogia) ti chiederanno 37 dollari per un giorno e 62 per 3. Parte di quelle cifre finiscono in beneficienza (2 dollari per il biglietto giornaliero).  In Thailandia invece verrai tassato, indipendentemente dall’ammontare richiesto, 200 bath (circa 6 euro o 7 dollari) ogni volta che prelevi i soldi, per volere di una legge del Re che la sa lunga su come trattare i turisti.

Per il volo di 16 ore, noi abbiamo viaggiato con Emirates ed il costo è stato di 1400 sterline per due persone e con scalo a Dubai. Ma come sapete, con i voli dipende dal periodo e da quanto prima puoi prenotarli, fatti un giro su SkyScanner.

Quanti giorni dedicare ad un viaggio in questa parte dell’Asia?

Online leggi storie di persone che questo viaggio lo percorrono in mesi ma devo ammettere che a noi trentadue giorni sono bastati per non avere rimpianti. Ci sarebbe stata la possibilità di passare per la Malesia, per Laos o di scendere fino a Singapore ma sinceramente abbiamo apprezzato ogni scelta fatta ed ogni città attraversata.

Il solo volo prende un giorno pieno di viaggio e questo va considerato quando si organizza un viaggio simile, pertanto consiglio almeno 2 settimane per avere abbastanza il tempo per riprendersi dal jetlag e girare le città che avete selezionato senza correre.

Un possibile Itinerario nel Sud Est Asiatico: Myanmar, Thailandia, Cambogia, Vietnam e Hong Kong

Nella mappa potete vedere il nostro itinerario e farvi una idea ma la decisione non è stata affatto facile o scontata, abbiamo dovuto informarci molto per capire cosa ci piacesse e cosa ci convenisse, anche.  Quello che vi suggerirei è di chiedere: chiedere a chi c’è stato e studiare prima della partenza, guardando video e documentari per capire cosa vi interessa davvero e cosa siete disposti a fare per arrivare fin lì (non solo treni scomodi e assenza di bagni come li intendete voi ma anche zone malariche o a rischio di encefalite giapponese e via dicendo).

viaggio nel sud est asiatico, sud est asia, sud est asiatico, viaggiare in myanmar, viaggiare in thailandia, andare in cambogia, viaggio ad hong kong, viaggiare in vietnam
Il nostro itinerario di 32 giorni nel sud est asiatico: Myanmar, Thailandia, Cambogia, Vietname e Hong Kong.

Serve il visto per Birmania, Thailandia, Vietnam, Cambogia e Hong Kong?

Prima della partenza è sempre bene verificare la situazione su Viaggiare Sicuri che è un servizio della Farnesina ma prima di entrare nel vivo del discorso voglio dirvi di non pagare agenzie per svolgere per voi queste pratiche. Se mettete da parte il visto per la Cina (lungo e complesso), gli altri sono facilissimi da ottenere. Vediamo come:

Il visto per il Myanmar potete acquistarlo online al costo di 50 dollari e viene rilasciato solitamente entro 3 giorni. Facile e veloce.

Appena meno costoso è il visto per la Cambogia, acquistabile anche questo online al prezzo di 36 dollari.

Per visitare la Thailandia non è necessario nessun visto per i cittadini Italiani: vi applicheranno solo un timbro all’aeroporto o al confine. A partire dall’entrata avrete 30 giorni da spendere all’interno del paese, se vorrete restare di più dovrete parlarne prima con l’Ambasciata e attenti: rischiate la prigione se senza autorizzazione.

Sono esentati dal richiedere il visto anche coloro che visitano per meno di 15 giorni il Vietnam mentre rimane obbligatorio per durate superiori.

Contrariamente alla Cina, Hong Kong non richiede alcun visto agli Italiani che intendono visitare la regione speciale fino ad un massimo di 90 giorni. Anche qui, in aeroporto metteranno un timbro sul passaporto e vi daranno una scheda identificativa da corservare. A noi, personalmente, non l’hanno chiesta indietro.

Questo post non parla dell’Indonesia ma essendoci stata, posso dirvi che anche lì non vi chiederanno alcun visto e potrete stare a Bali, per esempio, fino a 30 giorni dal vostro arrivo.

In linea di massima, non scordate di avere sempre una validità di almeno 6 mesi sul vostro passaporto o le cose potranno complicarsi e l’entrata esservi negata.

Dove dormire in Birmania, Thailandia, Vietnam, Cambogia e Hong Kong?

La scelta più veloce di solito è Booking ma se vorrete provare Agoda, il corrispettivo asiatico, non sarete davvero delusi. Le accommodations sono le stesse (e molte di più) ed i prezzi solitamente un pelo più bassi. In molti casi non dovrete neanche lasciare un deposito e di conseguenza non vi servirà la carta di credito.

Figo, no?

Come viaggiare tra un paese e l’altro nel sud est asiatico? Aereo, treni o bus?

La nostra idea iniziale sarebbe stata di muoverci solo con bus e treni locali ma avendo solo un mese e volendo ottimizzare i tempi, abbiamo scelto di utilizzare massivamente gli spostamenti aerei. Alla fine del nostro viaggio ne avevamo presi 12. Se sceglierete questo mezzo, tenete conto che spesso la durata indicata non è quella reale, in molti casi il nostro volo è durato meno della metà di quanto dichiarato.

Inoltre, i voli interni e tra i vari paesi cambiano spessissimo orario. Anche 2 o 3 volte, controllate quindi le vostre emails prima della partenza.

Per passare il confine tra la Cambogia ed il Vietnam abbiamo utilizzato un bus che si è rivelato una buona scelta ma ci sono da considerare diverse cose oltre al tempo impiegato ed una di queste è che una volta sul mezzo c’è il rischio che nessuno parli inglese. Inoltre, al confine perderete il Wi-Fi (sì, avete prenotato un bus con il WI-FI ma questo, scoprirete, non conta) e quindi anche tutti i vostri riferimenti. Il passaggio alla dogana è un esercizio di fiducia perché i vostri passaporti saranno ritirati dal driver o da una terza persona che non saprà dirvi una parola di inglese ma una volta al confine e dopo un salire e scendere dal bus (due volte) per essere accolti da militari e – se siete fortunati – scarafaggi giganti, dovrebbe essere filato tutto liscio: avrete il vostro visto.

Esiste Uber in Vietnam, Myanmar, Thailandia e Cambogia?

Uber, o meglio il suo corrispettivo Grab, esiste e va alla grande. Non sempre è legale, per esempio all’aereoporto di Bangkok era vietato con tanto di cartelli ma non per strada. O almeno, era pieno di drivers.

L’applicazione di Grab funziona benissimo ed esattamente come Uber, ti consente di sapere in anticipo il costo – davvero piccolo – del viaggio. Malgrado l’aiuto della tecnologia, qualche volta il tuo driver non saprà leggere la mappa e ci vorrà un poco di pazienza.

In realtà questa App è davvero molto bella perché permette di lavorare con i turisti anche coloro che non parlano una parola di inglese e sono tanti.

Diversi tassisti ci hanno, a malincuore, mandati via perché non sapevano leggere il nostro alfabeto e non riconoscevano quindi l’indirizzo dell’hotel. Con Grab questi problemi non ci sono.

A seconda del paese nel quale sei, potrai prenotare una macchina ma anche una moto dopo puoi salire anche in 3 (compreso il guidatore) o un delizioso tuk tuk. Su quest’ultimo ci sono salita in qualche occasione ma sempre pensando di morire mentre sfrecciavano nel traffico senza nulla a dividere tra me e l’asfalto ma… son cose da provare!

Come sono i bagni in Thailandia, Myanmar, Vietnam e Cambogia?

Vi farà sorridere ma questa è una delle domande più ricorrenti nei vari forum ed è anche comprensibile. Io posso dire che ne vedrete delle belle ma che questo mio consiglio vi salverà: portatevi sempre dietro un rotolo di carta igienica.

Nella maggioranza dei casi, troverete infatti il doccino, strumento intelligente molto amato dai locals che sicuramente potrà fare anche al caso dei turisti. Solo che schizza ovunque e non per niente calpesterete molti bagni con i pavimenti belli bagnati e… in quelli dei templi mi è capitato di doverci entrare scalza.

Nelle zone turistiche qualche volta troverete della carta igienica a disposizione o acquistabile ma sarà abbastanza raro. Portate un rotolo con voi e non ve ne pentirete.

A quel punto però seguite bene le istruzioni che trovatesulle porte dei bagni: in diversi casi le tubature non reggerebbero la carta, che andrà quindi gettata nei secchi. Paese che vai, regole che trovi.

In quasi tutti i paesi che ho citato, l’odore delle fognature era una costante per strada ma nulla batterà il Myanmar. Eppure, davvero, ci si abitua a tutto ed il gioco vale la candela.

I bagni del sud est asiatico, bagni in asia
Ualla, che bel bagno in Myanmar!
a piedi scalzi nei templi, scalzi in asia, scalzi nel sud est asiatico
Scalza nei templi. Scalza nei bagni dei templi. #sopravvissuta

Cosa evitare assolutamente nel sud est asiatico? Truffe, turismo sessuale e sfruttamento animale

Dal ragazzo che ha dato il suo cellulare ad un autista Grab per controllare un indirizzo e si è visto portar via lo stesso, incredulo, a quello che è stato aiutato da un locale con un perfetto inglese che lo ha accompagnato a fare un giro dei suoi amici venditori anziché al Palazzo Reale, le truffe sono all’ordine del giorno ed in diversi casi vi capiteranno situazioni un po’ al limite. Ci sarà la persona dalla quale vorrai comprare un dolcetto ma che continuerà a riempire la busta fingendo di non parlare più inglese o quello che applicherà una maxi tassa sul tuo acquisto. Sta a te decidere come prendere questi episodi, io ho deciso che non valeva la pena di prendermela ed in molti casi ho riflettuto sulla mia fortuna di turista occidentale. Vuol dire che i turisti vadano spennati? No, però io non me la sono presa.

Se siete su questa pagina mi auguro non siate tra i rappresentanti di quella atroce fetta di persone che ci rende il primo paese a fare turismo sessuale, perché chiaramente sareste tra i peggiori esempi della nostra Italia.

Evitate anche di aumentare il business legato alle donne giraffa, non vi è nulla di meraviglioso, solo essere umani che condannate a modificare il proprio corpo per le vostre foto.

Un altro aspetto assolutamente evitabile è lo sfruttamento animale: dite NO alle tigri sedate e picchiate per la vostra foto ricordo e NO allo sfruttamento di scimmie ed elefanti. Questo articolo non parla di Bali né dell’Indonesia ma nel dubbio, dite NO anche al caffè dei Luwak.

Dicendo sì, alimenterete sfruttamento e sofferenza.

tusismo sessuale in asia, turismo sessuale nel sud est asiatico, turismo sessuale in thailandia, turismo sessuale
Spettacoli per il turismo sessuale con esemplari maggiorenni (nel poster).

Malaria, Encefalite Giapponese, Colera e altre malattie che troverete tra Thailandia, Myanmar, Vietnam e Cambogia. E sì, anche ad Hong Kong!

Tra le numerose preoccupazioni che avevamo c’era il discorso delle malattie che potresti prenderti una volta nel sud est asiatico. Dopo diversi viaggi dal nostro GP (il centro medico: viviamo in Scozia e non in Italia), le nostre paure sono scese di parecchio ma abbiamo preso comunque delle precauzioni che troverai nel capitolo successivo e deciso, in alcuni casi, di vaccinarci.

Quali malattie ci preoccupavano all’idea di camminare tra Myanmar, Thailandia, Vietnam, Cambogia e ad Hong Kong?

La prima era la malaria, una malattia che uccide 435mila persone ogni anno, soprattutto negli angoli più remoti del mondo. Per ammalarsi di malaria basta una puntura lasciata sulla nostra pelle dalla zanzara sbagliata, quella vettore. Per questo è importante controllare le zone malariche prima della partenza. Nelle grandi città turistiche solitamente il livello sarà Low to no risk o Low risk. Che vuol dire? Che le statistiche di incidenza sono basse e che la decisione è vostra: io vi consiglierei di vaccinarvi se il vostro viaggio include mete più insolite e remote. Fatelo.

A questo proposito vi consiglio due siti quando si parla di malaria: Fit for Travel, dove vedrete la mappa con le varie zone colpite ed il nostro Viaggiare Sicuri. Nei due link che ho messo come esempio, trovate la mappa delle zone malariche in Myanmar e la scheda sulla Thailandia e la sua situazione sanitaria.

Un’altra brutta bestia è l’encefalite giapponese che uccide nel 30% dei casi e lascia conseguenze neurologiche in un altro 30%. Tra tutte, questa malattia ci faceva più paura. Persino nella bella Hong Kong poster governativi consigliavano la prevenzione e la vaccinazione sebbene abbiano solo tre brutti casi ogni anno.  Anche in questo caso, le statistiche erano dalla nostra parte e abbiamo deciso di non vaccinarci ma è stato un pensiero durante tutto il viaggio.

La dengue credo che sia la maledizione principale quando ci si reca nel sud est asiatico perché tanti viaggiatori se la prendono e ci sono 390 milioni di nuovi casi ogni anno, secondo la World Health Organisation. Insomma, della dengue avevamo paura ma di come prevenirla ne parleremo nel capitolo successivo.

Il colera, tra tutte le possibili sfighe, era la malattia che ci preoccupava meno. Nel 75% dei casi neanche ti accorgi di averla o hai solamente una leggera diarrea ed il vaccino comunque non previene al 100% questa tossinfezione.

Abbiamo avuto una leggera diarrea durante questo viaggio? Ma chiamiamola con il suo vero nome: abbiamo avuto una diarrea epocale che ci ha benedetti da Yangon (Myanmar) a metà soggiorno in Thailandia (con il suo apice a Chiang Mai). Cosa fare in questi casi e se l’enterogermina del pre-partenza ha fallito? Entrare nel primo 7/11 e chiedere l’imodium (immodium in inglese). E’ universale e… funziona! Inoltre, sarà argomento di conversazione una volta rientrati in Italia, che le pillole non le vendono in scatola e se chiedi due cartine ti guardano come tu fossi una pussy.   

Come difendersi da dengue, malaria ed encefalite giapponese e perché assicurarsi prima di un viaggio nel Sud Est Asiatico? E per il colera quali sono le precauzioni?

Con per la testa tutte queste orrende malattie, il nostro pensiero è stato subito: come possiamo prevenire tutto questo? La risposta sono dei repellenti da spruzzarsi addosso ma non un semplice anti-zanzara.

Una volta in Asia, troverete degli ottimi prodotti ma già prima della partenza vi consiglierei di acquistare uno spray o uno stick con un alto contenuto di DEET (+ contenuto uguale maggiore durata), il principio attivo che terrà lontane le zanzare da voi. Noi ci siamo trovati bene con questo al 50% di DEET ma tenete a mente che dovrete avere la pazienza di spruzzarlo più volte al giorno e specialmente di sera. Di nuovo, fatelo!

Con questo tipo di prodotti puzzerete di chimico per un po’ ma direi che ne vale proprio la pena. Un consiglio? Non spruzzatevelo addosso mentre siete in una stanza piccola o senza finestre come un bagno o vi verrà da tossire, soffocati, e di brutto. Leggete bene le etichette, non credo siano prodotti consigliati per le donne incinte.

Un altro prodotto che vi consiglierei è il Bio Kill, un insetticida ecologico che potete spruzzare sulla valigia e in camera, vicino a finestre e porte. Non macchia e tiene lontane le varie striscianti e volanti schifezze esotiche.  

Per proteggersi dal colera è invece importante pulirsi i denti con l’acqua in bottiglia E bere dall’acqua della bottiglia, specialmente in Birmania. In uno dei paesi visitati l’acqua veniva presentata come la più sicura di tutta l’Asia ma non vi scrivo qui il nome del posto perché non ho trovato evidenza online: preferite l’acqua in bottiglia a quella del rubinetto perché potrebbe essere non potabile o dannosa per il vostro stomaco.

Per prevenire il colera è bene evitare cibo riscaldato o prodotto in assenza di acqua pulita, frutti di mare e verdure che non sai bene dove siano state sciacquate o come.

Tutto molto giusto ma personalmente dopo una settimana non ne potevo più di tutte quelle accortezze e non ho detto no a niente, senza alcuna ripercussione. La maledizione del viaggiatore me l’ero già presa al primo giorno, dopotutto e malgrado le mille precauzioni.

Non mi dilungherò sull’assicurazione. Serve e va messa in contro prima di un viaggio così, come avere la lungimiranza di farsi portare in un ospedale anziché un altro se vi trovate al confine, come dicono le guide più importanti. Se ne avrete la possibilità, chiedete di raggiungere un ospedale internazionale e la vostra assicurazione salderà il conto. Senza di questa, potreste avere fatture da decine di migliaia di dollari, senza esagerare.

Come si mangia nel sud est asiatico?

La risposta potrebbe essere: come non si mangia! Nel senso che la cucina laggiù è certamente speziata ma anche certamente deliziosa.

Provare per credere!

Lasciatevi tentare dalla frutta del mercato (specie se non sbucciata e quindi senza rischi per il vostro pancino), ordinate dai banchetti e godetevi tutto: Siete in Asia e ci siete arrivati dopo averla tanto sognata!

Se avete nostalgia del red o del green curry, potete leggere le ricetta che ha condiviso con me una donna Thai.

frutta in asia, e' sicura la frutta in asia, frutta nel sud est asiatico, mercati nel sud est asiatico
I meravigliosi frutti che troverete nei mercati.
mercati di yangon
E quei mercati dove imparerete molto.

Come collegarsi ad internet nel sud est asiatico? Come funziona con il cellulare?

Se atterrerete con l’aereo, sarà proprio in aeroporto che avrete la risposta che state cercando: nei banchetti troverete del personale che vi proporrà abbonamenti convenienti per farvi navigare su internet e setterà per voi il telefono. Lasciateli fare, sanno quello che sanno e normalmente, parlano anche inglese.

Se avete un telefono dual-sim avrete fatto bingo, potrete tenere la vostra e aggiungere quella locale, senza aver bisogno di stare troppo attenti a ricordare dove avete messo la schedina Italiana.

In alcune zone, però, sarete senza internet come lo siamo stati noi tra le rovine dei templi di Siem Reap, per esempio: in quel caso è sempre bene scaricarsi prima le mappe di Google Maps, per non essere mai presi alla sprovvista laddove non avete punti di riferimento.

Come cambiare i soldi nel sud est asiatico? Quali valute sono accettate in Birmania, Vietnam, Cambogia, Thailandia e a Hong Kong?

Cambiare i soldi è molto semplice, vi direi di diffidare dai vari negozietti che potreste trovare in giro (la scrivente fu truffata a Bali, proprio al cambio) e di affidarvi agli ATM, i bancomat che troverete un po’ ovunque e quasi certamente accanto ai negozi 7/11.

A livello di convenienza, pensate bene a quanto prelevare perché le commissioni potrebbero essere altine, soprattutto in Thailandia dove ogni transazione di prelievo verrà tassata, come detto, di 6 euro per ordine del Re.

In linea di massima, noi abbiamo prelevato la valuta locale in ogni paese ma il dollaro americano è stato richiesto ed accettato sia in Birmania che Vietnam e Cambogia. Molto ma molto meno accettato in Thailandia. 

Come ripasso generale, in Myanmar la valuta è il Kyat birmano, in Thailandia il Baht thailandese, in Cambogia il Riel cambogiano, in Vietnam il Đồng e ad Hong Kong il Dollaro di Hong Kong.

Che prese portarsi tra Myanmar, Vietnam, Cambogia, Thailandia e Hong Kong?

In molti hotel è stato possibile utilizzare le nostre prese italiane sui plug del posto ed in un caso anche quella britannica ma ogni paese ha le sue regole.

Nelle foto vi metto cosa dovrete aspettarvi in Cambogia, Myanmar e Thailandia ma ricordatevi in linea di massima che in Myanmar troverete le prese D (ma anche C, F e G), in Cambogia, Vietnam e Thailandia le prese A (ma anche B e C) e ad Hong Kong le G (ma anche D e M).

Confusi? Prendetevi un adattatore universale.

C’ho messo di piu’ a fare questo viaggio o a scriverne? La seconda ma se siete arrivati fin qui probabilmente avrò risposto a molti dei vostri dubbi e questo mi fa piacere.

Per ogni altra informazione, scrivete una mail o ci vediamo su Instagram e Facebook.