I matti su internet e quello che forse non abbiamo ancora capito di haters e trolls

I matti su internet e quello che forse non abbiamo ancora capito di haters e trolls

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Brutta giornata anche oggi?

Di gente strana su internet ne ho incontrata così tanta che raramente mi ci freghi ancora, questo è il bello di avere 35 anni e di usare internet – non supervisionata – da quando ne avevi meno di 16.

Le cose le impari.

È paradossale per una che blogga ma io non parlo volentieri dei fatti miei, non amo i gruppi WhatsApp, non amo i gruppi su Facebook, non amo l’effetto pollaio. Sono iscritta a diversi gruppi, sono luoghi ottimi per informarsi ma non ho bisogno di mischiarmi a sconosciuti, di condividere con chi non conosco.

Se sto in una brutta situazione so con chi parlare: con chi mi conosce, con chi sa chi sono, come rido e come mi incazzo. Gli amici me li scelgo fuori dalla rete, tranne eccezioni bellissime, come in tutte le cose.

Con i blog è complicato, penso che capiti a tanti di seguire qualcuno e pensare “bellissima, questa persona è bellissima” e poi finire con il conoscerla meglio – per quanto ci si possa conoscere su internet – e sentir suonare un campanello, poi due.

E finire con il correre.

Sarà capitato a tanti leggendo me, finché scrivo posso essere meravigliosa ma i miei difetti li ho e prima o poi li vedi se mi segui. O no?

Al primo post che non ti piace puoi darmi un’altra chance ma al secondo?

Sono solo una che sta su internet, basta nulla per non seguirmi più. Questo se sei una persona equilibrata, altrimenti starai sulla pagina non appena pubblico qualcosa, sgomitando per trovare qualcosa che ti dia la conferma di quanto ti faccio schifo.

Non sono andata fuori tema perché dopotutto è dei matti di internet che voglio parlare.

Di quelli che vogliono interagire con te, che ti investono di parole (ora rabbiose, ora insane, ora aggressive, ora idiote, ora dolcissime, ora smielate) o ti osservano e basta, silenti, che si stupiscono se non stai al gioco e ti portano a rimuginare quando vorresti fare altro ed in alcuni casi ti tolgono il sonno quando neanche li conosci.

Stai pensando a loro!

A loro che non sai neanche che faccia abbiano.

È vero, tantissime persone di fronte ad un matto su internet dicono di farsi una bella risata e che non vale mai la pena di incavolarsi. Lo dico anche io, l’ho detto anche io ma oggi ho pensato che sarebbe meglio se fossi onesta.

I matti su internet mi spaventano.

E se esagerano me la prendo eccome.

Li posso bannare, li posso evitare, li posso dimenticare perché io davvero non me li vado a cercare ma garanzie non ne hai mai, quando condividi le tue cose online.

Internet come lo fermi?
Come ti proteggi?

Ho aspettato per scrivere di quanto capitatomi perché va bene che era una persona problematica ma non provo piacere se penso che qualcuno potrebbe riconoscersi in quanto dirò e per questo ho aspettato e preso delle precauzioni. Per quanto lo scrivi-e-smerda sia una moda terribilmente in voga tra i ben conosciuti disagiati dotati di un blog, quelli che quando li leggi o ti riconosci in quella frustrazione e li supporti tipo groupie lottando per battaglie non tue o sei normale, capisci l’andazzo e li eviti.

Bando alle ciance ed ecco la storia:

Mesi fa una persona mi commentava ogni post che scrivevo su quella corrente chiamata Body positivity, ogni post del quale io andavo davvero fiera perché voglio usare internet nel modo che credo giusto, approfittandone anche per ricordare cosa siano le donne: esseri umani senzienti e con un enorme potenziale e non pezzi di carne da giudicare come mercanzia.

Di questo commentatore non sapevo nulla, non sapevo chi fosse nè come fosse arrivato a me, ma iniziavo ad aver paura perché seguiva sia blog che fumetto e spuntava fuori solo quando parlavo di quel certo argomento, scrivendo il suo pensiero – sempre uguale – ogni 10 minuti.

Lo stesso commento ma con parole qui e lì diverse. Segno che ogni volta si era preso la briga di riscrivere, non era un semplice copia e incolla.

Dapprima intavolai una discussione ma lui, sebbene non esattamente maleducato, sembrava un muro di gomma, semplicemente spiacevole ed ottuso ai miei occhi. Ingoiai la sua opinione perché è un paese libero e non è ne’ il primo ne’ l’ultimo a pensare certe cose ma poi capitò di nuovo e si permise di attaccare una blogger che stavo ospitando.

Provai una estrema vergogna all’idea che quella blogger potesse aver letto il suo commento – che più o meno diceva che se lei era contro il body shaming era perché non bella – così finalmente lo bloccai.

Che sollievo non parlare più con il muro.

Iniziai pero’ a pensare che tanto accanimento non potesse che venire da qualche conoscente arrabbiato con me per qualcosa, uno con un profilo falso.

Non sapevo chi ma avevo quel sospetto, poichè la cosa mi era già capitata con una persona che aveva problemi di sanità mentale e che aveva creato un nuovo profilo per seguirmi.

Mi sbagliavo!

Mesi dopo ero in un gruppo di femministi ed è uscito il nome di uno stalker seriale con dei problemi seri che aveva e stava perseguitando centinaia (centinaia!) di persone che parlavano di body positivity.

Ogni volta scrivendo lo stesso commento, con parole qui e lì diverse.

ERA LUI!

Nel gruppo qualcuno lo prendeva in giro, altri ne avevano ribrezzo come si fa con le piattole e altri ne erano spaventati.

Io ero semplicemente senza parole.

Mi sono fatta innervosire da qualcuno che sta seriamente male e vive dietro uno schermo a scrivere e riscrivere lo stesso commento tutto il giorno?

Uno che si cerca quotidianamente articoli sulla body positivity per scrivere quella stessa frase ancora e ancora?

Uno che viene bannato da decine di persone ogni giorno e continua imperterrito, cercando quotidianamente nuove vittime?

Sono rimasta senza parole.

Sapevo che questo era già successo altre volte, avevo avuto a che fare con altre persone che poi avevo scoperto avere disagi reali, persone che si venivano a sfogare – anzi, a creare connessioni umane pseudo significative – su internet perché incapaci di averne fuori.

Ma questo caso qui mi ha fatta proprio pensare.

A tutto il tempo che sprechiamo a dar retta al primo che passa, al commentatore che dice cose oscene, solo perche internet ci ha resi tutti anonimi ed in qualche modo anche tutti uguali.

Ecco, no.

Tutto molto bello ma l’opinione delle persone non ha proprio lo stesso peso.






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