Ricordi di un viaggio a Yangon, in Myanmar: cosa fare in Birmania?

Ricordi di un viaggio a Yangon, in Myanmar: cosa fare in Birmania?

viaggio a yangon, cosa fare in birmania, cosa fare a yangon, mercati di yangon, pagoda di yangon, cosa fare in myanmar, myanmar pericoloso, pagoda myanmar, pagoda yangon
I mille colori del mercato di Yangon.

Se penso al nostro viaggio a Yangon, mi ricordo quella sensazione di essere una delle pochissime occidentali e probabilmente l’unica con i capelli rosa. Questo ha voluto dire essere facilmente riconoscibile come turista dai tassisti, che hanno suonato continuamente il clacson per farci salire ma anche essere seguita in bagno da una locale per un selfie.

Selfie che esiste da qualche parte nell’internet e vede me pallida come non mai, con il mal di pancia per un possibile colera che ha segnato i nostri primi sette giorni in Asia.

Pochi turisti occidentali, pensiamo di aver contato solo 10 bianchi durante questo viaggio ma purtroppo due di questi rientravano nella categoria della peggiore specie, quella di chi si sposta con il denaro in mano per comprare le ragazze del posto.

Malgrado questo, i locali ci sono sembrati fiduciosi e gentili verso i turisti che ancora non hanno massacrato questo paese, cambiandolo per farne un parco giochi a misura dei vacanzieri, come è invece accaduto in altre parti viste del mondo. I mercati sono autentici, non si vendono calamite o stupidate tutte uguali di plastica, ed in generale respiri un’aria schietta e vera che raramente troverai nel mondo.

Durante il tuo viaggio a Yangon lo shock culturale sarà forte, è la città dove ho visto gli scarafaggi più grandi e anche i topi più grossi e li ho visti ai mercati, accanto al cibo venduto. Ho visto pesce tagliato in ceste e venduto sotto il sole, senza ghiaccio né frigorifero e nello stesso modo ho visto vendere la carne, con le mosche che ronzavano attorno, impazzite da tutto quel ben di Dio.

Pesce sotto al sole fino a chiusura del mercato, Yangon

A Yangon l’odore delle fogne sale forte e quando cammini devi stare attento perché il marciapiede si interrompe passo dopo passo e puoi cadere giù, le lastre sono tutte sbeccate e alcune vengono proprio rimosse, lasciando il pedone a fare i conti con qualche preoccupazione in più.

viaggio a yangon, cosa fare a yangon, mercati di yangon, marciapiedi myanmar, cosa fare in myanmar, myanmar pericoloso, marciapiedi yangon
Occhi a terra mentre cammini a Yangon, mi raccomando!

Non è stato solo questo il Myanmar, però, è stato il paese dove abbiamo visto una generosità che non ci aspettavamo. Monaci sfamare decine di cani randagi e abbiamo visto fare lo stesso ai locali, che condividevano il riso con gli animali magri e perennemente affamati.

Durante il nostro viaggio a Yangon abbiamo visto dare, più che prendere.

Ci è stata offerta acqua da bere che non avevamo neanche chiesto, dolcetti da una signora che non aveva il resto e preferiva regalarci un bene da 7 centesimi che accettare la nostra banconota da 3 euro. Si sono fermati quando parlavano inglese, raccontandoci la bellezza delle pagode e senza volere nulla in cambio.

Ci sono state anche contrattazioni a perdere e qualche fregatura rifilata perché turisti ma se penso a quei giorni mi tornano in mente sempre e solo loro, i locali fasciati nelle lunghe gonne strette, tutti a lavorare, camminando veloci per le strade o muovendosi dentro i piccoli locali polverosi che si affacciano sulla strada.

Abbiamo potuto osservare alcuni usi locali, dal masticare continuamente e sputare a terra le foglie delle noci di betel, spezie e calce (causa, purtroppo, di cancro) al dipingersi il viso con la thanaka, una pasta gialla che proteggerebbe la pelle da sole e invecchiamento.

viaggio a yangon, cosa fare in birmania, cosa fare a yangon, mercati di yangon, pagoda di yangon, cosa fare in myanmar, myanmar pericoloso, pagoda myanmar, pagoda yangon, masticare in myanmar, cosa masticano in myanmar, cosa masticano a yangon, masticare a yangon, masticare betel, noci di betel, betel cancro
La preparazione delle foglie con le noci di betel, da masticare e sputare in terra.

La nostra esperienza a Yangon è iniziata prendendo una SIM locale per collegarci ad internet e l’operatrice ha impostato per noi il cellulare, rendendoci di nuovo connessi al mondo esterno, questo già in aeroporto. La nostra stanza alla Myat Guest House era gestita da ragazzi splendidi che parlavano inglese, al costo di 7 euro a persona a notte e con colazione inclusa. Abbiamo trovato piccoli gechi arrampicati alla terrazza e mangiato noodles con lo zucchero al mattino, godendo di una vista sulla città che ci pareva bellissima. Il whisky a Yangon costa meno di un euro (la bottiglia!), l’acqua meno di 20 centesimi ed i 7/11 assomigliano molto ai konbini giapponesi che tanto ho amato.

viaggio a yangon, cosa fare in birmania, cosa fare a yangon, mercati di yangon, pagoda di yangon, cosa fare in myanmar, myanmar pericoloso, pagoda myanmar, pagoda yangon , yangon
Tra le strade di Yangon

Prima di entrare nei templi è necessario togliere le scarpe e coprirsi, quando sei donna (e quindi chiaramente peccaminosa). Ne vale la pena perché vedrete luoghi di preghiera che mozzano il fiato e qualche volta anche delle statue kitsch che farete fatica a comprendere. La colpa potrebbe essere del Jetlag, personalmente il più forte mai avuto prima che ho trascinato per più di una settimana.

Nel nostro viaggio a Yangon non abbiamo avuto paura né avvertito pericoli. Il Myanmar è tra i paesi più poveri del mondo ma fortemente in crescita e le zone battute dai turisti sono più tranquille di altre dove raramente puoi mettere piede. Ma sto parlando di rischi per la popolazione più che dei turisti, essere nati in Birmania vuol dire infatti avere a che fare con corruzione, regime repressivo e uccisioni (non ultimo un genocidio a danno dei musulmani).

viaggio a yangon, cosa fare in birmania, cosa fare a yangon, mercati di yangon, pagoda di yangon, cosa fare in myanmar, myanmar pericoloso, pagoda myanmar, pagoda yangon, acqua in myamar, acqua da bere a yangon, bere acqua in asia
Bere acqua in Myanmar? Preferite le bottiglie per evitare problemi.

Come turista penso di aver amato tutto di Yangon e penso che dobbiate avere la pazienza di girarvela a piedi sotto al sole o con la pioggia dei monsoni per capirla bene, non abbiate paura di sporcarvi le mani, di entrare in contatto e di provare a capire.

Avrete molto di bello, indietro, dal vostro viaggio a Yangon.

Consigli pratici per un viaggio a Yangon:

Se avete già letto il mio articolo su come organizzare un viaggio nel sud est asiatico, saprete anche che in Myanmar avrete bisogno di un visto e che questo sarà acquistabile online al costo di 50 dollari americani. Saprete anche quale adattatore per la corrente portare con voi e diversi altri suggerimenti utili, come il fatto di lavarsi i denti con l’acqua delle bottiglie, per precauzione.

In linea generale, il dollaro americano è largamente accettato e la moneta locale prelevabile al bancomat di qualsiasi 7/11. Tra le pagode, la Shwedagon Paya è senza dubbio una meta da raggiungere, non ve ne pentirete ed in tutto quell’oro non potrete che riflettere un poco sulle contraddizioni del Myanmar. Per vedere un Buddha gigantesco in una delle sue posizioni più classiche (sdraiato), non perdetevi invece la Chaukhtatgyi Pagoda.

Sulle guide vi consiglieranno un giro sulla Yangon Circle Line, un treno circolare che corre lungo il perimetro della città, con venditori che cercheranno di vendervi cibo e oggetti. Abbiamo letto recensioni contrastanti al riguardo e purtroppo non siamo nella condizione di poter confermare se ne valga la pena o meno: era in manutenzione quando ad Agosto siamo stati in Birmania.

Abbiamo personalmente trovato non troppo affascinante il lago artificiale Kandawgyi che troverete sulle guide, raggiungetelo ma se non dovesse piacervi, fatevi rapire dalla bellezza di uno dei mercatini locali e prestate attenzione agli abitanti del Myanmar. Con i loro vestiti stretti e le gonne fascianti, vi mostreranno una realtà molto diversa da quella alla quale siete abituati.

Una volta a Yangon capirete però che nei piccoli templi ci si inciampa letteralmente, così come nelle pagode minori.

Lasciatevi incantare da questa insolita meta.

viaggio a yangon, cosa fare in birmania, cosa fare a yangon, mercati di yangon, pagoda di yangon, cosa fare in myanmar, myanmar pericoloso, pagoda myanmar, pagoda yangon. uomini con la gonna in myanmar, gonna a yangon, uomini con la gonna, coppie in myanmar
Due locali.

Una menzione speciale la devo al volo. Ho personalmente trovato un incubo la tratta fatta con Emirates da Dubai a Yangon, con l’aereo che non ha smesso un secondo di ballare da destra a sinistra. Non scrivo questo per allarmare eventuali viaggiatori ma per dirvi che ho parlato con diverse persone che sono esperte di quella tratta ed è normale, nulla di pericoloso.

viaggio a yangon, cosa fare in birmania, cosa fare a yangon, mercati di yangon, pagoda di yangon, cosa fare in myanmar, myanmar pericoloso, pagoda myanmar, pagoda yangon , dubai yangon, volare con emirates, aereo emirates, volo turbolento
Volare a Yangon con Emirates

Vedrete anzi, che bello, essere da soli in aeroporto in caso di voli interni o verso la Thailandia. Un aeroporto tutto per noi non lo avevamo davvero mai visto!

E nemmeno degli esseri umani che aiutino a parcheggiare l’aereo, sostituendosi ai semafori.

Paura. Ma per loro!

Si conclude qui questa piccola guida, vi lascio alle mie storie su Instagram, girate mentre ero a Yangon. Date un’occhiata per sapere cosa vi aspetta dall’altra parte del mondo.

Annunci
Come organizzare un viaggio nel sud est asiatico: itinerario, dritte e info utili

Come organizzare un viaggio nel sud est asiatico: itinerario, dritte e info utili

viaggio nel sud est asiatico, sud est asia, sud est asiatico, viaggiare in myanmar, viaggiare in thailandia, andare in cambogia, viaggio ad hong kong, viaggiare in vietnam

32 giorni, 580.000 passi, 390 kilometri a piedi, 9 città, 12 aerei ed una manciata di pullman. Questo è stato il nostro viaggio nel Sud Est Asiatico quando, freschi di laurea e con il lavoro ad aspettarci a Edimburgo, questa estate abbiamo potuto realizzare un sogno e passare un intero mese tra Myanmar (Yangon), Thailandia (Chiang Mai e Bangkok), Cambogia (Angkor Wat, Phomn Penh), Vietnam (Ho Chi Minh, Hoi An e Hanoi) e Hong Kong.

L’Asia ha da sempre un fascino incredibile su di noi ma più il viaggio si avvicinava e più ci rendevamo conto di avere anche tante paure e altrettanti pregiudizi.

In un viaggio nel Sud Est Asiatico devi mettere in conto diverse cose, dalle intossicazioni alimentari alla dengue, da qualche fregatura a qualche truffa e poi i pericoli seri e quelli atmosferici, monsoni compresi. Se poi deciderai di chiedere all’internet: apriti cielo, leggerai ogni tipo di avventura andata storta e ti chiederai se sarai in grado di farcela.

Non per nulla, durante il viaggio diverse persone mi hanno scritto per dire che avevo coraggio. Coraggio per gli scarafaggi giganti, per i topi, per la mancanza di igiene, per l’odore sempre così forte e via dicendo.

È successo però che a quel punto lì le mie paure erano a zero, ero in viaggio e stavo vivendo il mio percorso. Una volta che sei lì la percezione cambia e, a meno di imprevisti, ti accorgi che erano solo paure e che l’intera esperienza valeva le preoccupazioni del pre-partenza, quelle di chi ignora e non conosce.

Un viaggio così te lo devi godere. In silenzio, a volte in punta di piedi come quando entri nel privato di qualcuno e senza mai scordarti del tuo privilegio e delle tue possibilità.

Nel Sud Est Asiatico ho lasciato un pezzo di cuore, un pezzo grosso che non sapevo neanche di poter sentir battere così forte. Ho pianto, come una bambina, in Cambogia, sono stata smentita dai miei pregiudizi in Thailandia e sussultato in Vietnam, ho aperto gli occhi in Myanmar e compreso fino all’ultima delle mie fortune che ormai ero ad Hong Kong, nel pieno del periodo delle manifestazioni contro la polizia. 

Non c’è nulla che non rifarei ed ora vi racconto come si organizza un viaggio nel sud est asiatico senza l’aiuto di nessun tour operator e di nessuna agenzia ma limitandomi a ciò che ho vissuto in prima persona: non parlerò di paesi che non ho visitato questa volta se non per un piccolo accenno a Bali, meta di passate vacanze.

Per ogni altra informazione, scrivete una mail o ci vediamo su Instagram o Facebook.

Quanti soldi servono per un viaggio nel sud est asiatico?

Direi che questa domanda sia molta personale ma su Instagram ho cercato di dire ogni volta il costo di quello che compravo o facevo. Puoi vedere negli archivi le mie storie su Myanmar, Thailandia, Cambogia, Vietnam ed Hong Kong, per farti una idea.

In linea generale, e tolto il volo, un viaggio così può costare veramente poco ma è anche possibile viaggiare comodamente con un piccolo prezzo o esagerare, in base alle tue tasche e quanto vuoi e puoi permetterti. Per i pernottamenti potreste pagare anche solo un dollaro al giorno (già, davvero) e per mangiare tra i 5 ed i 10. Ma dipende da te, da quello che vuoi fare.

Molte attività hanno prezzi per turisti e quindi, in quel caso, meno di 50 euro difficilmente li spenderai e per visitare determinate attrazioni verrai anche tassato. Ti chiederanno qualche moneta per entrare nei templi, se sei straniero e per visitare mete turistiche come Angkor Wat (Siem Rep, Cambogia) ti chiederanno 37 dollari per un giorno e 62 per 3. Parte di quelle cifre finiscono in beneficienza (2 dollari per il biglietto giornaliero).  In Thailandia invece verrai tassato, indipendentemente dall’ammontare richiesto, 200 bath (circa 6 euro o 7 dollari) ogni volta che prelevi i soldi, per volere di una legge del Re che la sa lunga su come trattare i turisti.

Per il volo di 16 ore, noi abbiamo viaggiato con Emirates ed il costo è stato di 1400 sterline per due persone e con scalo a Dubai. Ma come sapete, con i voli dipende dal periodo e da quanto prima puoi prenotarli, fatti un giro su SkyScanner.

Quanti giorni dedicare ad un viaggio in questa parte dell’Asia?

Online leggi storie di persone che questo viaggio lo percorrono in mesi ma devo ammettere che a noi trentadue giorni sono bastati per non avere rimpianti. Ci sarebbe stata la possibilità di passare per la Malesia, per Laos o di scendere fino a Singapore ma sinceramente abbiamo apprezzato ogni scelta fatta ed ogni città attraversata.

Il solo volo prende un giorno pieno di viaggio e questo va considerato quando si organizza un viaggio simile, pertanto consiglio almeno 2 settimane per avere abbastanza il tempo per riprendersi dal jetlag e girare le città che avete selezionato senza correre.

Un possibile Itinerario nel Sud Est Asiatico: Myanmar, Thailandia, Cambogia, Vietnam e Hong Kong

Nella mappa potete vedere il nostro itinerario e farvi una idea ma la decisione non è stata affatto facile o scontata, abbiamo dovuto informarci molto per capire cosa ci piacesse e cosa ci convenisse, anche.  Quello che vi suggerirei è di chiedere: chiedere a chi c’è stato e studiare prima della partenza, guardando video e documentari per capire cosa vi interessa davvero e cosa siete disposti a fare per arrivare fin lì (non solo treni scomodi e assenza di bagni come li intendete voi ma anche zone malariche o a rischio di encefalite giapponese e via dicendo).

viaggio nel sud est asiatico, sud est asia, sud est asiatico, viaggiare in myanmar, viaggiare in thailandia, andare in cambogia, viaggio ad hong kong, viaggiare in vietnam
Il nostro itinerario di 32 giorni nel sud est asiatico: Myanmar, Thailandia, Cambogia, Vietname e Hong Kong.

Serve il visto per Birmania, Thailandia, Vietnam, Cambogia e Hong Kong?

Prima della partenza è sempre bene verificare la situazione su Viaggiare Sicuri che è un servizio della Farnesina ma prima di entrare nel vivo del discorso voglio dirvi di non pagare agenzie per svolgere per voi queste pratiche. Se mettete da parte il visto per la Cina (lungo e complesso), gli altri sono facilissimi da ottenere. Vediamo come:

Il visto per il Myanmar potete acquistarlo online al costo di 50 dollari e viene rilasciato solitamente entro 3 giorni. Facile e veloce.

Appena meno costoso è il visto per la Cambogia, acquistabile anche questo online al prezzo di 36 dollari.

Per visitare la Thailandia non è necessario nessun visto per i cittadini Italiani: vi applicheranno solo un timbro all’aeroporto o al confine. A partire dall’entrata avrete 30 giorni da spendere all’interno del paese, se vorrete restare di più dovrete parlarne prima con l’Ambasciata e attenti: rischiate la prigione se senza autorizzazione.

Sono esentati dal richiedere il visto anche coloro che visitano per meno di 15 giorni il Vietnam mentre rimane obbligatorio per durate superiori.

Contrariamente alla Cina, Hong Kong non richiede alcun visto agli Italiani che intendono visitare la regione speciale fino ad un massimo di 90 giorni. Anche qui, in aeroporto metteranno un timbro sul passaporto e vi daranno una scheda identificativa da corservare. A noi, personalmente, non l’hanno chiesta indietro.

Questo post non parla dell’Indonesia ma essendoci stata, posso dirvi che anche lì non vi chiederanno alcun visto e potrete stare a Bali, per esempio, fino a 30 giorni dal vostro arrivo.

In linea di massima, non scordate di avere sempre una validità di almeno 6 mesi sul vostro passaporto o le cose potranno complicarsi e l’entrata esservi negata.

Dove dormire in Birmania, Thailandia, Vietnam, Cambogia e Hong Kong?

La scelta più veloce di solito è Booking ma se vorrete provare Agoda, il corrispettivo asiatico, non sarete davvero delusi. Le accommodations sono le stesse (e molte di più) ed i prezzi solitamente un pelo più bassi. In molti casi non dovrete neanche lasciare un deposito e di conseguenza non vi servirà la carta di credito.

Figo, no?

Come viaggiare tra un paese e l’altro nel sud est asiatico? Aereo, treni o bus?

La nostra idea iniziale sarebbe stata di muoverci solo con bus e treni locali ma avendo solo un mese e volendo ottimizzare i tempi, abbiamo scelto di utilizzare massivamente gli spostamenti aerei. Alla fine del nostro viaggio ne avevamo presi 12. Se sceglierete questo mezzo, tenete conto che spesso la durata indicata non è quella reale, in molti casi il nostro volo è durato meno della metà di quanto dichiarato.

Inoltre, i voli interni e tra i vari paesi cambiano spessissimo orario. Anche 2 o 3 volte, controllate quindi le vostre emails prima della partenza.

Per passare il confine tra la Cambogia ed il Vietnam abbiamo utilizzato un bus che si è rivelato una buona scelta ma ci sono da considerare diverse cose oltre al tempo impiegato ed una di queste è che una volta sul mezzo c’è il rischio che nessuno parli inglese. Inoltre, al confine perderete il Wi-Fi (sì, avete prenotato un bus con il WI-FI ma questo, scoprirete, non conta) e quindi anche tutti i vostri riferimenti. Il passaggio alla dogana è un esercizio di fiducia perché i vostri passaporti saranno ritirati dal driver o da una terza persona che non saprà dirvi una parola di inglese ma una volta al confine e dopo un salire e scendere dal bus (due volte) per essere accolti da militari e – se siete fortunati – scarafaggi giganti, dovrebbe essere filato tutto liscio: avrete il vostro visto.

Esiste Uber in Vietnam, Myanmar, Thailandia e Cambogia?

Uber, o meglio il suo corrispettivo Grab, esiste e va alla grande. Non sempre è legale, per esempio all’aereoporto di Bangkok era vietato con tanto di cartelli ma non per strada. O almeno, era pieno di drivers.

L’applicazione di Grab funziona benissimo ed esattamente come Uber, ti consente di sapere in anticipo il costo – davvero piccolo – del viaggio. Malgrado l’aiuto della tecnologia, qualche volta il tuo driver non saprà leggere la mappa e ci vorrà un poco di pazienza.

In realtà questa App è davvero molto bella perché permette di lavorare con i turisti anche coloro che non parlano una parola di inglese e sono tanti.

Diversi tassisti ci hanno, a malincuore, mandati via perché non sapevano leggere il nostro alfabeto e non riconoscevano quindi l’indirizzo dell’hotel. Con Grab questi problemi non ci sono.

A seconda del paese nel quale sei, potrai prenotare una macchina ma anche una moto dopo puoi salire anche in 3 (compreso il guidatore) o un delizioso tuk tuk. Su quest’ultimo ci sono salita in qualche occasione ma sempre pensando di morire mentre sfrecciavano nel traffico senza nulla a dividere tra me e l’asfalto ma… son cose da provare!

Come sono i bagni in Thailandia, Myanmar, Vietnam e Cambogia?

Vi farà sorridere ma questa è una delle domande più ricorrenti nei vari forum ed è anche comprensibile. Io posso dire che ne vedrete delle belle ma che questo mio consiglio vi salverà: portatevi sempre dietro un rotolo di carta igienica.

Nella maggioranza dei casi, troverete infatti il doccino, strumento intelligente molto amato dai locals che sicuramente potrà fare anche al caso dei turisti. Solo che schizza ovunque e non per niente calpesterete molti bagni con i pavimenti belli bagnati e… in quelli dei templi mi è capitato di doverci entrare scalza.

Nelle zone turistiche qualche volta troverete della carta igienica a disposizione o acquistabile ma sarà abbastanza raro. Portate un rotolo con voi e non ve ne pentirete.

A quel punto però seguite bene le istruzioni che trovatesulle porte dei bagni: in diversi casi le tubature non reggerebbero la carta, che andrà quindi gettata nei secchi. Paese che vai, regole che trovi.

In quasi tutti i paesi che ho citato, l’odore delle fognature era una costante per strada ma nulla batterà il Myanmar. Eppure, davvero, ci si abitua a tutto ed il gioco vale la candela.

I bagni del sud est asiatico, bagni in asia
Ualla, che bel bagno in Myanmar!
a piedi scalzi nei templi, scalzi in asia, scalzi nel sud est asiatico
Scalza nei templi. Scalza nei bagni dei templi. #sopravvissuta

Cosa evitare assolutamente nel sud est asiatico? Truffe, turismo sessuale e sfruttamento animale

Dal ragazzo che ha dato il suo cellulare ad un autista Grab per controllare un indirizzo e si è visto portar via lo stesso, incredulo, a quello che è stato aiutato da un locale con un perfetto inglese che lo ha accompagnato a fare un giro dei suoi amici venditori anziché al Palazzo Reale, le truffe sono all’ordine del giorno ed in diversi casi vi capiteranno situazioni un po’ al limite. Ci sarà la persona dalla quale vorrai comprare un dolcetto ma che continuerà a riempire la busta fingendo di non parlare più inglese o quello che applicherà una maxi tassa sul tuo acquisto. Sta a te decidere come prendere questi episodi, io ho deciso che non valeva la pena di prendermela ed in molti casi ho riflettuto sulla mia fortuna di turista occidentale. Vuol dire che i turisti vadano spennati? No, però io non me la sono presa.

Se siete su questa pagina mi auguro non siate tra i rappresentanti di quella atroce fetta di persone che ci rende il primo paese a fare turismo sessuale, perché chiaramente sareste tra i peggiori esempi della nostra Italia.

Evitate anche di aumentare il business legato alle donne giraffa, non vi è nulla di meraviglioso, solo essere umani che condannate a modificare il proprio corpo per le vostre foto.

Un altro aspetto assolutamente evitabile è lo sfruttamento animale: dite NO alle tigri sedate e picchiate per la vostra foto ricordo e NO allo sfruttamento di scimmie ed elefanti. Questo articolo non parla di Bali né dell’Indonesia ma nel dubbio, dite NO anche al caffè dei Luwak.

Dicendo sì, alimenterete sfruttamento e sofferenza.

tusismo sessuale in asia, turismo sessuale nel sud est asiatico, turismo sessuale in thailandia, turismo sessuale
Spettacoli per il turismo sessuale con esemplari maggiorenni (nel poster).

Malaria, Encefalite Giapponese, Colera e altre malattie che troverete tra Thailandia, Myanmar, Vietnam e Cambogia. E sì, anche ad Hong Kong!

Tra le numerose preoccupazioni che avevamo c’era il discorso delle malattie che potresti prenderti una volta nel sud est asiatico. Dopo diversi viaggi dal nostro GP (il centro medico: viviamo in Scozia e non in Italia), le nostre paure sono scese di parecchio ma abbiamo preso comunque delle precauzioni che troverai nel capitolo successivo e deciso, in alcuni casi, di vaccinarci.

Quali malattie ci preoccupavano all’idea di camminare tra Myanmar, Thailandia, Vietnam, Cambogia e ad Hong Kong?

La prima era la malaria, una malattia che uccide 435mila persone ogni anno, soprattutto negli angoli più remoti del mondo. Per ammalarsi di malaria basta una puntura lasciata sulla nostra pelle dalla zanzara sbagliata, quella vettore. Per questo è importante controllare le zone malariche prima della partenza. Nelle grandi città turistiche solitamente il livello sarà Low to no risk o Low risk. Che vuol dire? Che le statistiche di incidenza sono basse e che la decisione è vostra: io vi consiglierei di vaccinarvi se il vostro viaggio include mete più insolite e remote. Fatelo.

A questo proposito vi consiglio due siti quando si parla di malaria: Fit for Travel, dove vedrete la mappa con le varie zone colpite ed il nostro Viaggiare Sicuri. Nei due link che ho messo come esempio, trovate la mappa delle zone malariche in Myanmar e la scheda sulla Thailandia e la sua situazione sanitaria.

Un’altra brutta bestia è l’encefalite giapponese che uccide nel 30% dei casi e lascia conseguenze neurologiche in un altro 30%. Tra tutte, questa malattia ci faceva più paura. Persino nella bella Hong Kong poster governativi consigliavano la prevenzione e la vaccinazione sebbene abbiano solo tre brutti casi ogni anno.  Anche in questo caso, le statistiche erano dalla nostra parte e abbiamo deciso di non vaccinarci ma è stato un pensiero durante tutto il viaggio.

La dengue credo che sia la maledizione principale quando ci si reca nel sud est asiatico perché tanti viaggiatori se la prendono e ci sono 390 milioni di nuovi casi ogni anno, secondo la World Health Organisation. Insomma, della dengue avevamo paura ma di come prevenirla ne parleremo nel capitolo successivo.

Il colera, tra tutte le possibili sfighe, era la malattia che ci preoccupava meno. Nel 75% dei casi neanche ti accorgi di averla o hai solamente una leggera diarrea ed il vaccino comunque non previene al 100% questa tossinfezione.

Abbiamo avuto una leggera diarrea durante questo viaggio? Ma chiamiamola con il suo vero nome: abbiamo avuto una diarrea epocale che ci ha benedetti da Yangon (Myanmar) a metà soggiorno in Thailandia (con il suo apice a Chiang Mai). Cosa fare in questi casi e se l’enterogermina del pre-partenza ha fallito? Entrare nel primo 7/11 e chiedere l’imodium (immodium in inglese). E’ universale e… funziona! Inoltre, sarà argomento di conversazione una volta rientrati in Italia, che le pillole non le vendono in scatola e se chiedi due cartine ti guardano come tu fossi una pussy.   

Come difendersi da dengue, malaria ed encefalite giapponese e perché assicurarsi prima di un viaggio nel Sud Est Asiatico? E per il colera quali sono le precauzioni?

Con per la testa tutte queste orrende malattie, il nostro pensiero è stato subito: come possiamo prevenire tutto questo? La risposta sono dei repellenti da spruzzarsi addosso ma non un semplice anti-zanzara.

Una volta in Asia, troverete degli ottimi prodotti ma già prima della partenza vi consiglierei di acquistare uno spray o uno stick con un alto contenuto di DEET (+ contenuto uguale maggiore durata), il principio attivo che terrà lontane le zanzare da voi. Noi ci siamo trovati bene con questo al 50% di DEET ma tenete a mente che dovrete avere la pazienza di spruzzarlo più volte al giorno e specialmente di sera. Di nuovo, fatelo!

Con questo tipo di prodotti puzzerete di chimico per un po’ ma direi che ne vale proprio la pena. Un consiglio? Non spruzzatevelo addosso mentre siete in una stanza piccola o senza finestre come un bagno o vi verrà da tossire, soffocati, e di brutto. Leggete bene le etichette, non credo siano prodotti consigliati per le donne incinte.

Un altro prodotto che vi consiglierei è il Bio Kill, un insetticida ecologico che potete spruzzare sulla valigia e in camera, vicino a finestre e porte. Non macchia e tiene lontane le varie striscianti e volanti schifezze esotiche.  

Per proteggersi dal colera è invece importante pulirsi i denti con l’acqua in bottiglia E bere dall’acqua della bottiglia, specialmente in Birmania. In uno dei paesi visitati l’acqua veniva presentata come la più sicura di tutta l’Asia ma non vi scrivo qui il nome del posto perché non ho trovato evidenza online: preferite l’acqua in bottiglia a quella del rubinetto perché potrebbe essere non potabile o dannosa per il vostro stomaco.

Per prevenire il colera è bene evitare cibo riscaldato o prodotto in assenza di acqua pulita, frutti di mare e verdure che non sai bene dove siano state sciacquate o come.

Tutto molto giusto ma personalmente dopo una settimana non ne potevo più di tutte quelle accortezze e non ho detto no a niente, senza alcuna ripercussione. La maledizione del viaggiatore me l’ero già presa al primo giorno, dopotutto e malgrado le mille precauzioni.

Non mi dilungherò sull’assicurazione. Serve e va messa in contro prima di un viaggio così, come avere la lungimiranza di farsi portare in un ospedale anziché un altro se vi trovate al confine, come dicono le guide più importanti. Se ne avrete la possibilità, chiedete di raggiungere un ospedale internazionale e la vostra assicurazione salderà il conto. Senza di questa, potreste avere fatture da decine di migliaia di dollari, senza esagerare.

Come si mangia nel sud est asiatico?

La risposta potrebbe essere: come non si mangia! Nel senso che la cucina laggiù è certamente speziata ma anche certamente deliziosa.

Provare per credere!

Lasciatevi tentare dalla frutta del mercato (specie se non sbucciata e quindi senza rischi per il vostro pancino), ordinate dai banchetti e godetevi tutto: Siete in Asia e ci siete arrivati dopo averla tanto sognata!

Se avete nostalgia del red o del green curry, potete leggere le ricetta che ha condiviso con me una donna Thai.

frutta in asia, e' sicura la frutta in asia, frutta nel sud est asiatico, mercati nel sud est asiatico
I meravigliosi frutti che troverete nei mercati.
mercati di yangon
E quei mercati dove imparerete molto.

Come collegarsi ad internet nel sud est asiatico? Come funziona con il cellulare?

Se atterrerete con l’aereo, sarà proprio in aeroporto che avrete la risposta che state cercando: nei banchetti troverete del personale che vi proporrà abbonamenti convenienti per farvi navigare su internet e setterà per voi il telefono. Lasciateli fare, sanno quello che sanno e normalmente, parlano anche inglese.

Se avete un telefono dual-sim avrete fatto bingo, potrete tenere la vostra e aggiungere quella locale, senza aver bisogno di stare troppo attenti a ricordare dove avete messo la schedina Italiana.

In alcune zone, però, sarete senza internet come lo siamo stati noi tra le rovine dei templi di Siem Reap, per esempio: in quel caso è sempre bene scaricarsi prima le mappe di Google Maps, per non essere mai presi alla sprovvista laddove non avete punti di riferimento.

Come cambiare i soldi nel sud est asiatico? Quali valute sono accettate in Birmania, Vietnam, Cambogia, Thailandia e a Hong Kong?

Cambiare i soldi è molto semplice, vi direi di diffidare dai vari negozietti che potreste trovare in giro (la scrivente fu truffata a Bali, proprio al cambio) e di affidarvi agli ATM, i bancomat che troverete un po’ ovunque e quasi certamente accanto ai negozi 7/11.

A livello di convenienza, pensate bene a quanto prelevare perché le commissioni potrebbero essere altine, soprattutto in Thailandia dove ogni transazione di prelievo verrà tassata, come detto, di 6 euro per ordine del Re.

In linea di massima, noi abbiamo prelevato la valuta locale in ogni paese ma il dollaro americano è stato richiesto ed accettato sia in Birmania che Vietnam e Cambogia. Molto ma molto meno accettato in Thailandia. 

Come ripasso generale, in Myanmar la valuta è il Kyat birmano, in Thailandia il Baht thailandese, in Cambogia il Riel cambogiano, in Vietnam il Đồng e ad Hong Kong il Dollaro di Hong Kong.

Che prese portarsi tra Myanmar, Vietnam, Cambogia, Thailandia e Hong Kong?

In molti hotel è stato possibile utilizzare le nostre prese italiane sui plug del posto ed in un caso anche quella britannica ma ogni paese ha le sue regole.

Nelle foto vi metto cosa dovrete aspettarvi in Cambogia, Myanmar e Thailandia ma ricordatevi in linea di massima che in Myanmar troverete le prese D (ma anche C, F e G), in Cambogia, Vietnam e Thailandia le prese A (ma anche B e C) e ad Hong Kong le G (ma anche D e M).

Confusi? Prendetevi un adattatore universale.

C’ho messo di piu’ a fare questo viaggio o a scriverne? La seconda ma se siete arrivati fin qui probabilmente avrò risposto a molti dei vostri dubbi e questo mi fa piacere.

Per ogni altra informazione, scrivete una mail o ci vediamo su Instagram e Facebook.