LA VERITA’ (MIA) SUL CLIMA IN SCOZIA

LA VERITA’ (MIA) SUL CLIMA IN SCOZIA

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Sono arrivata in ufficio che l’acqua mi scendeva dalle maniche, come un fiumiciattolo, l’avevo dentro i pantaloni, dietro al collo e attorno alle braccia. I capelli ormai senza più una forma ed i piedi fradici. Avrei dovuto prendere un uber questa mattina, non avrei dovuto farmi i miei 40 minuti a piedi in queste condizioni e mai lo avrei fatto in vita mia, ma vivo in Scozia e questa è la mia vita e questo post lo scrivo così, da infreddolita e bagnata, nel mese di Agosto.

Le scarpe ad asciugare sul termosifose acceso dal collega scozzese, quello che ha freddo in Agosto, malgrado le leggende.

C’è un dovuto disclaimer prima di leggere e commentare questo post, non dovete darmi ragione ma vi chiedo di provare a mettervi nei miei panni e capire che per me questo clima è un dolore, non mi fa ridere, nel freddo non mi accoccolo vicino al caminetto, nel freddo esco di casa per lavorare e idem se piove o nevica.  Questo non accade un giorno, per una settimana, un mese o un semestre. Questo accade spesso. Non provo meraviglia nel calpestare la terra umida, non apprezzo i pantaloni sporchi di fango, non provo gioia nello scivolare su ghiaccio o acqua, non amo svegliarmi con il buio pesto e veder calar la notte nel pomeriggio, in inverno. Non trovo caratteristico il cielo grigio e neanche la nebbia, non c’è nulla che mi faccia dire come sia fantastico il meteo di qui quando è una settimana che piove.

Non mi sentirò in colpa per questo, è la mia vita e la conosco solo io e del clima scozzese NON sono innamorata.

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Adoro l’estate in Scozia. Quest’anno era un Mercoledì. @web

 

Prima di trasferirmi già mi conoscevo bene e non avevo dubbi su cosa avrebbe voluto dire per me vivere senza sole né sandali per quasi 12 mesi l’anno. Non potevo immaginare pero’ che non avrei vissuto solo senza estate ma anche con pochi colori attorno grazie al monocromo della città di Aberdeen, dove solo qualche porta di casa è colorata. Non avrei immaginato il riscaldamento acceso a Maggio. A Giugno. E di nuovo ad Agosto.

In Australia stava per tornare l’inverno quando scoprimmo che ci avevano presi all’Università ed eravamo reduci da una estate che sembrava un phon orientato contro il viso, soffocante. Un caldo che non avevo mai provato neanche in Africa, era un caldo diverso, che toglieva l’ossigeno nell’aria.

A me andava bene così, sapevo dell’esistenza delle stagioni, durante l’estate faceva freddo ed in inverno ecco che tornava il sole, per vederci tutti in spiaggia a festeggiar con i cappelli rossi da Babbo Natale.

Era un ciclo fatto di ragionevoli cambiamenti e sfumature che dal caldo portano al freddo e di nuovo al caldo. Lo trovavo naturale come l’Agosto ed il Gennaio di Roma, che sai arriveranno, li temi eppure come vengono ecco che passano.

Dello Scozia non mi era mai importato nulla, non ero una di quelle che dice “questa estate hiking in Irlanda“, no, io in estate preferivo andare in posti ancora più caldi di Roma, per prendere il sole, fare escursioni belle e tornare al mio libro. Mai sotto l’ombrellone, sempre a contatto con la luce. Sapevo che una volta ad Aberdeen tutto questo sarebbe sparito, avevo letto le statistiche, avevo contato i giorni di pioggia e visto le temperature ma una cosa era sapere, un’altra era toccare con mano quel cambiamento.

Per farmi forza leggevo il blog di quella che per me era la dea della caccia trasferitasi in Scozia, Riru Mont che si arrampicava tra le colline di Glasgow come una amazzone, i capelli al vento, il viso soddisfatto. Aveva le scarpe da trekking, i pantaloncini, le cosce tornite e le leggevi la felicità di vivere proprio lì, proprio in Scozia.

Leggevo i suoi post e cercavo di vedere al positivo, mi aggrappavo a tutto quello che potevo per iniziare con il piede giusto malgrado i mille dubbi.

Poi mi sono trasferita, sono arrivata il 16 Luglio del 2015 e mi ha accolto un freddo che mai dimenticherò, con una pioggia che tagliava il viso come lame. Ho detto più volte che per la prima volta, in quella occasione, pensai che non ce l’avrei fatta, che sarei voluta tornare in Italia, che avrei voluto piangere.

Sono rimasta, ci ho provato, ho pianto, ho combattuto, ho riso e ce l’ho fatta.

Ma nulla mi fa dimenticare che questo clima non è il clima che vorrei per me e che probabilmente non lo vorreste neanche voi, se poteste scegliere e zittirmi a colpa di “ehh, ma la Scozia è così”  o di “beata te” non mi aiuta e non capisco a cosa serva a voi.

Che sì, verso Agosto improvvisamente tutti invidiano il mio dover indossare il cappotto ma forse non sanno cosa voglia dire DOVER uscire indossandolo quasi tutto l’anno e aspettare il WE per ritrovarsi, quasi matematicamente, fregati da un tempo da lupi. E cosi’ quello dopo e quello dopo ancora. Non sanno cosa voglia dire svegliarsi con il buio dell’inverno e vedere il giorno morire nel pomeriggio, senza aver peraltro nulla da fare in una città come Aberdeen che al coperto, dopo le 5, ha solo il cinema ed il centro commerciale.

Mancanza di empatia e giudizi facili a parte, io capisco l’entusiasmo del turista, quello che becca una giornata di sole e pensa di saperla lunga, quello che scrive “e poi dicono che ci sia brutto tempo” sulla sua bacheca così come conosco persone che si sono rassegnate alla carenza di vitamina D, che ammettono di essere perennemente depresse (chimica ragazzi, non baggianate) e altre che amano il fatto di avere spesso giornate miserabili, che della Scozia apprezzano ogni lato e sfumatura. Capisco persino quelli del “ehhh, ma ieri era bel tempo“, come se a tutti bastasse quel ieri per far pace con un clima simile

Siamo diversi, ci sta, e ci sono decine di ragioni per la quali ti consiglierei di vivere qui come ci vivo io ma il clima scozzese non è per tutti ed è qualcosa che dovresti valutare prima di trasferirti.

Io comunque ora sono qui e ci provo.
Non è sempre facile, per me non lo è per niente, e mi voglio troppo bene per fingere che non sia così.
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La mia settimana di Ferragosto, Edimburgo

 

 

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