Il servizio de Le Iene sugli attacchi con l’acido a Londra, Regno Unito

Il servizio de Le Iene sugli attacchi con l’acido a Londra, Regno Unito

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Andreas Christopheros subì un attacco con acido, in Cornovaglia (non Londra), per uno scambio di persona. Photo Credits: Le Iene

Avete visto il servizio del Le Iene sugli attacchi con acido? Io no ma ho dovuto farlo dopo aver letto decine di messaggi allarmati nei vari gruppi degli Italiani qui in UK.

Incuriosita, ho guardato il servizio sugli attacchi con l’acido a Londra ed ho notato che tutte le informazioni sono vere ma:

  • Spesso basate su articoli del Sun, un giornale famoso per non essere esattamente di inchiesta. Hanno tradotto e citato come loro pensieri delle frasi intere, il che mi ha fatta un po’ pensare.
  • Hanno intervistato diversi dei personaggi di una inchiesta del 2017 di Vice, lasciandomi – di nuovo – pensare di aver investigato poco ma copiato molto. Sì, c’è anche l’ex membro delle gang ormai pentito ed in cerca di denaro.
  • Proprio Vice pubblicava le statistiche che dimostrava un generale aumento della violenza tra i criminali londinesi, con incrementi negli attacchi di acido e con coltello. Entrambe soluzioni economiche.
  • L’attacco con acido non avviene ovunque per strada ma in alcune zone di Londra piu’ che in altre. C’è da essere sereni? No, rimane un atto ignobile ma avrebbero dovuto dirlo per esser chiari invece di gettare quell’ombra possibilistica.
    Hanno invece preferito parlare di gioco più che sottolinearne la modalità criminale.
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Credits: CNN
  • La parola acido vuol dire molte cose e rientra in questa categoria anche l’ammoniaca che brucia ma raramente rovina permanentemente la pelle.
    Infatti, si pensa che diversi di questi attacchi non vengano dichiarati proprio perchè non rimangono segni sul viso.
    Cosa cambia? Poco, è una pratica che non dovrebbe esser fatta MAI ma…
  • Ma in Italia abbiamo casi divenuti tristemente noti per aver usato ben altro che l’ammoniaca. Nel 2013 una inchiesta del sole 24 ore riportava un aumento degli attacchi del 120% ed un numero di “soli” 27 casi.
    Chiaramente una differenza enorme se si pensa che nello stesso anno a Londra gli attacchi erano stati 431 ma in termini di tipologia di acido ci sarebbe da farsi due domande per avere un quadro più chiaro.
  • Se questa pratica viene solitamente considerata una arma meschina per omuncoli in cerca di vendetta contro una donna, la realtà qui in UK è un’altra. Come detto nel video, riguarda soprattutto le bande di criminali ed infatti sono gli uomini ad essere più vittime di questo orrore.
    Non proprio come in Italia o in altri paesi del mondo.
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Credits: BBC
  • Sentendo questi numeri non sono stupita e non ho cambiato idea su Londra e le sue problematiche. Come detto qui più volte, la mancanza di stimoli, la povertà ed il problema con alcool e droga porta molti – molti – a vivere nella devastazione, qui in UK.
  • E’ poi vero che chiunque può comprare quei prodotti visti nel video ma di nuovo, non hanno spiegato che tipo di acido e neanche detto che i controlli, in cassa, vengono fatti per davvero.
  • E’ attualmente in Parlamento l’intenzione di classificare l’acido solforico come potenziale arma, in modo che si debba avere la licenza per poterlo acquistare. Anche questa informazione sarebbe stata interessante sentirla così come conoscere le pene inflitte mediamente per questi crimini.

Temo che Le Iene abbiano giocato molto sul parlare generalmente di acido senza spiegare bene le differenze in termini di potenza corrosiva. In termini di scoop potrei capirlo ma trovo grave l’aver fatto passare il messaggio che in caso di attacco con l’acido basti bagnarsi con dell’acqua per non avere danni permanenti.

L’acqua va sempre versata in abbondanza ma i danni sulla pelle dipendono dal tipo di acido e avrebbero dovuto dirlo per informare meglio.

Sia William Pezzullo che Lucia Annibali si bagnarono la faccia ma quel tipo di acido non lasciava speranze in termini di danni permanenti.

Arrivati fin qui potete fare una cosa bella e seguire la pagina di Facebook di William e contribuire alla sua raccolta fondi.
Questo ragazzo non puo’ uscire di casa dal 2012 e se andrete sulla sua pagina ne scoprirete i motivi.

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