Partenze, il tuo controsenso

Partenze, il tuo controsenso

Arrivi dove altri partono.

Mi chiedo se il mio mondo non vada tutto al contrario, quando in aeroporto mi trovo dalla parte sbagliata. Agli arrivi dove gli altri stanno e stanno da sempre, alle partenze quando gli altri vanno via, per tornare al punto di partenza.

La freccia che mi indica la direzione sbagliata mentre i piedi vanno dritti dove devono, verso il posto che hai scelto, verso i dolori che questo comporta, verso le soddisfazioni che ti sei voluta cercare e prendere.

La freccia che puntuta ti ricorda che quando vai nel senso contrario allora il tuo percorso è un altro, la tua strada è un’altra, sei di quelli che se ne vanno dove altri restano, sei di quelli nati in un luogo dove forse non torneranno abbstanza a lungo nemmeno per morire.

Sei di quelli che pensano di sapere come sarebbe stato altrove e per questo fai le valigie con il desiderio di nuovi inizi, voci, persone e colori.

Di fronte a te la freccia contro ma anche la voglia di andare.

Come lo spieghi ad una che è andata a vivere in Australia che il mondo non è tutto possibile, tutto da scoprire, tutto da scegliere?

Come le togli l’illusione di poter decidere i propri passi tutti, la propria direzione sempre?

Non puoi, risparmia il fiato per altre battaglie.

Traccerò la mia direzione in barba ad indicazioni, frecce, percorsi già battuti, fossati, ponti che crollano e svolte obbligate.

Se oggi sono qui non è per caso.

Lo sento nello stomaco anche quelle volte che il cuore ancora piange all’idea di cio’ che è stato e non tornerà ad essere.



“If you don’t like where you are, move! You are not a tree”.

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